Gol’doni i Karatygin [P044]
Collocazione paratesto: "Sovetskij teatr" [rivista], 5-6 - pp. 45-46
Tipologia di paratesto: Recensione
Autore del paratesto: Sobolev Jurij Vasil'evič
Profilo autore del paratesto:
Sobolev Jurij Vasil'evič (1887 - 1940). Storico e critico letterario e teatrale sovietico. Si iscrisse alla Facoltà di Storia e Filologia dell'Università di Mosca, da cui fu espulso per il mancato pagamento delle tasse universitarie. A partire dal 1906 pubblicò articoli e recensioni letterarie e teatrali su riviste provinciali. A Mosca partecipò attivamente alla vita della bohème teatrale. Durante la rivoluzione lavorò per il "Teatro militare" della capitale; nel 1919 si trasferì in provincia, dove svolse l'attività di regista, fatta eccezione per un breve ritorno a Mosca su invito di Vsevolod Mejerchol'd nel febbraio 1921. In seguito divenne critico e storico del Teatro d'Arte; all'inizio degli anni Trenta abbandonò la critica teatrale contemporanea per dedicarsi alla ricerca storica.
Insegnò Storia del teatro presso istituti superiori a Kazan' e a Kiev, presso la Scuola Teatrale Ščepkin e il prestigioso GITIS (Istituto Statale di Arte Teatrale). Dal 1939 fu professore ordinario.
Noto soprattutto come studioso della vita e dell'opera di Anton Čechov, fu anche autore di due drammi, di una monografia su Vladimir Nemirovič-Dančenko (1918) e di una serie di saggi dedicati al Teatro d'Arte e ai suoi più celebri interpreti.
Bibliografia: A.D. Sobolev Ju. V., in Literaturnaja ènciklopedija: V 11 t., Moskva, GIChL, 1937, t. 10, 930 [= 928]--931 [= 929]; V. Temjakov, Sobolev Jurij Vasil'evič, in Russkie pisateli 1800 - 1917. Biografičeskij slovar', a cura di P. Nikolaev, Moskva, Bol'šaja Rossijskaja ènciklopedija, 2007, t. 5, pp. 696-698; RGALI. F. 860; f. 1890, op. 3, №553; IMLI, f. 240; RGB, f. 356, k. 10, №17.
Data del paratesto: 1930
Direttive paratesto:
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Titolo dell'opera originale tradotta in russo: Mémoires, pour servir a l' histoire de sa vie, et a celle de son théatre
Data dell'opera originale: 1787
Paese dell'opera originale: Italia
Nome autore del testo originale: Goldoni Carlo
Profilo autore del testo originale:
Carlo Goldoni (Venezia 1707 - Parigi 1793). Drammaturgo illuminista veneziano, riformatore della commedia dell'arte, noto soprattutto per aver rinunciato alle maschere e per aver sviluppato la commedia di carattere. Debuttò sul palcoscenico veneziano nel 1734, col dramma popolare Belisario. Le sue commedie più famose sono Il servitore di due padroni, Il cavaliere e la dama, La famiglia dell'antiquario, Le femmine puntigliose, La bottega del caffè, Il bugiardo, I pettegolezzi delle donne, La moglie saggia, Le donne gelose, Le donne curiose, La serva amorosa, La locandiera, Le baruffe chiozzotte. Tra il 1745 e il 1748 esercita il mestiere di avvocato a Pisa; nel 1748 torna a Venezia. Dal 1749 inizia la lotta di Goldoni contro l'abate gesuita Pietro Chiari, e quindi contro il conte Carlo Gozzi, fervente sostenitore della commedia dell'arte. Gozzi accusa Goldoni pubblicamente di essere uno scrittore incapace e immorale e lo deride anche nelle sue fiabe. Estenuato da questo conflitto, nel 1762 Goldoni si trasferisce a Parigi dove insegna lingua italiana alla figlia di Luigi XV; il pubblico francese, abituato all'improvvisazione e alle maschere del teatro italiano, non accoglie il riformatore con benevolenza. Goldoni muore nel pieno della Rivoluzione nella miseria, privato persino della sua piccola pensione. Il teatro di Goldoni è caratterizzato da un realismo maggiore rispetto alla tradizione precedente; le commedie sono destinate a un pubblico vasto, non raffinato, spesso incolto. Il linguaggio dei personaggi, che passa dall'italiano al veneziano, sfugge ai modelli letterari in uso, rivelandosi più vicino a quello dei comuni cittadini della Serenissima; le situazioni delle commedie sono sempre determinate da concreti contesti sociali (generalmente tipici della vita quotidiana dei borghesi del Nord). Goldoni rinuncia alle trame magiche e ai motivi fiabeschi a favore dei riferimenti alla realtà del momento presente, con tutti i dettagli degli ambienti semplici (locanda, case dei pescatori, piazza), spesso considerati nei salotti dell'epoca come quelli di "basso" livello. Le sue opere contengono sempre una morale (esplicitata anche nelle introduzioni dell'autore) e non vengono mai destinate a un puro svago; Goldoni colpisce diversi vizi, tra cui l'ipocrisia, e, pur accettando le gerarchie sociali, elogia la fedeltà ai valori della tradizione borghese che, secondo l'autore, ciascuno può seguire nel proprio piccolo, ossia la ragionevolezza, l'onestà e la laboriosità.
Kristina Landa
Categoria autore: Autore classico
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Titolo traduzione russa del testo originale: Memuary Karlo Goldoni, soderžaščie istoriju ego žizni i ego teatra
Collocazione traduzione: Leningrad – Academia
Nome traduttore: Mokul'skij Stefan Stefanovič
Profilo traduttore:
Stefan Mokul'skij (1896-1960). Traduttore, storico del teatro e critico teatrale, docente della storia del teatro, capo della sezione della teoria e storia del teatro presso l'Istituto della storia delle belle arti dell'Accademia delle scienze dell'URSS. Nel 1918 si laurea alla facoltà di storia e filologia all'Università di Kiev, a partire dal 1923 vive e lavora a Leningrado, negli anni '40 si trasferisce a Mosca. Appartiene alla scuola teatrale "leningradese" di Gvozdev. Negli anni Trenta segue le tendenze della critica sociologica di Friče. Tra gli anni 1943-1948 è direttore del teatro GITIS a Mosca; nello stesso periodo vi insegnano studiosi rinomati come Dživelegov, Radcig, Gukovskij e altri. Viene licenziato durante la lotta contro i "cosmopoliti" con l'accusa di ''antipartiotismo". Noto soprattutto per le sue ricerche nell'ambito del teatro italiano e francese del Rinascimento e dell'Illuminismo; nell'ambito della letteratura italiana, in particolare per la curatela e la traduzione delle Memorie di Goldoni (dalla prima edizione francese custodita presso la Biblioteca Nazionale di San Pietroburgo), nonché per una serie di studi dedicati a Gozzi e Goldoni.
Bibliografia: Ju.B. Bol'šakova, Žizneopisanie S.S. Mokul'skogo, sostavlennoe im samim (1921-1949) (po neopublikovannym archivnym materialam), "Teatr. Živopis'. Kino. Muzyka", 4 (2013), pp. 9-16; RGALI F. 2342. Op.1. S.S.Mokul'skij; CGALI SPb. F. R-407. Op.1. D.207-212; CGALI SPb. F. R-371. Op. 2. D. 143. Mokul'skij Stefan Stefanovič.
Kristina Landa
Curatore dell'edizione della traduzione: Mokul'skij Stefan Stefanovič
Data dell'edizione della traduzione russa: 1930
Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":
L’autore sottolinea la vitalità dei testi goldoniani, il loro carattere dinamico, gioioso e spiritoso, che “schiaffeggia” metaforicamente un feudalesimo ormai in declino. Nei suoi drammi è rappresentata l’Italia di una borghesia in ascesa; Goldoni si configura come lo scrittore moralista del terzo stato. Lo scopo della sua missione artistica è quello di abbattere le tradizioni della scena nobiliare e dilettantistica per costruire un nuovo teatro, specchio di una realtà autentica e priva di abbellimenti.
La differenza tra la finzione teatrale di G. e quella del suo principale antagonista, Carlo Gozzi, risiede nel fatto che la prima trae linfa dai fatti reali e persegue un effetto di verosimiglianza.
Le riflessioni di Goldoni sulla tecnica dell’arte drammatica rimangono inoltre attuali per i drammaturghi contemporanei.
Kristina Landa