Titolo paratesto [Codice paratesto]:

Lui Aragon v gody vojny [P142]

Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":

Anisimov rende omaggio al ‘poeta della patria’ (come lo definì Maurice Thorez nel 1945), uno degli scrittori francesi più in sintonia, prima e dopo la II Guerra mondiale / Grande guerra patriottica, con l’ideologia comunista e con il paese dei soviet; la mediazione della sua opera è dunque non solo di semplice realizzazione, ma anzi sollecitata dalla stampa, dalle case editrici, dalle raccolte delle sue opere pubblicate più volte nel periodo in esame con entusiastici toni immutati. Il successo è in particolar modo rilevante negli anni Quaranta, grazie all’impegno civile del poeta francese durante la Resistenza. Di Aragon il critico ricorda qui l’adesione al Partito comunista francese nel ’27 (nel ’32 Aragon fece un viaggio in URSS nelle zone industriale e minerarie, tra cui gli Urali, da cui seguirà il libro Hourra, l’Oural!), l’impegno contro la Spagna franchista, la sua poesia “al servizio del popolo”. Il critico sovietico tace completamente, invece, come prevedibile, sul passato surrealista di Aragon, nessun riferimento, neanche breve, all’impegno con André Breton (mai tradotto in russo negli anni in esame) o all’estetica dada (ricordiamo gli strali contro il surrealismo già in D149), ma solo un fugace accenno, al contrario, all’importante “ritorno alla realtà” del 1934, con i romanzi del ciclo programmatico del ‘mondo reale’ (in particolare Les cloches de Bâle e Les beaux quartiers). Il critico sottolinea la portata realista di questo grande scrittore, alla quale aggancia il lirismo dei suoi versi scritti (sotto diversi pseudonimi) durante gli anni terribili della guerra, segnati da un sincero impegno civile in prima persona all’interno della Resistenza; in particolare Anisimov, nel ripercorrere le poesie del ciclo Les yeux d’Elsa, insiste sul significato “universale” e quindi “patriottico” del lirismo di Aragon, che viene in qualche modo ridimensionato, scrive infatti il critico: “Molte delle poesie contenute in questa raccolta vengono solitamente definite poesie d’amore, e il lirismo di Aragon, puro come un lago di montagna e profondamente umano, raggiunge in questo libro una grande espressività, ma ciò che prevale su tutto è il sentimento patriottico. Il dolore del poeta è sconfinato. Egli ripercorre con cura i ricordi delle bellezze del sud della Francia, delle pietre di Parigi, delle acque della Loira, delle foreste dell’Argonnia e dei giardini di Versailles, scruta nel profondo della storia francese per inspirare la grandezza del passato”, e ancora: “da queste pagine emerge l’immagine tragicamente bella della patria, piena di tormento ma non di disperazione: il poeta è sicuro dell’immortalità della sua patria e attende il momento in cui essa risorgerà dalle rovine fumanti”. Centrale è per il critico la speranza infusa dai versi di Aragon in coloro che combattevano per la Francia, e ritiene che “in questo risiede la forza della sua poesia. Le poesie su Elsa, nonostante tutta la loro intimità lirica, sono rivolte a orizzonti lontani”. Di particolare pregio, per Anisimov, sono poi i versi che divengono un’arma, un diretto appello ad agire, a resistere e a spezzare l’oppressione del nemico (spesso Anisimov firma questo tipo di paratesti di attiva propaganda, si v. qui anche P130, ed è sempre in perfetta aderenza con le veementi direttive patriottiche del tempo, ad es. D173, all’indomani dell’invasione), scrive quindi: “la poesia di Aragon non è tutta solo nel lirismo, anzi, è essa una vera e propria arma, attiva e potente della Resistenza: il suo verso diventa semplice, chiaro e, si direbbe, popolare e raggiunge un’enorme forza espressiva”. A questo proposito viene citato il celebre verso della Ballade de celui qui chanta dans les supplice, ‘Je meure et France demeure’ . Particolare rilievo in questo paratesto hanno i numerosi riferimenti che nelle sue opere, e in special modo in quelle degli anni di guerra, Aragon dedicava all’Unione Sovietica e del suo popolo considerato eroico e amico, cita infatti Anisimov (nella traduzione russa) questi versi del poeta francese, tratti da L’Honneur des poètes: “Frères nous voyons deux grandes ailes battre sur l’espoir et ce sont d’un même oiseau. Ici on l’appelle France et là-bas Russie /Avec les enfants du Volga / vous êtes au centre de la machinerie / Vous la faîtes voler vers la victoire tres haut”, e ancora da La marche française, in cui si esalta il coraggio dei soldati russi. In chiusura Anisimov celebra l’importanza di Louis Aragon come patriota e autentico poeta del popolo francese, e gli augura, in uno stile militante (mai disdegnato da Anisimov), che ricorda anche quello delle cartoline celebrative, “nuovi successi, che possano essergli ispirati dal suo popolo, il quale attenderà a nuove sfide e nuove imprese”.

Alessandra Carbone

Collocazione paratesto: Izbrannye stichi - Ogiz - Moskva - pp. 3-11

Tipologia di paratesto: Introduzione

Autore del paratesto: Anisimov Ivan Ivanovič

Profilo autore del paratesto: Ivan Ivanovič Anisimov (1899 - 1966) nacque nel 1899 nel villaggio di Glotovka, nel governatorato di Smolensk, in una famiglia di impiegati locali. Nel 1919 fu arruolato nell'Armata Rossa, dove svolse attività politico-culturale e teatrale/didattica. Dopo la smobilitazione riprese a lavorare come semplice insegnante, poi nel 1922, entrò all'Università di Mosca, facoltà di letteratura e arte. Nel 1925 iniziò il dottorato (aspirantura) presso l'Istituto di Letteratura e Lingua della RANION, che concluse nel 1928. In seguito insegnò nei due principali atenei di Mosca, continuando la propria attività di ricerca presso la KomAkademija (l''Accademia Comunista'). Tra il 1933 e il 1938 diresse la cattedra di letteratura presso l'istituzione universitaria Institut krasnoj professury (il celebre 'Professorato rosso') e fu ammesso all'Unione degli scrittori sovietici (1934). Divenuto sempre più influente, passò a dirigere anche il settore di letteratura straniera presso la GICHL, e fu membro della redazione della rivista "Internacional'naja literatura". Durante la guerra fu mobilitato, prestò servizio sui fronti meridionale e transcaucasico, lavorò poi come corrispondente militare del giornale "Izvestija" fino alla fine del conflitto, ricevendo l'Ordine della Guerra Patriottica di II grado. Nel dopoguerra fu vice presidente del Comitato per le Arti del Consiglio dei ministri (1945-1948), docente all'Accademia delle Scienze Sociali del Partito Comunista e redattore capo della rivista "Sovetskaja literatura" (1948-1952). Fedelissimo delle politiche del Cremlino, riuscì a più riprese ad evitare purghe e repressioni (tra i contemporanei, c'è chi lo ricorda nelle proprie memorie come uno dei più aggressivi carrieristi e 'literaturnye gangstery' della sua epoca, v. testimonianza di Ju. Oksman) e nel 1952 ricoprì il prestigioso incarico di direttore dell'Istituto di Letteratura Mondiale "A. M. Gor'kij" (Mosca), in cui sino al 1953 andò violentemente difendendo le posizioni sovietiche contro il "cosmopolitismo". Nel 1960 fu eletto membro corrispondente dell'Accademia delle Scienze dell'URSS e divenne redattore capo della serie "Literaturnoe nasledstvo". Ricevette numerose onorificenze durante tutto il corso della sua vita; nel 1966 gli fu conferito il Premio V. G. Belinskij per la monografia, e postumo, il Premio di Stato dell'URSS (1978) per la partecipazione alla Biblioteca della letteratura mondiale (Biblioteka mirovoj literatury). Morì a Mosca nel 1966. Bol'šaja sovetskaja ènciklopedija, Mosca (1926-1990)

Data del paratesto: 1946

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Titolo dell'opera originale tradotta in russo: Da Le Crève-Coeur, Les yeux d'Elsa, Musée Grévin, La Diane de France

Data dell'opera originale: 1940-1944

Paese dell'opera originale: Francia

Nome autore del testo originale: Aragon Louis

Profilo autore del testo originale: Louis Aragon (Parigi 1897- Parigi 1982) poeta, romanziere, giornalista, figura centrale del dibattito culturale e politico del suo tempo. Nato a Parigi in circostanze familiari complesse (era figlio illegittimo), crebbe in un clima di ambiguità che influenzò profondamente la sua sensibilità letteraria. Dopo aver studiato medicina, si avvicinò presto ai movimenti d'avanguardia e fu tra i fondatori del Surrealismo, insieme ad André Breton e Philippe Soupault. In questa fase iniziale sperimentò una scrittura innovativa, fondata sull'automatismo psichico e sulla rottura delle convenzioni narrative. Negli anni Trenta Aragon si allontanò dal Surrealismo per aderire in modo sempre più convinto all'ideologia comunista, scegliendo una letteratura impegnata, capace di dialogare con la realtà storica e sociale. Romanzi come Les Cloches de Bâle e Les Beaux Quartiers segnano questo passaggio verso il realismo e l'impegno politico. Un momento centrale della sua vita e della sua opera coincide con gli anni della Resistenza durante la Seconda guerra mondiale, a cui partecipò insieme alla moglie (scrittrice e traduttrice di origine russa) Elsa Triolet. Dopo l'occupazione nazista della Francia, Aragon partecipò attivamente alla Resistenza intellettuale e culturale, collaborando a riviste clandestine con diversi pseudonimi e utilizzando la poesia come attivo strumento di lotta. In questo periodo la sua scrittura volle rivolgersi ad un pubblico ampio, e nonostante l'impegno politico e sociale, non perse di forza lirica. Raccolte come Le Crève-Cœur (1941), Les Yeux d'Elsa (1942) e La Diane française (1944) divennero simboli della resistenza morale e spirituale di tutto il popolo francese durante l'occupazione. L'amore per Elsa Triolet si intreccia spesso in questi versi con l'amore per la patria oppressa. Nel dopoguerra Aragon continuò a essere una figura influente, fedele al Partito Comunista ma progressivamente più critico (soprattutto verso lo Stalinismo, a partire dagli anni Cinquanta).
Fonte: Enciclopedia Treccani.

Categoria autore: Autore

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Titolo traduzione russa del testo originale: Poèmes choisis

Collocazione traduzione: Moskva – Ogiz

Nome traduttore: Antokol'skij Pavel Grigor'evič

Profilo traduttore: Antokol'skij Pavel Grigor'evič (San Pietroburgo 1896 - Mosca 1978), poeta, traduttore e regista teatrale russo-sovietico.

Curatore dell'edizione della traduzione: N/A

Data dell'edizione della traduzione russa: 1946

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