Titolo paratesto [Codice paratesto]:

Dramaturgičeskie priemy Bernarda Šou (p’esa i ee pristrojki) [P183]

Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":

L’articolo di Sigizmund Kržižanovskij analizza le tecniche drammaturgiche e il linguaggio teatrale di George Bernard Shaw attraverso una scrittura ricca di immagini e analogie.
Kržižanovskij esamina la struttura delle opere del drammaturgo irlandese, il ricorso sistematico al paradosso, al dialogo argomentativo e alla parola come strumento logico e polemico, nonché l’uso di dispositivi scenici e verbali capaci di rovesciare le convenzioni teatrali tradizionali. Molte delle opere di Shaw sono descritte come complessi architettonici, costruzioni articolate in cui ogni procedimento riuscito viene immediatamente incorporato dall’autore in una sorta di collezione di tecniche e trucchi drammaturgici.
Nel titolo The Apple Cart (1929) Kržižanovskij individua una metafora centrale della poetica shawiana: il riferimento al proverbio inglese to upset one’s apple cart rimanda al gesto ricorrente del drammaturgo, volto a rovesciare l’ordine apparente della realtà e a disarticolare le certezze consolidate. Le celebri “mele” di Shaw, osserva Kržižanovskij con una delle immagini più efficaci del saggio, non sono affatto ‘semplici mele’: provengono dall’albero della conoscenza del bene e del male, che l’autore tenta deliberatamente di scuotere fino a mescolarne i frutti. Shaw afferra il manico del carretto con l’unico scopo di ribaltarlo alla prima curva, affinché bene e male si confondano, mettendo in crisi ogni sistema di valori prestabilito.
Pur concentrandosi prevalentemente sugli aspetti formali e stilistici, Kržižanovskij non presenta la drammaturgia di Shaw come un gioco astratto: i suoi procedimenti non restano “sospesi nell’aria” (p. 97), ma affondano in un terreno storico e sociale determinato. L’arte di Shaw è descritta come profondamente segnata dal mondo borghese-capitalistico in cui nasce, e risulta pertanto fondata l’accusa — formulata all’interno delle stesse opere — di smascherare figure borghesi che sono, in sostanza, “come l’autore stesso”.
L’analisi dell’autore rimane volutamente non ideologica e priva di una ricostruzione sistematica del contesto sociale. È proprio questa scelta metodologica — che consente a Kržižanovskij di concentrarsi sulle strutture drammaturgiche e sulle soluzioni formali dei testi — a motivare la nota editoriale apposta dalla redazione di “Literaturnyj kritik”, la quale segnala il limite rappresentato dall’assenza di un’analisi sociale, riconoscendo al tempo stesso il valore del saggio come contributo originale allo studio della drammaturgia shawiana.
In conclusione, l’articolo propone una valutazione cautamente positiva della possibile utilità di Shaw per la drammaturgia sovietica: non come modello ideologico (cfr. D196), ma come laboratorio di tecniche, da studiare con attenzione critica. In questo senso, il saggio di Kržižanovskij si impone soprattutto come esempio di critica letteraria di altissima qualità, in cui l’acutezza analitica si intreccia indissolubilmente alla forza dell’immagine e alla precisione della scrittura.

Ilaria Aletto, Maria Zavyalova

Collocazione paratesto: "Literaturnyj kritik", 4 - pp. 81-97

Tipologia di paratesto: Saggio

Autore del paratesto: Kržižanovskij Sigizmund Dominikovič

Profilo autore del paratesto: Sigizmund Dominikovič Kržižanovskij (1887, Demievka - 1950, Mosca) è uno scrittore, studioso di letteratura e di teatro. Nasce in una famiglia cattolica polacca; poco dopo la sua nascita la famiglia si stabilisce a Kiev, dove compie l'intero percorso formativo. Frequenta il ginnasio cittadino e si laurea nel 1913 in giurisprudenza presso l'Università di Kiev, seguendo parallelamente corsi di ambito storico-filologico e filosofico. Tra il 1912 e il 1913 compie viaggi di studio in Italia, Austria, Germania, Svizzera e Francia.
Fin dall'adolescenza Kržižanovskij si orienta verso una formazione ampia e trasversale, alimentata da una curiosità intellettuale precoce. Padroneggia diverse lingue straniere, i suoi interessi di studio spaziano dalla filosofia classica e moderna alla teoria della letteratura e alla storia del teatro e della musica. L'incontro con William Shakespeare svolge un ruolo centrale nella sua formazione, orientandolo verso una concezione della scrittura fondata sulla resa figurativa delle idee, in opposizione all'astrattezza della speculazione filosofica.
Tra il 1918 e il 1922 tiene corsi di psicologia dei processi creativi, storia e teoria del teatro, della letteratura e della musica presso il Conservatorio di Kiev e altre istituzioni culturali. In questi anni entra in contatto con un ambiente intellettuale molto ampio, che comprende scrittori, filosofi, musicisti e uomini di teatro. Dal 1922 vive stabilmente a Mosca, dove insegna e svolge attività di ricerca in ambito teatrale; a metà degli anni Venti partecipa attivamente ai lavori della GAChN (Accademia Statale delle Scienze Artistiche).
Inizia a pubblicare nel 1912 (poesie e saggi di viaggio), ma considera il proprio vero debutto letterario la pubblicazione, nel 1919, del racconto Jakobi i "jakoby" (Jacobi e i "come se") e delle novelle-parabola Katastrofa (Catastrofe) e Les karandašej (La foresta delle matite). Le letture pubbliche delle sue opere gli assicurano una precoce notorietà negli ambienti letterari moscoviti. Nel 1923 va in scena al Teatro da Camera di Mosca la sua pièce Čelovek, kotoryj byl Četvergom (L'uomo che era Giovedì), tratta dal romanzo di Gilbert Keith Chesterton.
Nonostante l'intensa attività creativa, Kržižanovskij incontra ostacoli editoriali sistematici: la maggior parte della sua prosa non viene pubblicata ed egli resta a lungo un vero e proprio 'autore senza libri'. La più ampia pubblicazione apparsa in vita è la novella storico-filosofica epistolare Štempel': Moskva (Francobollo: Mosca, 1925). Tra le opere narrative principali figurano Klub ubijc bukv (Il club degli assassini di lettere, 1926), V zračke (Nella pupilla, 1927), Knižnaja zakladka (Il segnalibro, 1927), Vospominanija o buduščem (Ricordi sul futuro, 1929), Materialy k biografii Gorgisa Katafalaki (Materiali per la biografia di Gorgis Katafalaki, 1929) e la commedia Pisannaja torba (Il sacco scritto, 1929). Scrive inoltre sceneggiature cinematografiche, tra cui Prazdnik svjatogo Jorgena (La festa di San Giorgio, 1930) di Jakov Protazanov e il film Novyj Gulliver (Il nuovo Gulliver, 1935) di Aleksandr Ptuško.
Accanto alla prosa, svolge un'intensa attività teorica come studioso di letteratura e di teatro. Tra i saggi più rilevanti si annoverano Filosofema o teatre (Filosofema sul teatro, 1923) e Poètika zaglavij (La poetica dei titoli, 1925; edizione separata 1931), oltre a numerosi studi dedicati a Shakespeare, Puškin e alla drammaturgia europea, pubblicati prevalentemente negli anni Trenta.
Un ruolo secondario ma significativo è svolto anche dall'attività di traduttore dall'inglese e dal polacco. Kržižanovskij traduce testi di George Bernard Shaw, Adam Mickiewicz, Julian Tuwim e Stefan Żeromski, concependo la traduzione come pratica strettamente connessa alla riflessione teorica sulla forma drammatica e sul dialogo, più che come attività editoriale autonoma.
Durante la Seconda guerra mondiale rimane a Mosca; dagli appunti di quegli anni nasce Moskva v pervyj god vojny (Mosca nel primo anno di guerra, 1948, pubblicato postumo nel 1989). Muore nel 1950. Gran parte della sua opera viene riscoperta e pubblicata solo decenni dopo, confermandolo come una delle figure più originali della letteratura russa del Novecento.

Ilaria Aletto, Maria Zavyalova

Bibliografia: M. Boschiero, Fuori dal tempo. L'opera di Kržižanovskij nella letteratura russa del Novecento, Bologna 2017; L.N. Dmitrievskaja, Kržižanovskij Sigizmund Dominikovič, in Bol'šaja rossijskaja ènciklopedija, t. 16, Moskva, Bol'šaja rossijskaja ènciklopedija, 2010, p. 8; L. N. Čertkov, Kržižanovskij, in Kratkaja literaturnaja ènciklopedija, A.A. Surkov (gl. red.), Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1962-1978, t. 3, 1966, col. 823; A. Niero, Di che muore la gente [di S. Kržižanovskij], in AA.VV., Dizionario Bompiani delle opere e dei personaggi, v. 3 (Ded-Fau), Milano, Bompiani, 2005, pp. 2407-2408; A. Niero, Introduzione, in S. Kržižanovskij, Autobiografia di un cadavere, cura e introduzione di A. Niero, Roma, Biblioteca del Vascello, 1994, pp. 7-21; V.G. Perel'muter, Kržižanovskij Sigizmund Dominikovič, in Russkie pisateli XX veka. Biografičeskij slovar', P.A. Nikolaev (gl. red.), Moskva, Naučnoe izdatel'stvo Bol'šaja rossijskaja ènciklopedija; Randevu-AM, 2000, pp. 375-377; V.G. Perel'muter, Literaturovidenie Sigizmunda Kržižanovskogo, in S. Kržižanovskij, «Strany, kotorych net». Stat'i o literature i teatre. Zapisnye tetradi, sost. V. Perel'muter, M. 1994, pp. 5-12.

Data del paratesto: 1934

Author image:

Titolo dell'opera originale tradotta in russo: Caesar and Cleopatra; Candida; Fanny’s First Play; Androcles and the Lion; Heartbreak House; The Apple Cart (edizione del 1933); The Devil's Disciple (edizione del 1934)

Data dell'opera originale: 1899; 1894-1895; 1911; 1912; 1913-1919; 1929 (edizione del 1933); 1897 (edizione del 1934)

Paese dell'opera originale: Irlanda

Nome autore del testo originale: Shaw George Bernard

Profilo autore del testo originale: George Bernard Shaw (Dublino, 1856 - Ayot St Lawrence, 1950), drammaturgo irlandese, critico teatrale, giornalista, Premio Nobel per la Letteratura nel 1925. Fondatore del New Drama e del Drama of Ideas, è una delle figure centrali del teatro europeo del Novecento.
Esordisce come romanziere con una serie di opere in aperto contrasto con i principi morali e sociali dell'età vittoriana: Immaturity (1879), The Irrational Knot (1880), Love Among the Artists (1881), Cashel Byron's Profession (1882) e An Unsocial Socialist (1883). Secondo quanto dichiarato dallo stesso autore, questi manoscritti vengono inizialmente rifiutati da circa sessanta case editrici in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Fin da giovane Shaw matura convinzioni socialiste e nel 1884 aderisce alla Società Fabiana, affermandosi come oratore, propagandista del fabianesimo e giornalista impegnato nel dibattito politico e culturale.
Il riconoscimento arriva con il teatro. Nel 1898 pubblica la raccolta Plays Unpleasant, che include The Philanderer (1893) e Mrs Warren's Profession (1893-1894), opere caratterizzate da una critica esplicita ai fondamenti morali ed economici della società inglese e alle sue conseguenze sociali, in particolare lo sfruttamento dei poveri e delle donne. A questa segue la raccolta Plays Pleasant, comprendente Arms and the Man (1894), Candida (1894-1895), The Man of Destiny (1895) e You Never Can Tell (1895-1896). In queste opere Shaw rielabora il melodramma, combinando l'imprevisto dell'intreccio con una motivazione sociale e una marcata analisi psicologica dei personaggi.
All'inizio del XX secolo sviluppa il cosiddetto dramma delle idee, nel quale il dialogo assume una funzione argomentativa e polemica. Questioni filosofiche, morali e psicologiche vengono affrontate in opere di generi diversi, tra cui Man and Superman (1901-1903), John Bull's Other Island (1904), la tragicommedia satirica The Doctor's Dilemma (1906) e il melodramma satirico The Shewing-up of Blanco Posnet (1909). Le opere Androcles and the Lion (1912) e Pygmalion (1912) accentuano ulteriormente la dimensione intellettuale e parabolica del suo teatro. Pygmalion è considerata una delle opere più significative di Shaw per la complessità compositiva, l'acutezza delle discussioni, l'umorismo e la precisione dello stile; nel 1939 l'autore ottiene l'Oscar per la migliore sceneggiatura del film omonimo.
Una parte rilevante della produzione shawiana è dedicata a temi storici e letterari; in questo ambito, la questione shakespeariana è affrontata nel dramma The Dark Lady of the Sonnets (1910). Le opere teatrali del periodo 1919-1930 sono caratterizzate da una riflessione filosofica sulla modernità e dal tema del giudizio della storia. Heartbreak House (1916-1919) denuncia la crisi spirituale dell'intelligencija europea alla vigilia della Prima guerra mondiale, mentre la pentalogia Back to Methuselah (1918-1920) è concepita dall'autore come un progetto filosofico-drammatico volto a rappresentare l'evoluzione creativa dell'umanità. Con The Apple Cart (1928), scritta per il primo Festival di Malvern, Shaw segna il passaggio dal dramma delle idee a una forma di dramma allegorico a forte componente intellettuale, nella quale l'argomentazione politica si combina con elementi paradossali e satirici.
Negli anni successivi Shaw concentra la propria attività su temi sociali, politici, storici e ideologici. I problemi sociali sono al centro di Too True to Be Good (1931), Village Wooing (1933), The Millionairess (1935), Buoyant Billions (1948) e Why She Would Not (1950); quelli politici in On the Rocks (1933) e Geneva (1938); i temi storici in The Six of Calais (1934) e In Good King Charles's Golden Days (1939), opera nella quale Shaw difende gli ideali umanistici e denuncia le forme di violenza e disumanizzazione prodotte dalla storia politica europea.
Negli anni Trenta manifesta apertamente simpatia per l'Unione Sovietica, che visita nel 1931, soggiornando a Mosca e incontrando Stalin. Considera l'esperienza sovietica una possibile alternativa alla crisi della civiltà borghese europea e, pur mantenendo una posizione autonoma e spesso contraddittoria, esprime più volte la convinzione che il progetto socialista rappresenti una reale speranza di rinnovamento storico. Tali prese di posizione suscitano un vivo interesse nella critica sovietica, che interpreta le sue opere tarde come una radicale condanna dell'Europa postbellica e, al tempo stesso, come testimonianza dei limiti di un intellettuale occidentale incapace di aderire pienamente al 'nuovo mondo'.
Negli ultimi testi, come Cymbeline Refinished (1937) e la farsa di burattini Shakes versus Shav (1949), Shaw torna sulla questione shakespeariana, mettendo in scena una disputa comica che si trasforma in una controversia tra drammaturghi e si conclude con il riconoscimento della supremazia di Shakespeare.

Ilaria Aletto, Maria Zavyalova

Bibliografia
: A.A. Anikst, Šou Džordž Bernard, in Kratkaja literaturnaja ènciklopedija, A. A. Surkov (gl. red.), tt. 1-9, Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1962-1978, t. 8, 1975, coll. 773-777; Ch. Èmris [Hughes, Emrys], Bernard Šou, Moskva, Molodaja gvardija, 1968; O. Soboleva, A.J. Wrenn, The Only Hope of the World: George Bernard Shaw and Russia, Bern, Peter Lang, 2012; S. Weintraub, John I.M. Stewart, George Bernard Shaw, in Encyclopaedia Britannica, 29 ottobre 2025, https://www.britannica.com/biography/George-Bernard-Shaw (consultato il 4.01.2026).

Categoria autore: Autore contemporaneo

Author image:

Titolo traduzione russa del testo originale: Izbrannye proizvedenija (Cezar’ i Kleopatra; Kandida; Pervaja p’esa Fėnni; Androkl i lev; Dom, gde razbivajutsja serdca; Teležka s jablokami. Političeskaja šutka, edizione del 1933); Učenik d’javola: Paradoksal’naja melodrama v 6 kart. (4 akta) (edizione del 1934)

Collocazione traduzione: Moskva-Leningrad – GICHL (edizione del 1933); Moskva – Cedram (tipo-lit. im. Vorovskogo) (edizione del 1934)

Nome traduttore: N/A (edizione del 1933); Dejč Aleksandr Iosifovič, Moraf Marija Nikolaevna (edizione del 1934)

Profilo traduttore: Aleksandr Iosifovič Dejč (Kiev, 1893 - Mosca, 1972), scrittore, critico letterario e teatrale. Si forma a Kiev, dove compie gli studi secondari presso il Ginnasio e consegue la laurea nel 1917 alla Facoltà di storia e filologia dell'Università di Kiev. Nel secondo dopoguerra ottiene i titoli accademici di Dottore in Scienze filologiche (1945) e di Dottore in Storia dell'arte (1947).
Inizia a pubblicare nel 1910, assumendo via via un ruolo di rilievo nella vita culturale di Kiev, distinguendosi come critico teatrale e letterario. Partecipa attivamente ai dibattiti sul rapporto tra arte e ideologia nel periodo rivoluzionario; particolare risonanza suscita l'articolo polemico Krach proletarskogo iskusstva (Il crollo dell'arte proletaria, 1918). Tra la seconda metà degli anni Dieci e l'inizio degli anni Venti frequenta un ambiente artistico e intellettuale particolarmente vivace, entrando in contatto con figure centrali del teatro e delle arti visive dell'epoca, tra cui Les' Kurbas, Konstantin Mar'džanov, Aleksandr Tyšler, Aleksandra Èkster e e Il'ja Ėrenburg. Collabora con numerosi periodici, tra cui "Kievskie novosti", "Kievskie otkliki", "Kievskaja počta", "Kievskaja nedelja", "Maski" e "Kievskaja rampa".
Dal 1925 si trasferisce stabilmente a Mosca, dove dirige la redazione esteri del Žurnal'no-gazetnoe ob''edinenie e collabora con riviste di ampia diffusione come "Ogonek", "Prožektor" e "Za rubežom". In questi anni pubblica numerosi studi di storia della letteratura e del teatro, oltre a opere biografiche e critiche dedicate ad autori della tradizione europea e russa, tra cui Heinrich Heine, Pierre-Jean de Béranger, Jonathan Swift, Lord Byron, Taras Ševčenko e Lesja Ukraïnka. Parallelamente svolge un intenso lavoro di traduzione e di mediazione culturale. Traduce opere di Miguel de Cervantes, Heinrich Heine, Oscar Wilde, Bernard Shaw, Walter Hasenclever (in collaborazione con Anatolij Lunačarskij), Richard Dehmel, Rainer Maria Rilke e Novalis, contribuendo in modo significativo alla diffusione della letteratura e del teatro europei nel contesto sovietico.
Negli ultimi anni di vita perde completamente la vista, ma continua a dedicarsi allo studio e alla scrittura. Muore a Mosca nel 1972.

Ilaria Aletto, Maria Zavyalova

Bibliografia: A.G. Gromova, Dejč, in Kratkaja literaturnaja ènciklopedija, A.A. Surkov (gl. red.), tt. 1-9, Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1962-1978, t. 2, 1964, col. 560; S. G. Šindin, P.M. Nerler, Dejč Aleksandr Iosifovič, in Mandel'štamovskaja ènciklopedija, tt. 1-2, O.A. Lekmanov (gl. red.), Moskva, ROSSPÈN, 2017, t. 1, p. 221.

Marija Nikolaevna Moraf (nata Ševkunova; Sebastopoli 1895 - data di morte ignota), scrittrice e traduttrice.
Nata a Sebastopoli in una famiglia di impiegati, si forma a San Pietroburgo, dove studia al Conservatorio. Avvia la propria carriera come attrice nel Teatro della satira rivoluzionaria di Charkiv, per il quale scrive anche sketch e sceneggiature, partecipando attivamente alla produzione teatrale di carattere satirico e propagandistico.
È autrice di narrativa per l'infanzia; tra le opere note figura la novella Babuška Vimel' (Nonna Vimel', 1931).
Nel secondo dopoguerra pubblica una biografia romanzata dello scienziato Sergej Čaplygin, Iz žizni Čaplygina (Dalla vita di Čaplygin, 1946), riconducibile al filone della prosa divulgativa a carattere biografico.
Svolge inoltre attività di traduttrice e adattatrice. In collaborazione con Aleksandr Dejč, cura la traduzione e l'adattamento del dramma di George Bernard Shaw, The Devil's Disciple (1897), pubblicato in russo come Učenik d'javola (Il discepolo del diavolo, 1936).

Bibliografia: Moraf (Ševkunova) Marija Nikolaevna, in Sovetskie detskie pisateli. Bibliografičeskij slovar' (1917-1957), A.M. Vitman, L.G. Os'kina (red.), Moskva, Detgiz, 1961, p. 258.

Curatore dell'edizione della traduzione: Dejč Aleksandr Iosifovič , Moraf Marija Nikolaevna

Data dell'edizione della traduzione russa: 1933; 1934

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