Karlo Gol’doni i ego komedii [P041]
Collocazione paratesto: Komedii - Leningrad - Academia - t. 1 - pp. 9-64
Tipologia di paratesto: Prefazione
Autore del paratesto: Dživelegov Aleksej Karpovič
Profilo autore del paratesto:
Dživelegov Aleksej Karpovič (1975, Nachičevan'-na-Donu -1952, Mosca) - esperto di storia e letteratura del Rinascimento e del teatro italiano, autore della prima monografia sovietica su Dante, che negli anni Trenta e Quaranta viene considerato lo studioso più autorevole nell'ambito dell'italianistica in URSS e fino al 1937 dirige la collana di letteratura italiana presso Academia. Prima della rivoluzione d'Ottobre fu membro del partito democratico-costituzionale; anche nella Russia zarista applicò l'approccio storico e sociologico allo studio delle opere letterarie. Nel periodo staliniano applica il metodo marxista, anche se non la sua analisi non si riduce mai a quella del metodo "sociologico volgare". Il talento di Dživelegov di comporre ""le prefazioni sociologiche"" venne riconosciuto, in particolare, dal traduttore Michail Lozinskij che chiese allo studioso di corredare la sua traduzione della Vita di Cellini da una prefazione dettagliata.
Bibliografia: M. Andreev, A.K. Dživelegov, in Id., Literatura Italii. Temy i personaži, Moskva, RGGU, 2008, pp. 308-318; RGALI. F. 2032. Dživelegov A.K.
Kristina Landa
Data del paratesto: 1933
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Titolo dell'opera originale tradotta in russo: Commedie [L'avventuriere onorato; Il feudatario; La locandiera; Un curioso accidente; I rusteghi; Le smanie per la villeggiatura; Le bourru bienfaisant]
Data dell'opera originale: 1750-1786
Paese dell'opera originale: Italia
Nome autore del testo originale: Goldoni Carlo
Profilo autore del testo originale:
Carlo Goldoni (Venezia 1707 - Parigi 1793). Drammaturgo illuminista veneziano, riformatore della commedia dell'arte, noto soprattutto per aver rinunciato alle maschere e per aver sviluppato la commedia di carattere. Debuttò sul palcoscenico veneziano nel 1734, col dramma popolare Belisario. Le sue commedie più famose sono Il servitore di due padroni, Il cavaliere e la dama, La famiglia dell'antiquario, Le femmine puntigliose, La bottega del caffè, Il bugiardo, I pettegolezzi delle donne, La moglie saggia, Le donne gelose, Le donne curiose, La serva amorosa, La locandiera, Le baruffe chiozzotte. Tra il 1745 e il 1748 esercita il mestiere di avvocato a Pisa; nel 1748 torna a Venezia. Dal 1749 inizia la lotta di Goldoni contro l'abate gesuita Pietro Chiari, e quindi contro il conte Carlo Gozzi, fervente sostenitore della commedia dell'arte. Gozzi accusa Goldoni pubblicamente di essere uno scrittore incapace e immorale e lo deride anche nelle sue fiabe. Estenuato da questo conflitto, nel 1762 Goldoni si trasferisce a Parigi dove insegna lingua italiana alla figlia di Luigi XV; il pubblico francese, abituato all'improvvisazione e alle maschere del teatro italiano, non accoglie il riformatore con benevolenza. Goldoni muore nel pieno della Rivoluzione nella miseria, privato persino della sua piccola pensione. Il teatro di Goldoni è caratterizzato da un realismo maggiore rispetto alla tradizione precedente; le commedie sono destinate a un pubblico vasto, non raffinato, spesso incolto. Il linguaggio dei personaggi, che passa dall'italiano al veneziano, sfugge ai modelli letterari in uso, rivelandosi più vicino a quello dei comuni cittadini della Serenissima; le situazioni delle commedie sono sempre determinate da concreti contesti sociali (generalmente tipici della vita quotidiana dei borghesi del Nord). Goldoni rinuncia alle trame magiche e ai motivi fiabeschi a favore dei riferimenti alla realtà del momento presente, con tutti i dettagli degli ambienti semplici (locanda, case dei pescatori, piazza), spesso considerati nei salotti dell'epoca come quelli di "basso" livello. Le sue opere contengono sempre una morale (esplicitata anche nelle introduzioni dell'autore) e non vengono mai destinate a un puro svago; Goldoni colpisce diversi vizi, tra cui l'ipocrisia, e, pur accettando le gerarchie sociali, elogia la fedeltà ai valori della tradizione borghese che, secondo l'autore, ciascuno può seguire nel proprio piccolo, ossia la ragionevolezza, l'onestà e la laboriosità.
Kristina Landa
Categoria autore: Autore
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Titolo traduzione russa del testo originale: Komedii [Čestnyj avantjurist; Pomeščik; Traktirščica; Zabavnyj slučaj; Samodury; Dačnaja lichoradka; Vorčun-blagodetel']
Collocazione traduzione: Moskva-Leningrad – Academia - t. 1
Nome traduttore: Dživelegov Aleksej Karpovič; Ščepkina-Kupernik Tat'jana L'vovna; Sokolova Natakija Nikolaevna
Profilo traduttore:
Dživelegov Aleksej Karpovič (1975, Nachičevan'-na-Donu -1952, Mosca) - esperto di storia e letteratura del Rinascimento e del teatro italiano, autore della prima monografia sovietica su Dante, che negli anni Trenta e Quaranta viene considerato lo studioso più autorevole nell'ambito dell'italianistica in URSS e fino al 1937 dirige la collana di letteratura italiana presso Academia. Prima della rivoluzione d'Ottobre fu membro del partito democratico-costituzionale; anche nella Russia zarista applicò l'approccio storico e sociologico allo studio delle opere letterarie. Nel periodo staliniano applica il metodo marxista, anche se non la sua analisi non si riduce mai a quella del metodo ""sociologico volgare"". Il talento di Dživelegov di comporre ""le prefazioni sociologiche"" venne riconosciuto, in particolare, dal traduttore Michail Lozinskij che chiese allo studioso di corredare la sua traduzione della Vita di Cellini da una prefazione dettagliata.
Bibliografia: M. Andreev, A.K. Dživelegov, in Id., Literatura Italii. Temy i personaži, Moskva, RGGU, 2008, pp. 308-318; RGALI. F. 2032. Dživelegov A.K.
Ščepkina-Kupernik Tat'jana L'vovna (Mosca, 1874 - Mosca, 1952). Poetessa, drammaturga e traduttrice. Nel 1891 fu assunta come attrice presso il Teatro Drammatico F. A. Korš di Mosca. Iniziò a scrivere e a pubblicare drammi e racconti sui periodici. Nel 1893 strinse amicizia con Anton Čechov e nel 1896 frequentò corsi presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Losanna.
Prima del 1917 pubblicò dieci raccolte di racconti, due romanzi e tre libri per l'infanzia. Dopo la rivoluzione d'Ottobre, la sua produzione originale perse interesse per la critica ufficiale; abbandonata l'attività di scrittrice e drammaturga, si dedicò esclusivamente alla traduzione letteraria.
Tradusse in totale cinquantanove opere di drammaturghi europei, tra cui Shakespeare, Goldoni, Gozzi, Molière, Calderón de la Barca, Tirso de Molina e Lope de Vega, nonché poesie di Petrarca, Robert Burns, Byron, Victor Hugo e altri.
Bibliografia: T. Ščepkina-Kupernik, Dni moej žizni, Moskva, 1928; Ead., O M.N. Ermolovoj, Moskva, 1940; Ead. Teatr v moej žizni, Moskva, Leningrad, 1948; S. Mokul'skij, О teatre, Мoskva, Iskusstvo, 1961, pp. 457-468; Ščepkina-Kupernik Tat'jana L'vovna, in Russkie pisateli 20 veka. Biografičeskij slovar', a cura di P. Nikolaev, Moskva, Bol'šaja Rossijskaja ènciklopedija; Randevu-AM, 2000, pp. 791-792; V. Makašina, Ščepkina-Kupernik Tat'jana L'vovna, in Russkaja literatura ХХ veka. Prozaiki, poèty, dramaturgi: Biobibliografičeskij slovar', Мoskva, OLMA-PRESS Invest, 2005. t. 3, pp. 783-785; RGALI. F. 571; Archivnoe sobranie Sankt-Peterburgskoj Teatral'noj biblioteki. F. 14; ОR RNB. F. 878; IRLI RAN. F. 346.
Sokolova Natal'ja Nikolaevna (1888 - 1968). Iniziò a pubblicare poesie originali (il ciclo L'Italia) nel 1916 sui periodici russi quali "Russkaja mysl'" e "Severnye zapiski". Nello stesso anno pubblicò anche la traduzione di una poesia di Giacomo Leopardi.
Tra il 1918 e il 1926 tradusse dal francese, dall'inglese e dall'italiano: poesie di Paul Verlaine, Guillaume Apollinaire, George Gordon Byron, John Keats e Giacomo Leopardi; opere in prosa di Ippolito Nievo, William Morris, Guy de Maupassant, Honoré de Balzac e Paul Morand; drammi di Ben Jonson, Alfred de Musset, Upton Sinclair e Luigi Pirandello. Tradusse inoltre alcune liriche di Innokentij Annenskij dal russo al francese.
Negli anni successivi alla rivoluzione d'Ottobre lavorò come segretaria del regista Vsevolod Mejerchol'd. Alla fine degli anni Venti preparò per la stampa una raccolta di centoventi poesie originali, che non vide mai la luce a causa della censura. A partire dagli anni Trenta e per i quattro decenni successivi si dedicò esclusivamente all'attività di traduttrice letteraria.
Bibliografia: V. Nechotin, Tèa Ès (N.N. Sokolova, 1888 - 1968). Materialy k biobibliografii, in "Sjužetologija i sjužetografija", 1 (2020), pp. 373-400; RGALI. F. 631, op. 40, ed.chr. 534.
Kristina Landa
Curatore dell'edizione della traduzione: Dživelegov Aleksej Karpovič
Data dell'edizione della traduzione russa: 1933
Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":
Il valore della propaganda e la lotta contro l’improvvisazione – cfr. le direttive: D085, D090
Secondo il critico, il compito principale di Goldoni, in quanto ideologo della propria classe, era quello di esporre nuove idee e ritrarre nuovi personaggi. Pertanto, Goldoni combatteva l’improvvisazione “perché che cos’è l’improvvisazione? È un parlare vano e irresponsabile. Non può seminare ideologia. La propaganda non poteva essere condotta nel teatro dell’improvvisazione. Per distruggere gli ostacoli alla propaganda della nuova ideologia, occorrevano opere teatrali scritte, e Goldoni le scrisse”.
Per Dživelegov, la propaganda ha una connotazione esclusivamente positiva; il teatro realistico e psicologico viene apertamente riconosciuto come puramente funzionale, poiché il suo valore principale consiste nella capacità di diffondere propaganda ideologica – né più né meno. Ciò lo contrappone all’improvvisazione, che, non potendo servire alla propaganda, risulta inutile. Il maestro dell’improvvisazione e avversario artistico di Goldoni nella Venezia settecentesca fu Carlo Gozzi, il quale infatti non veniva quasi tradotto negli anni del regime staliniano né rappresentato sui palcoscenici sovietici. [Da notare che all’arte di Gozzi si ispirò in particolar modo il regista Vsevolod Mejerchol’d, soprattutto negli anni prerivoluzionari]. – D062
Kristina Landa