Titolo paratesto [Codice paratesto]:

N/A [P129]

Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":

Èjchengol’c da studioso e letterato erudito apprezza moltissimo la mole di lavoro preparatorio che Zola aveva svolto prima di scrivere La débâcle; dedica molte pagine a ripercorrere le diverse fasi di stesura del romanzo: cita le bozze, i taccuini di Zola, porta il lettore nei retroscena della composizione del romanzo; inoltre fornisce una ampia contestualizzazione storica (e una narrazione stessa, un riassunto) dei fatti storici della guerra Franco-prussiana, ne nomina i principali protagonisti ed episodi. Fa una concisa analisi stilistica del romanzo (commenta la costruzione delle scene di massa, e la composizione delle scene di battaglia: intuisce la differenza stilistica, in Zola, nella descrizione di battaglie lontane nel tempo (Austerlitz, Borodino, che la fama e la distanza temporale ha reso ‘epiche’) e la maggiore sobrietà stilistica nella descrizione realista, al contrario, degli scontri ‘contemporanei’ della guerra franco-prussiana (D015). Studia il metodo naturalistico, esplicito, di Zola nella descrizione degli orribili fatti bellici (uno fra tutti, la truculenta uccisione del cavallo), e ne trae qualche giudizio, ricostruendo anche le stesse posizioni di Zola nei confronti del tema bellico in generale: se questa in un primo momento appare un fattore inevitabile dell’umanità, per quanto terribile, “per Zola farebbe parte della natura delle cose”; più avanti lo scrittore, chiarisce Èjchengol’c, abbraccerebbe una posizione più ‘pacifista’, in chiave maggiormente ‘antimperialista’ – all’indomani della Conferenza di pace dell’Aia del 1899; pur rimanendo molto fermo nei prevedibili giudizi tranchant su questione sociale in Zola, e sulla sua visione del mondo, che rispecchierebbe posizioni dell’alta borghesia francese nella “società capitalista scellerata del II Impero”, Èjchengol’c mette i fatti in prospettetiva e, evitando di semplificare troppo, al contrario problematizza le posizioni di Zola nei confronti della guerra e del suo ‘militarismo’. In particolare lo considera di segno positivo, perché lo individua come “difensivo’, patriottico”, di resistenza, insomma, là dove un conflitto, o un’invasione da un paese straniero, si fanno inevitabili (elemento patriottico e antifascista, v. D017). Un ultimo dettaglio interessante: già in questo paratesto si parla della Germania contemporanea come di un Paese pericoloso, aggressivo e militarista, e traspare la necessità di denunciarne l’assetto fascista, anche in un paratesto letterario su un romanzo di fine ottocento: questo aspetto verrà particolarmente esasperato nella prefazione di Ivan Anisimov nel 1938, e tornerà in quella, rivista, di Ejchengol’c stesso del 1946.

Collocazione paratesto: Zolja. Polnoe sobranie sočinenij. T. XIX - GICHL - Moskva - pp. V-XXX

Tipologia di paratesto: Prefazione

Autore del paratesto: Èjchengol’c Mark Davidovič

Profilo autore del paratesto: Èjchengol'c Mark Davidovič (Kremenčug, 1889 - Mosca, 1953). Storico della letteratura e traduttore. Proveniente da una famiglia ebraico-ucraina della media borghesia (il padre era giurista), studiò lingue e letterature romanze all'Università di Mosca, laureandosi nel 1914 con una specializzazione in letteratura francese. Durante gli studi, come era consuetudine nel periodo, ebbe modo di viaggiare e perfezionarsi all'estero, in particolare in Francia e in Italia. Dal 1918 collaborò con il Narkompros (Commissariato del Popolo per l'Istruzione) e nel contempo insegnò in diversi atenei, tenendo un corso di letteratura europeo-occidentale presso l'Università di Mosca e l'Institut Krasnoj Professury. Lavorò inoltre come redattore e revisore per le case editrici Gosizdat e GICHL, occupandosi in particolare della letteratura francese. I suoi principali contributi scientifici sono dedicati all'opera di Gustave Flaubert e di Émile Zola. Di quest'ultimo curò la prima edizione delle Opere (Sobranie sočinenij, 1928-1935) e gli dedicò la monografia Tvorčeskaja laboratorija Èmilja Zola (1940). Fu inoltre curatore e prefatore delle Opere di Gustave Flaubert (Sobranie sočinenij v 10 tt., 1933-1938, di cui uscirono solo otto volumi) e di una selezione di testi dello stesso autore (G. Flaubert, Izbrannye sočinenija, 1947). Stretto collaboratore e amico di Anatolij Lunačarskij, che lo stimava molto, con lui curò l'edizione di questi grandi classici francesi dell'Ottocento (si veda, al riguardo, la corrispondenza di Lunačarskij). Bibliografia: F.S. Narkir'er, Èjchengol'c, Mark Davidovič, in Kratkaja literaturnaja ènciklopedija, a cura di A. Surkov, Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1971, stb. 1136; Èjchengol'c, Mark Davidovič, in Pisateli sovremennoj èpochi. Bio-bibliografičeskij slovar' russkich pisatelej XX veka, pod red. B.P. Koz'mina, Moskva, GAChN, 1928, p. 275; RGALI. F. 596, op. 1, ed. chr. 110. Kristina Landa, Alessandra Carbone

Data del paratesto: 1935

Titolo dell'opera originale tradotta in russo: La débâcle

Data dell'opera originale: 1892

Paese dell'opera originale: Francia

Nome autore del testo originale: Zola Émile

Profilo autore del testo originale: Émile Zola (1840-1902) è stato uno dei maggiori romanzieri francesi dell'Ottocento e il principale teorico del naturalismo, corrente letteraria che mirava a rappresentare la realtà con rigore scientifico, osservazione diretta e attenzione ai condizionamenti sociali, ambientali, biologici. Nato a Parigi ma cresciuto ad Aix-en-Provence, Zola visse un'infanzia segnata da difficoltà economiche dopo la morte del padre. Trasferitosi a Parigi nel 1858, lavorò come impiegato e pubblicitario presso l'editore Hachette, esperienza che gli permise di entrare in contatto con l'ambiente culturale della capitale. Intanto iniziò a collaborare come giornalista e critico d'arte, attività che mantenne per tutta la vita. Il suo primo successo narrativo fu Thérèse Raquin (1867), romanzo che mostrava già l'intento di applicare alla letteratura un metodo quasi scientifico. Ma l'ambizioso progetto della sua vita fu il ciclo romanzesco Les Rougon-Macquart, composto da venti romanzi pubblicati tra il 1871 e il 1893, in cui attraverso la storia di una famiglia (e sue derivazioni) durante il Secondo Impero, Zola studiò e raccontò i meccanismi sociali, economici e psicologici che determinano il destino degli individui. Tra i titoli più celebri spiccano L'Assommoir, Nana, Germinal, La Bête humaine, ma anche Au Bonheur des Dames, Le ventre de Paris, L'Argent. Zola svolse un ruolo importante nella vita pubblica francese, il momento più noto fu il suo intervento nel caso Dreyfus: nel 1898 pubblicò sulla stampa la famosa lettera aperta J'accuse…!, con cui denunciò l'antisemitismo e le irregolarità giudiziarie del processo al capitano Alfred Dreyfus. L'articolo gli valse un processo per diffamazione e lo costrinse all'esilio in Inghilterra per quasi un anno.

Categoria autore: Autore

Author image:

Titolo traduzione russa del testo originale: Razgrom

Collocazione traduzione: Moskv

Nome traduttore: Lindegren Aleksandra Nikolaevna

Profilo traduttore: Lindegren Aleksandra Nikolaevna (? - 1911) Poetessa, scrittrice, traduttrice di epoca pre-rivoluzionaria (scrisse sotto diversi pseudonimi, come A. L. Gren, L. Gren, Leonard Gren e altri), traduttrice dall'inglese, dal francese e dal tedesco. Nata nella famiglia del medico distrettuale Nikolai Osipovič Lindegren nella città di Čistopol'. Ha collaborato con le riviste: "Rodina", "Vestnik inostrannoy literatury"; ha tradotto opere di Paul Bourget, É. Zola, V. Hugo, Balzac, W. Scott, Conan Doyle, C. Dickens, M. Twain, H. Heine. il Morì il 7 dicembre (24 novembre secondo il calendario giuliano) 1911. Fonti: Kratkaja literaturnaja ènciklopedija, a cura di A. Surkov, Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1971.

Curatore dell'edizione della traduzione: N/A

Data dell'edizione della traduzione russa: 1935

Nuova ricerca
  • Paese dell'opera originale