Master intrigi [P010]
Collocazione paratesto: "Chudožestvennaja literatura" [rivista], 10 – pp. 45-46
Tipologia di paratesto: Recensione
Autore del paratesto: Knipovič Evgenija Fedorovna
Data del paratesto: 1933
Titolo dell'opera originale tradotta in russo: Les liaisons dangereuses
Data dell'opera originale: 1782
Paese dell'opera originale: Francia
Nome autore del testo originale: Laclos Pierre-Ambroise-François Choderlos De
Profilo autore del testo originale: Scrittore francese, nato ad Amiens il 18 ottobre 1741, morto a Taranto il 5 settembre 1803. Di famiglia di nobiltà recente, persegue la carriera militare e diventa un eccellente ufficiale d'artiglieria; segretario di Filippo d'Orléans, durante gli eventi della Rivoluzione francese parteggia per la sua fazione contro il ramo primogenito dei Borboni, per passare in seguito dalla parte dei repubblicani. Imprigionato due volte durante gli anni rivoluzionari, riesce ad evitare la ghigliottina anche grazie alla sua abilità di artigliere. Rientra in servizio sotto Napoleone. Fu autore del romanzo epistolare Les liaisons dangereuses, il "romanzo libertino per eccellenza" secondo la definizione di Laurent Versini, opera che illustrò i costumi licenziosi della nobiltà ancien régime dando vita alla diabolica coppia letteraria Visconte di Valmont - Madame de Merteuil; il romanzo fece scalpore immediatamente (spesso fu letto dai contemporanei come un’opera à clé) e fu condannato in Francia per immoralità dal 1823 al 1825, pur conoscendo numerosissime edizioni per tutto il XIX secolo. Libro fondamentale per la futura letteratura francese, da Stendhal a Beaudelaire, sino a Marcel Proust, quest’opera rimane l’unico autentico successo letterario di Laclos, che fu autore anche del saggio Essai sur l'éducation des femmes (1786) pubblicato per la prima volta solo nel 1908.
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Titolo traduzione russa del testo originale: Opasnye svjazi
Collocazione traduzione: Moskva – Academia
Nome traduttore: Natal'ja Davydovna Èfros
Profilo traduttore: Natal'ja Davydovna Èfros (nata Gal'perina), moglie di Abram Èfros. Nasce vicino a Voronež nel 1889, muore a Mosca nel 1989. Nel 1916 si laurea in Storia presso l’Università di Mosca, e già da studentessa esegue delle traduzioni letterarie dal francese, sino a divenire traduttrice professionista. A questa attività affiancherà a partire dagli anni Venti anche il lavoro di insegnante presso diversi enti ed istituti sovietici; dalla fine degli anni Venti svolge una intensa attività editoriale, lavorando come redattrice per "Literaturnoe nasledstvo" (1933-1941). Durante la guerra segue dei corsi di infermieristica, viene poi evacuata in Uzbekistan. Torna a Mosca nel 1943, dove riprende il lavoro editoriale (1946-78, nella redazione di "Literaturnoe nasledstvo"), dal ’45 anche presso il Sovinformbjuro. Dal 1954 al 1978 lavora per l’Institut mirovoj literatury. Riprende anche l’attività di traduttrice letteraria (traduce Victor Hugo e Anatole France); negli anni ’70 scrive un libro di memorie sul marito A.M. Èfros, ripubblicato nel 2018 con i titolo Vospominanija raznych let (Moskva, Novyj chronograf).
Curatore dell'edizione della traduzione: Èfros Abram Markovič
Data dell'edizione della traduzione russa: 1933
Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":
Con piglio leggermente ironico Evgenija Fedorovna Knipovič (1898 – 1988), ex aspirante poetessa in ambito simbolista, ultima compagna di Aleksandr Blok, letterata che dalla seconda metà degli anni Venti compie un’opera di ‘riforgiamento’ ideologico personale, abbracciando il nuovo corso politico e culturale della Russia sovietica (lavora come critico letterario e redattrice), recensisce il libro di Choderlos de Laclos, uscito nel 1933. La Knipovič sceglie per la sua recensione un titolo che vuole rendere giustizia alle qualità letterarie dello scrittore francese: Master intrigi [Un maestro dell’intrigo]; dopo di che, ricorre alla consolidata tecnica della validazione ideologica delle proprie parole, tramite la citazione, in posizione quasi incipitale, da un brano Marx ed Engels sulla filosofia del piacere: “La filosofia del piacere, secondo Marx, è emersa nei nuovi tempi con la scomparsa del feudalesimo e la trasformazione della nobiltà rurale feudale in una classe cortigiana avida di piacere e dissoluta tipica dell’assolutismo”. La citazione appare però ancora più rilevante se esaminiamo il contesto letterario e critico nel quale viene riportata. Il brano citato da Knipovič, infatti, proviene dall’Ideologia tedesca, raccolta di opere di Marx ed Engels che era stata studiata e pubblicata per la prima volta in assoluto proprio a Mosca, e data alle stampe da meno di un anno, prima nell’originale tedesco (1932), poi in russo (1933). La pubblicazione di questa opera fondamentale era stata curata dagli studiosi del celebre centro di ricerca Institut Marksa – Engel’sa – Lenina di Mosca. Una volta inquadrato il romanzo libertino all’interno della concezione marxista-leninista, la Knipovič prosegue nella sua valutazione parlando di un libro che “smaschera” i vizi della società aristocratica, in cui l’unico personaggio positivo (ancorché, a sua detta, svenevole e noioso) è la borghese Presidente de Tourvel. Knipovič utilizza qui formule classiche, già inflazionatesi all’inizio degli anni Trenta, e riconducibili alla consueta ortodossia ideologica e storico-letteraria: per essa un libro, se controverso ideologicamente, come lo era naturalmente il libro libertino Opasnye sviazi, doveva essere almeno immancabilmente “razoblačitel’nyj” (l’aggettivo è usato tre volte nel breve testo); nelle parole della critica: “Grande maestro del travestimento e dell’intrigo, orleanista che lavorava come ‘democratico’, controrivoluzionario invecchiato al servizio della rivoluzione, Choderlos de Laclos volle mascherare il suo libro da romanzo di denuncia. Eppure, per noi, è proprio oggi un libro rivelatore e di denuncia. Contrariamente alle intenzioni segrete dell’autore, il suo libro ci ha fornito di una grande quantità di materiale per la critica”. Knipovič anticipa già, così, anche nell’utilizzo stesso del termine vopreki (nonostante) la teoria lukacsiana del ‘voprekismo’ (teoria per la quale appariva possibile pubblicare/divulgare un determinato autore e artista – anche criticandolo duramente – al fine ultimo di proporlo apertamente al pubblico sovietico, nonostante le sue idee politiche). Compiuta in tal modo la consueta captatio benevolentiae formale all’inizio del suo articolo, Knipovič nota poi la vividezza e il realismo con il quale sono dati i personaggi demoniaci, terribili, del Visconte di Valmont e della Marchesa de Merteuil, sottolineando la profondità psicologica e la tridimensionalità dei personaggi e delle vicende e al contempo la rilevanza militante e politica del libro: “L’analisi psicologica del suo romanzo, senza precedenti nella letteratura dell’epoca, è così profonda che ci appare chiara la reale natura di classe di questi predatori e le reali relazioni sociali che li hanno generati. Inoltre, non ci è difficile intuire a cosa servissero le sorelle della marchesa di Merteuil e i fratelli del visconte di Valmont, con la loro diabolica intelligenza, spudoratezza, energia, astuzia, volontà e inganno, nei paesi della controrivoluzione 70 anni dopo (il libro fu pubblicato nel 1782). I personaggi di Laclos sono disgustosi piuttosto che beffardi. Non sono piccoli rettili che vengono schiacciati lungo la strada, ma grandi rettili che possono essere annientati solo da una pallottola”. In particolare l’ultima frase, con il riferimento ai piccoli, innocui rettili (nemici irrilevanti) in contrasto con i grandi mostri/grossi rettili, che possono essere sconfitti solo con le pallottole (gli aristocratici egoisti e demoniaci dell’ancien régime) sembra essere quasi un riferimento ai serpenti giganti e contro-rivoluzionari del Bulgakov de “Le uova fatali”, pubblicato solo qualche anno prima. Più avanti nell’articolo la lingua e lo stile in particolare dello scrittore francese sono oggetto di lode, sempre spesso in riferimento al principio di realismo e di tipičnost’: “Il libro è molto forte dal punto di vista compositivo e stilistico, i personaggi sono insolitamente individuali e completi nella loro tipicità, il linguaggio di ogni lettera (Le relazioni pericolose sono un romanzo epistolare) è così particolare, così inerente alla persona in questione e lo definisce così vividamente che farebbe onore anche a un drammaturgo di prima classe. l’alternarsi di discorsi diversi, individuali, crea uno stile speciale, unico, complesso e affascinante.” (p. 46). Non manca un apprezzamento per la traduzione e per l’articolo introduttivo (ricordiamo però contestualmente che Knipovič faceva parte ancora in quegli anni della cerchia ristretta di Lev Kamenev, il quale negli anni ’32-’33 era direttore di Academia, casa editrice che aveva pubblicato il libro di Laclos), lasciando passare solo una lieve stoccata contro lo “stile impressionistico” e a macchia di leopardo della prefazione di Abram Efros, che, se anche riportava “dati e notizie curiose, considerazioni veritiere” queste erano “troppo impressionistiche e soffrono dell’assenza di precise definizioni e generalizzazioni”.
Alessandra Carbone