Titolo paratesto [Codice paratesto]:

Literaturnyj kommentarii [P166]

Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":

Grifcov ricostruisce il percorso filologico-letterario della creazione, stesura e pubblicazione di Eugénie Grandet; di particolare interesse è la parte dedicata alle varianti nelle diverse pubblicazioni che si ebbero quando lo scrittore era in vita (1834, 1839, 1843) e che furono sottoposte, come spesso nell’opera di Balzac, a frequenti modifiche, spesso riguardanti dettagli quotidiani, descrizioni, situazioni. In particolare Grifcov, in un approccio puramente filologico-letterario, che gli è congeniale, approfondisce un tema che va in ‘risonanza’ con il paratesto di V. Grib, pubblicato sempre nel 1935, ma nell’edizione Academia di Eugénie Grandet, e dedicato alla psicologia del denaro nell’opera di Balzac (v. P165). In questo articolo Grifov studia le diverse varianti nelle edizioni del romanzo, soprattutto in relazione ai cambiamenti apportati da Balzac a proposito dei possedimenti del vecchio avaro: dall’estensione (indicate in desjatiny) delle sue vigne (che passano da 140 nelle bozze del 1833 e nell’edizione 1834, a 100 nell’edizione 1839 e 1843), all’esatto numero dei suoi milioni nei diversi anni in cui si svolge il romanzo, ai suoi crediti, alla stima dei suoi boschi (compreso il numero di pioppi). Tale approccio analitico di Grifcov serve a corroborare, naturalmente, la maestria di Balzac in quanto “grande realista”, talmente attento al dettaglio storicamente ed economicamente rilevante nel periodo in cui ambienta la sua opera, da ritornarvi più volte, modificandolo ed emendandolo dove necessario.
Alessandra Carbone

Collocazione paratesto: Bal'zak O. Sobranie sočinenij. Pod obščej red. A.V. Lunačarskogo i E.F. Korša (1933-1947) - T. 4 - GICHL - Moskva-Leningrad - pp.165-179

Tipologia di paratesto: Postfazione

Autore del paratesto: Grifcov Boris Aleksandrovič

Profilo autore del paratesto: Grifcov Boris Aleksandrovič (1885, Vasil'ki - 1950, Mosca). Storico di letteratura, critico letterario, storico dell'arte, traduttore. Si laureò presso il Dipartimento di Filosofia della Facoltà di Storia e Filologia dell'Università di Mosca nel 1909, proseguì gli studi in Germania e in Francia, quindi studiò l'arte e la cultura in Italia tra il 1910 e il 1914. Tra il 1907 e il 1910 tenne i corsi di Letteratura in una scuola per gli operai. Iniziò a pubblicare articoli sui periodici nel 1906, saggi lirici nel 1907, sostenendo il valore dell'arte individualista, antiutilitarista e irrazionale. Nel 1911 uscì il suo saggio dedicato ai filosofi russi Vasilij Rozanov, Dmitrij Merežkovskij e Lev Šestov, intriso di spirito antipositivista e di forti influenze simboliste. Nel 1918 Grifcov fu uno dei fondatori e docenti dell'Istituto di cultura italiana a Mosca. Nel 1923 pubblicò una monografia dedicata all'arte greca, nel 1927 un libro sulla teoria del romanzo (storia del genere letterario). Ai tempi sovietici veniva considerato uno degli studiosi più autorevoli delle opere di Honoré de Balzac. Lavorò come professore dell'Università Pedagogica Statale di Mosca, dell'Università Statale di Tver' e fu tra i fondatori dell'Università Linguistica Statale di Mosca. Tradusse in russo Giorgio Vasari, Romain Rolland, Honoré de Balzac, Marcel Proust, Gustave Flaubert; curò il grande dizionario russo-italiano del 1934 e pubblicò una monografia sul metodo artistico di Balzac nel 1937. Bibliografia: A. Lavrov, Grifcov Boris Aleksandrovič, in Russkie pisateli 1800 - 1917. Biografičeskij slovar', a cura di P. Nikolaev, Moskva, Bol'šaja Rossijskaja ènciklopedija; Fianit, 1992, t. 2, pp. 45-46; M. Grifcova, Iz vospominanij ob Institute ital'janskoj kul'tury v Moskve, in Dantovskie čtenija 1979, Moskva, AN SSSR, 1979, pp. 260-266; RGALI. F. 2171; IMLI. F. 419; RGB. F. 218, k. 1353, d. 6.

Data del paratesto: 1935

Titolo dell'opera originale tradotta in russo: Eugénie Grandet

Data dell'opera originale: 1833

Paese dell'opera originale: Francia

Nome autore del testo originale: Balzac Honoré de

Profilo autore del testo originale: Honoré de Balzac (nato Honoré Balzac, 1799-1850) occupa una posizione centrale nella storia del romanzo europeo dell'Ottocento, in virtù della vastità, dell'ambizione e della coerenza del progetto narrativo de La Comédie humaine. Nato a Tours in una famiglia della borghesia provinciale, Balzac si formò inizialmente in ambito giuridico, ma abbandonò presto la carriera forense per dedicarsi alla letteratura. Dopo esordi difficili e tentativi fallimentari in vari generi, raggiunse il successo negli anni Trenta dell'Ottocento, imponendosi come uno dei massimi interpreti del realismo moderno. La Comédie humaine, concepita come un ciclo unitario di oltre novanta opere tra romanzi e racconti, mira a rappresentare in modo sistematico la società francese post-rivoluzionaria, analizzandone le dinamiche economiche, sociali e morali. Balzac organizza questo vasto corpus in Studi di costume, Studi filosofici e Studi analitici. Tra le opere principali si ricordano Le Père Goriot (1835), Eugénie Grandet (1833), Illusions perdues (1837-1843) e Splendeurs et misères des courtisanes (1847). Elemento innovativo fondamentale è la ricomparsa dei personaggi da un romanzo all'altro, espediente che rafforza l'illusione di una realtà narrativa coerente e interconnessa. Il realismo balzachiano si distingue per l'attenzione minuziosa ai dettagli materiali - ambienti, abiti, denaro - e per la rappresentazione delle passioni umane, in particolare dell'ambizione e dell'avidità, viste come forze motrici della società moderna. Pur spesso accusato di eccessi descrittivi e di uno stile talvolta diseguale, Balzac esercitò un'influenza duratura sul romanzo europeo, ponendo le basi per lo sviluppo del realismo e del naturalismo. La ricezione delle opere di Balzac in Russia nel XIX secolo fu precoce e significativa. Già negli anni Trenta e Quaranta, le sue opere circolavano in traduzione, spesso parziale o adattata, e venivano lette con grande interesse negli ambienti intellettuali. Critici come Vissarion Belinskij riconobbero in Balzac un osservatore penetrante della società borghese e un modello per la narrativa realista, pur sottolineandone talvolta il pessimismo e l'orientamento conservatore. Balzac fu apprezzato in Russia soprattutto per la sua capacità di svelare i meccanismi sociali e le contraddizioni morali del capitalismo emergente, temi percepiti come rilevanti anche nel contesto russo. Nel tardo XIX e nei primi anni del XX secolo, la fortuna di Balzac continuò a crescere. Scrittori come Turgenev, Dostoevskij (che mosse i primi passi nel mondo letterario traducendo in russo Eugénie Grandet) e Tolstoj, pur sviluppando poetiche autonome, dialogarono implicitamente con il suo modello narrativo, in particolare per quanto riguarda la costruzione dei personaggi e l'analisi della società. Nei primi decenni del Novecento, Balzac venne progressivamente canonizzato in Russia come classico del realismo europeo e già all'indomani dell'Ottobre fu al centro del dibattico critico e storico-lettario: dal 1918 si trovò al centro dei progetti editoriali delle traduzioni di letteratura occidentale (si v. il progetto di M. Gor'kij 'Vsemirnaja literatura' - 'letteratura universale'); forte delle celebri parole di Engels su Balzac (in particolare la lettera a Margaret Harkness del 1888), la giovane critica sovietica lo trasformò in una vera e propria icona della maestria stilistica ('masterstvo') e in un campione del realismo letterario; con alterne posizioni e interpretazioni l'opera di Balzac venne sempree chiamata - per tutti gli anni Trenta, Quaranta e Cinquanta del XX secolo, a contribuire alla formazione del romanzo russo contemporaneo e alla riflessione critica sul ruolo sociale della letteratura

Categoria autore: Autore

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Titolo traduzione russa del testo originale: Evgenija Grande

Collocazione traduzione: Moskva-Leningrad – GICHL

Nome traduttore: Verchovskij Jurij Nikandrovič

Profilo traduttore: Verchovskij Jurij Nikandrovič (Grišnevo, 1878 - Mosca, 1956). Poeta, traduttore e storico della letteratura. Nel 1902 si laureò al Dipartimento di Lingue romanze e germaniche della Facoltà di Storia e Filologia dell'Università di San Pietroburgo, dove ebbe come maestro l'accademico Aleksandr Veselovskij; dopo la morte di questi, Verchovskij fu segretario della commissione accademica per la pubblicazione delle sue opere. Dopo la laurea rimase all'università come ricercatore, avviandosi alla carriera accademica. Tenne inoltre corsi di letteratura russa e straniera in varie scuole di San Pietroburgo. I suoi principali interessi di ricerca si focalizzarono sui poeti dell'epoca puškiniana (come Anton Del'vig ed Evgenij Boratynskij). Come poeta, si formò sotto l'influenza del Simbolismo e frequentò la cerchia di Aleksandr Blok, Michail Kuz'min e Fëdor Sologub. Pubblicò le sue poesie sulla rivista di Valerij Brjusov "Vesy" (su invito dello stesso Brjusov), su "Apollon" e su altre riviste, prendendo posizione contro l'acmeismo. Come lirico fu apprezzato da Vjačeslav Ivanov, con il quale intrattenne un fitto scambio epistolare in versi. Dopo la rivoluzione d'Ottobre continuò a lavorare come docente, pubblicando studi di storia letteraria e traducendo poeti del Rinascimento, Adam Mickiewicz e poeti georgiani.

Bibliografia: Ju. Gel'perin, Verchovskij Jurij Nikandrovič , in Russkie pisateli 1800-1917: Biografičeskij slovar', a cura di P. Nikolaev, Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1989, t. 1, pp. 431-432; IMLI. F. 93; RGB. F. 218; IRLI. F. 377.

Kristina Landa

Curatore dell'edizione della traduzione: N/A

Data dell'edizione della traduzione russa: 1935

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