Titolo paratesto [Codice paratesto]:

Gerbert Uells na perelome [P013]

Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":

Dinamov rileva la straordinaria prolificità di H.G. Wells, la cui produzione letteraria si estende su ben 94 opere, e la sua posizione unica nel panorama letterario inglese. Il confronto con Bernard Shaw sottolinea l’originalità rispetto allo scrittore irlandese, collocandolo in una posizione a sé stante. Wells viene infatti considerato uno dei tre maggiori scrittori inglesi del suo tempo, insieme a James Joyce e John Galsworthy (romanziere e drammaturgo, futuro premio Nobel per la letteratura nel 1932), nonché unico e indiscusso maestro mondiale del genere fantascientifico. Tra i contributi ideologici più significativi di Wells spiccano la lucida critica alla società borghese, vista come un ostacolo al progresso scientifico e tecnologico, e l’analisi della condizione subalterna del proletariato. Al contempo, Dinamov evidenzia in Wells una certa “miopia” di classe: lo scrittore non sembra cogliere l’emergere del comunismo rimanendo piuttosto ancorato a un’ottica strettamente capitalista. Il punto debole dell’ideologia dello scrittore, prosegue il critico, risiede nella proposta di una dittatura illuminata, affidata a una minoranza istruita, come unica soluzione alle contraddizioni sociali. Tale prospettiva denota la scarsa comprensione da parte di Wells dei processi rivoluzionari e della lotta di classe (sugli ‘errori’ di Wells e degli altri scrittori contemporanei suoi connazionali, cfr. D084). In conclusione, l’ideologia wellsiana si presenta agli occhi di Dinamov come un complesso intreccio di contraddizioni. Da un lato, lo scrittore si pone in netta opposizione al capitalismo, dall’altro, sembra propendere per una sorta di alleanza con esso, rifiutando tuttavia la teoria della lotta di classe.

Ilaria Aletto, Maria Zavyalova

Collocazione paratesto: "Vestnik inostrannoj literatury" [rivista], 1 – pp. 205-212

Tipologia di paratesto: Saggio

Autore del paratesto: Dinamov Sergej Sergeevič

Profilo autore del paratesto: Sergej Sergeevič Dinamov (Oglodkov, 1901-1939), critico letterario, caporedattore, specialista di Shakespeare e tra i primi americanisti sovietici, fu una figura di rilievo della cultura sovietica degli anni Venti e Trenta.
Entrato nel Partito comunista nel 1919, Dinamov prestò servizio nell’Armata Rossa fino al 1926. Nel 1923 iniziò l’attività di critico letterario e, nel 1926, intraprese gli studi dottorali presso l’Accademia delle Scienze Sociali (RANION), specializzandosi in letteratura inglese e americana sotto la guida di Vladimir Friče. Dopo il dottorato, divenne capo del Dipartimento di Metodologia della Letteratura all’Università Statale di Mosca (1930-1931). Nel 1930 assunse la guida di "Literaturnaja gazeta", trasformando il giornale in un punto di riferimento per la letteratura internazionale: sotto la sua direzione vennero pubblicati articoli di autori come Johannes Becher, Romain Rolland e Theodore Dreiser, con cui intrattenne anche una corrispondenza personale. Dopo una breve parentesi come vicepresidente della sezione di letteratura occidentale dell’Accademia Comunista (1931), tornò a dirigere "Literaturnaja gazeta" tra il 1932 e il 1933. Nello stesso periodo, ricoprì ruoli di rilevo nel Partito in qualità di direttore dell’Istituto dei Professori Rossi (IKP) e, dal 1932, di capo del settore artistico del Comitato centrale del Partito. Dinamov era in stretti rapporti con Maksim Gor’kij, al quale, nel 1932, dedicò il saggio M. Gor’kij i Zapad (M. Gor’kij e l’Occidente, Мoskva, Žurnal’no-gazetnoe ob’’edinenie). Parallelamente, si occupò della diffusione della letteratura angloamericana in URSS, con saggi su Shaw (tra cui spicca la monografia Bernard Šou, Moskva -Leningrad, GICHL, 1931), H.G. Wells, London, Twain, Poe, Reed e Dreiser; di quest’ultimo curò la prima edizione sovietica delle opere complete. Dal 1933 Dinamov divenne caporedattore della rivista "Internacional’naja literatura", che sotto la sua guida pubblicò scritti, tra gli altri, di Hemingway e Joyce. Nel 1934, in particolare, la rivista ospitò racconti di Dreiser, Anderson e Dos Passos, mentre nel 1935 vi comparvero estratti da Brave New World di Huxley. Si occupò, insieme ad Aleksandr Smirnov, anche dell'edizione sovietica delle opere di Shakespeare in otto volumi (Academia — Goslitizdat, 1936-1950) e fu autore di monografie sul drammaturgo inglese. Guidò inoltre la commissione anglo-americana del MORP (Organizzazione Internazionale degli Scrittori Rivoluzionari) e, in seguito, presiedé l’intera organizzazione, partecipando attivamente al Congresso internazionale degli scrittori per la difesa della cultura a Parigi nel 1935, poco prima dello scioglimento del MORP stesso.
La sua apertura verso la letteratura occidentale ‘borghese’ gli costò cara. Nel 1937 tentò di pubblicare in URSS The Road to Wigan Pier (1936) di George Orwell, che in quegli anni militava nelle file del Partito operaio di unificazione marxista (POUM), anti-stalinista, un fatto che compromise la posizione di Dinamov agli occhi delle autorità sovietiche. Il 26 settembre 1938 fu arrestato e trascorse sette mesi nella prigione di Lefortovo; il 15 aprile dell’anno successivo fu condannato a morte dalla Corte suprema dell’URSS con l’accusa di far parte di un’organizzazione terroristica controrivoluzionaria e venne fucilato il giorno seguente. È sepolto nella fossa comune di Kommunarka, nella regione di Mosca. Nel 1956 è stato riabilitato. Dinamov ha lasciato un segno profondo nella critica letteraria sovietica, contribuendo alla diffusione della cultura occidentale in URSS.

Ilaria Aletto

Bibliografia: Dinamov, in Literaturnaja ėnciklopedija: V 11 tt., 1929—1939, A.V. Lunačarskij (otv. red.), Moskva, Izd-vo Kom. Akad., 1930, t. 3, col. 310; A.N. Nikoljukin, Dinamov, in Kratkaja literaturnaja ėnciklopedija, 1962—1978, (red.) A.A. Surkov, Moskva, Sov. ėncikl., 1964, t. 2, col. 696.

Data del paratesto: 1929

Author image:

Titolo dell'opera originale tradotta in russo: Mr. Blettsworthy on Rampole Island

Data dell'opera originale: 1928

Paese dell'opera originale: Regno Unito

Nome autore del testo originale: Wells Herbert George

Profilo autore del testo originale: Herbert George Wells (1866-1946), scrittore, giornalista e saggista britannico, è considerato uno dei padri fondatori della fantascienza. Wells ha esplorato nei suoi scritti tematiche legate al progresso scientifico, alle sue implicazioni etiche e sociali, nonché alla distopia e alla critica sociale. La sua produzione letteraria, vasta e variegata, spazia dal romanzo alla saggistica ed è intrinsecamente legata alle grandi trasformazioni sociali e tecnologiche della sua epoca, distinguendosi per la capacità di anticiparne i temi e le sfide future.
Nato a Bromley, nel Kent, Wells proveniva da una famiglia di modeste condizioni economiche. Dopo un’infanzia segnata da difficoltà finanziarie e da una formazione scolastica irregolare, riuscì a ottenere una borsa di studio per la Normal School of Science di Londra (oggi parte dell’Imperial College), dove studiò biologia sotto la guida di Thomas Henry Huxley, uno dei principali sostenitori dell’evoluzionismo darwiniano. Questa esperienza influenzò profondamente la sua visione del mondo e la sua produzione letteraria.
H.G. Wells esordì come romanziere nel 1895 con The Time Machine, un’opera pionieristica che gettò le basi per il genere della fantascienza moderna, introducendo il concetto di viaggio temporale. Seguirono altri romanzi di grande successo, come The Island of Dr. Moreau (1896), The Invisible Man (1897) e The War of the Worlds (1898) che, pur rientrando nel genere della narrativa d’avventura e fantastico-scientifica, si rivelarono potenti strumenti di critica sociale, offrendo un’analisi acuta dei vizi e delle contraddizioni della società vittoriana.
Nel corso della sua carriera, Wells ampliò il proprio orizzonte letterario, dedicandosi anche alla narrativa realistica, con romanzi come Kipps (1905) e Tono-Bungay (1909), e alla saggistica, trattando temi quali la politica, la storia e la scienza. Tra i suoi saggi più influenti si annoverano The Outline of History (1920) e The Open Conspiracy (1928), in cui delineava la sua visione di un ordine mondiale razionale e scientifico.
Wells intrattenne un rapporto complesso con l’Unione Sovietica, che visitò più volte, manifestando un interesse alternato da curiosità e critica. La sua prima visita avvenne nel 1914, poco prima dello scoppio della Prima guerra mondiale, quando viaggiò in Russia per osservare da vicino le condizioni politiche e sociali dell’Impero zarista. Questo viaggio gli fornì un primo contatto con la realtà russa e contribuì a formare le sue opinioni sulla necessità di un cambiamento radicale. Nel 1920 tornò nella Russia post-rivoluzionaria mosso da un grande interesse per le trasformazioni in atto. Durante questo viaggio incontrò Vladimir Lenin, con cui ebbe una conversazione sulla rivoluzione, il socialismo e il ruolo della scienza nella società sovietica. Wells rimase colpito dall’intelligenza e dalla lucidità analitica di Lenin, pur manifestando riserve sulle reali possibilità di successo del nuovo sistema. Le sue osservazioni su questa esperienza furono raccolte nel libro Russia in the Shadows (1920), in cui descrisse le difficili condizioni economiche e sociali della Russia post-rivoluzionaria e il caos derivante dalla guerra civile. Questo testo, benché privo di un’aperta condanna, evidenziava la fragilità del nuovo stato sovietico e suscitò un acceso dibattito tra gli intellettuali occidentali e sovietici. Nel 1934 Wells tornò in Unione Sovietica per un secondo viaggio di grande rilievo, durante il quale ebbe un celebre colloquio con Iosif Stalin, il 23 luglio a Mosca. L’incontro fu segnato da un lungo dialogo incentrato sulla politica economica, sull’industrializzazione e sul ruolo dell’individuo nello Stato socialista. Stalin vi si presentò come un leader pragmatico, impegnato nella modernizzazione del Paese e desideroso di sottolineare i successi del piano quinquennale. A differenza di molti altri intellettuali occidentali, Wells accolse inizialmente con favore la figura di Stalin, interpretandolo come l’artefice di un nuovo ordine sociale. Negli anni successivi, tuttavia, il suo atteggiamento cambiò: divenne sempre più critico verso la politica sovietica, denunciando la repressione, la mancanza di libertà di espressione e la rigida ideologizzazione della vita culturale.
In Russia e poi in Unione Sovietica, le opere di H.G. Wells furono tradotte e pubblicate con grande interesse fin dai primi anni del XX secolo. La sua narrativa fantascientifica affascinava il pubblico russo, mentre i suoi scritti sociopolitici venivano analizzati con attenzione dagli intellettuali e dagli esponenti del governo. Dopo la Rivoluzione d’Ottobre, Wells fu percepito come un autore capace di rappresentare le tensioni tra progresso scientifico e trasformazioni sociali, e la sua produzione conobbe una crescente diffusione da parte delle case editrici sovietiche. Negli anni successivi, tuttavia, la sua posizione critica nei confronti dello stalinismo portò a una minore circolazione delle sue opere, in particolare di quelle di carattere politico. Il dibattito tra i critici sovietici oscillava tra il riconoscimento del valore delle sue intuizioni scientifiche e il sospetto ideologico verso le sue idee liberali.
Convinto sostenitore del socialismo e strenuo critico del capitalismo – elementi evidenti in gran parte della sua produzione – Wells manifestò negli ultimi anni della vita un crescente pessimismo sul futuro dell’umanità, segnato dall’avvicinarsi della Seconda guerra mondiale e dalla minaccia delle armi nucleari.
Le opere di Wells hanno avuto un impatto duraturo non solo sulla letteratura fantascientifica, ma anche sulla cultura popolare e sul pensiero politico del XX secolo. La sua capacità di anticipare sviluppi scientifici e tecnologici, unita a una profonda riflessione sulla condizione umana, rende i suoi romanzi ancora attuali e oggetto di numerose trasposizioni cinematografiche e adattamenti.

Ilaria Aletto

Bibliografia
: R. Cockrell, Future Perfect: H. G. Wells and Bolshevik Russia, 1917–32, in The Reception of H. G. Wells in Europe, a cura di P. Parrinder, J. S. Partington, New York, Thoemmes Continuum, 2005, pp. 74-90; G. Diment (red.), H. G. Wells and All Things Russian, London, Anthem Press, 2019; Ju. Kagarlickij, Vgljadyvajas’ v grjaduščee: Kniga o Gerberte Uėllse, Moskva, Kniga, 1989; M. Kozyreva, V. Shamina, Russia Revisited, in The Reception of H. G. Wells in Europe, a cura di P. Parrinder, J.S. Partington, New York, Thoemmes Continuum, 2005, pp. 48-62; A. Ljubimova, B. Proskurnin, H. G. Wells in Russian Literary Criticism, 1890s–1940s, in The Reception of H. G. Wells in Europe, a cura di P. Parrinder, J.S. Partington, New York, Thoemmes Continuum, 2005, pp. 63-73; N.C. Nicholson, H.G. Wells, in Encyclopaedia Britannica, Encyclopaedia Britannica, Inc., 2025, https://www.britannica.com/biography/H-G-Wells (ultimo accesso: 5 ottobre 2025).

Titolo traduzione russa del testo originale: Mister Bletsuorsi na ostrove Rėmpol’

Collocazione traduzione: "Vestnik inostrannoj literatury" [rivista], 1 – pp. 3-121

Nome traduttore: L.V. Špigel’

Profilo traduttore: Profilo traduttore: non disponibile

Curatore dell'edizione della traduzione: A.V. Lunačarskij, all'epoca direttore (otv. red.) del "Vestnik inostrannoj literatury"

Data dell'edizione della traduzione russa: 1929

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