Na poslednem ètape buržuaznogo realizma [P024]
Collocazione paratesto: V poiskach za utračennym vremenem - 1934-1938 - T. 3. Germant - Moskva - Leningrad - GICHL - pp. 5-34.
Tipologia di paratesto: Prefazione
Autore del paratesto: Rykova Nadežda Januar'evna
Profilo autore del paratesto: Nadežda Januar'evna Rykova - (1901, Simferopol' - 1996, San Pietroburgo) - traduttrice dal francese, inglese, italiano e tedesco, critica letteraria. Di origini nobili, nata in Ucraina, dal 1916 studiò in un liceo femminile privato, nel 1919 si diplomò al ginnasio e si iscrisse alla Facoltà di Storia e Filologia dell'Università di Kiev. Nel 1923 si trasferì all'Università di Pietrogrado e nel 1925 si laureò alla facoltà di Linguistica (Fakul'tet Jazykoznanija i material'noj kult'tury Leningradskogo universiteta); nel 1927 venne accettata come traduttrice nella sezione leningradese dell'Unione dei Poeti sovietici; dal 1928 iniziò a pubblicare una serie di articoli e recensioni di letteratura straniera; nel 1930-1936 lavorò come bibliografa e bibliotecaria nella celebre Biblioteca pubblica di Leningrado, nel 1936-1941 fu redattrice nel dipartimento di stranieristica del Goslitizdat, di cui fu direttrice a partire dal 1937. Nel 1939 fu pubblicata la sua monografia Sovremennaja francuzskaja literatura (Letteratura francese contemporanea). Allo scoppio della Guerra Patriottica fu evacuata da Leningrado a Perm', dove lavorò come redattrice in una casa editrice locale. Nel marzo 1943 fu richiamata a Mosca, dove trovò lavoro presso "Chudožestvennaja literatura" e presso la TASS. Nell'autunno del 1944 viene arrestata per "propaganda antisovietica e derisione del patriottismo sovietico". Senza processo, la Rykova fu condannata a cinque anni di Gulag, da cui fu liberata nel 1949; dopo la morte di Stalin le fu permesso di tornare a Leningrado. Nel 1956 firmò un contratto con Goslitizdat per la traduzione delle opere di E. Verhaeren. Nel corso della sua vita tradusse molto, prevalentemente dal francese e dall'inglese, tra cui opere di Molière, Proust, Anatole France, Victor Hugo, tragedie di Corneille e Racine, il romanzo Le relazioni pericolose di Laclos, opere di J. Romain, Shakespeare (King John), Machiavelli (Storia di Firenze), il romanzo I vecchi e i giovani di L. Pirandello (insieme a G. Rubtsova), Noa-Noa di P. Gauguin, I quarantacinque di A. Dumas, gli Essais di Montaigne, Gli Uscocchi di Georges Sand, Il Corsaro Rosso di Fenimore Cooper, Le acque di San Ronano di Walter Scott. Numerosi articoli e recensioni di Rykova furono dedicati a scrittori sovietici. fu autrice dell'antologia Zapadnoevropejskaja lirika (1974), in vecchiaia pubblicò memorie su scrittori e intellettuali suoi contemporanei, tra cui Maksimilian Vološin e Anna Achmatova. Nel 1993 è stato pubblicato un suo libro di poesie originali, dal titolo Stichi prošedšich let. Fonte: Rykova, N. in Bol'šaja rossijskaja ėnciklopedija: V 35 tt., 2004-2017, Ju. S. Osipov (gl. red.), Moskva, Nauč. izd. Bol'šaja rossijskaja ėnciklopedija, 2011.
Data del paratesto: 1936
Direttive paratesto:
- D084 - Roždenie novoj literatury v Anglii (rubrika: Bor’ba dvuch kul’tur) [LINK]
- D088 - O nasledstve, o "novatorstve" (articolo 1, di I. Anisimov) [LINK]
- D135 - O socialističeskom realizme (di V. Kirpotin) [LINK]
- D137 - Kritika i lozung socialističeskogo realizma (di M. Rozental’, E. Usievič) [LINK]
- D144 - Socialističeskij realizm i problema mirovozzrenija i metoda (di I. Nusinov) [LINK]
- D146 - Rešenija XVII parts''ezda VKP(b) i nekotorye zadači literatury [LINK]
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Titolo dell'opera originale tradotta in russo: A la recherche du temps perdu
Data dell'opera originale: 1913-1927
Paese dell'opera originale: Francia
Nome autore del testo originale: Proust Marcel
Profilo autore del testo originale:
Marcel Proust (1871 - 1922), celebre scrittore francese, nato e morto a Parigi. esponente del modernismo letterario, europeo. Proveniente da famiglia alto borghese (con discendenza ebraica da parte di madre); malato di asma sin dalla tenera età, frequenta il prestigioso liceo Condorcet di Parigi, prescelto dall'élite culturale dell'epoca. Dopo la morte dei suoi genitori, si dedica completamente alla scrittura, isolandosi nel suo appartamento parigino di Boulevard Hausmann. Sin da giovane collabora con riviste letterarie e di costume come "Le Banquet", rivista fondata (1892) da un gruppo di amici del Condorcet, la "Revue blanche", dal 1903 scrive per "Le Figaro". Dal 1914 uscirono sulla "Nouvelle revue française" ampî estratti delle sue opere. Fin dagli anni liceali frequentò assiduamente i salotti dell'alta borghesia e dell'aristocrazia parigina, di cui avrebbe poi stigmatizzato lo snobismo, e nell'affaire Dreyfus si schierò in favore della tesi innocentista.
La sua opera principale, À la recherche du temps perdu, è composta da sette volumi pubblicati tra il 1913 e il 1927. Il primo volume, Du côté de chez Swann, uscì nel 1913 a spese dell'autore presso l'editore Grasset (dopo che il parere negativo di André Gide ne aveva impedito la pubblicazione presso Gallimard); a partire dal 1918 pubblica con Gallimard i restanti tomi del romanzo: À l'ombre des jeunes filles en fleur, anche premio Goncourt, Le côté de Guermantes (2 voll., 1920-21), Sodome et Gomorrhe (3 voll., 1921-22). Solo dopo la morte di Proust escono le ultime tre parti: La prisonnière (1923), Albertine disparue (1925, chiamato anche La fugitive) e Le temps retrouvé 1927. Attraverso una narrazione autobiografica, il romanzo esplora il tema del tempo perduto e ritrovato tramite la memoria involontaria, rappresentando anche un affresco della società francese del tempo. (Fonte: Enciclopedia Treccani, 'Marcel Proust').
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Titolo traduzione russa del testo originale: V poiskach za utračennym vremenem
Collocazione traduzione: M.Prust V poiskach za utračennym vremenem, 1934-1938, Leningrad, Gosilitizdat
Nome traduttore: Frankovskij Adrian Antonovič
Profilo traduttore: Adrian Antonovič Frankovskij, intellettuale, traduttore di origine ucraina, tra i più importanti nei primi decenni dell'Unione sovietica, nacque nel 1888 nel villaggio di Lobačev, vicino a Kiev. Nel 1911 si laureò presso la Facoltà di Storia e Filologia dell'Università di San Pietroburgo. Insegnò nelle scuole secondarie e presso l'Istituto degli insegnanti di Leningrado, trasformato nel 1918 in 2° Istituto pedagogico. Dal 1924 fu scrittore e traduttore professionista. Le sue traduzioni, soprattutto dal francese e dall'inglese, ancora oggi conservano il loro valore artistico e vengono ripubblicato. Visse sempre a Leningrado. Dai romanzieri inglesi del XVII-XVIII secolo tradusse J. Swift, G. Fielding, L. Sterne, dal francese del XVIII secolo - D. Diderot, dagli autori del Novecento - R. Rolland, Romain Rolland, André Gide, M. Proust. L'iniziativa di tradurre Marcel Proust fu un merito importante di Frankovskij: alla fine degli anni Venti pubblicò nella sua traduzione la prima parte del romanzo-epopea Alla ricerca del tempo perduto. Negli anni Trenta, Frankovskij partecipò come traduttore alla pubblicazione delle Opere di Proust. Il primo e il terzo volume (GIChL 1934-1938). Morì nel febbraio 1942, durante il primo, durissimo, assedio di Leningrado.
Data dell'edizione della traduzione russa: 1936
Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":
Il paratesto in oggetto esce nel 1936. Tale anno, come noto, è inaugurato dalla campagna critico-pubblicistica sulla lotta al formalismo, che, partita con l’articolo sulla “Pravda” del 28 gennaio 1936, che prosegue poi intensamente nelle settimane e nei mesi successivi con numerosi processi e articoli polemici rivolti contro scrittori giudicati ‘formalisti’. Come ignorando tale clima, Rykova scrive, coraggiosamente, un’introduzione dotta, lunga e approfondita alla primissima traduzione russa dei Guermantes, nel III volume delle opere (il che è una novità editoriale, mentre per Swann e le Fanciulle in fiore si erano già date delle prove di traduzione nei tardi anni Venti, si v. in merito P020). Nel suo articolo, molto distaccandosi dai consueti stilemi marxist-leninisti sul tema Proust, (per un confronto si vedano le voci di Radek, Gal’perina e Makedonov, ad esempio, qui in P022 e P023. ), Rykova si concentra invece in primo luogo sull’analisi stilistica della Recherche, in cui lo scopo è dimostrarne l’apparentemente insospettabile portata realistica attraverso sottili, peculiari strategie letterarie proprie dello scrittore, e secondo la studiosa, poco riconoscibili ad una lettura poco attenta; esse, in ultima analisi, possono ‘salvarlo’ e renderlo ammissibile al lettore sovietico. Rykova, al contrario degli altri suoi colleghi, correda il suo saggio di ampie e circostanziate citazioni da passi dell’intero romanzo (soprattutto degli ultimi volumi), andando avanti e indietro nella trama, dimostrando di conoscerne molto approfonditamente dinamiche, personaggi, evoluzioni; corrobora inoltre le proprie tesi menzionando alcuni critici occidentali (naturalmente il consueto Bergson, ma anche Leo Spitzer, quest’ultimo anche citato da Gal’perina), e scegliendo scientemente passi del romanzo decisamente poco frequentati, a riprova della sua erudizione e preparazione sul tema proustiano. I punti su cui Rykova si sofferma maggiormente nell’esporre le tesi sul ‘tardo realismo’ di Proust (e dunque, sulla necessità della mediazione, e piena accettazione in ambito sovietico, in un’evidente ottica di captatio benevolentiae) riguardano molti temi, principalmente: 1. L’analisi della psicologia dei personaggi (si sottolinea il punto di vista soggettivo dello sguardo del Narratore sugli altri eroi del romanzo, si evidenzia la mutevolezza dei singoli personaggi nel tempo, l’impossibilità di coglierne la reale essenza, il che è da considerarsi, per la studiosa, un peculiare manifestarsi di realismo psicologico e non di mero soggettivismo/misticismo decadente); 2. il ruolo del tempo (il soffermarsi su singoli episodi significativi per il Narratore, il glissare invece su grandi eventi storici/attinenti alla trama di grande portata, come matrimoni o morte di personaggi principali, anche violando improvvisamente la sequenza del tempo oggettivo e privilegiando la ‘zatuševannost’ sobytij’ (un ‘attutire’ gli avvenimenti) nel romanzo, da considerarsi una manifestazione di innovativo approccio ‘realistico’.
Conclusioni: sulla scorta di altre strategie conclusive simili in paratesti simili, notiamo come Rykova non dimentica di evocare nel suo articolo categorie come utilità/inutilità; difesa o smascheramento, pure se involontario, della società borghese (ancora una stoccata all’opposizione’ metod’/’mirovozzrenie’ discusso tempo prima nelle direttive del 1934-1935 e del ‘voprekismo’ (D084, D101, D112, D113), costruendo la propria arringa difensiva nei confronti della Recherche in modo a questo punto assai prevedibile: “naturalmente, Proust meno di tutti si ‘ribellava’ alla realtà borghese del suo tempo, non ‘rifiutava’ nulla e non insegnava nulla. […] il famigerato ideale estetico dello scrittore poteva essere realizzato solo tramite un tacito senso di ineluttabilità delle norme sociali che definiscono il mondo. Ma anche se la critica sociale entra nel romanzo a prescindere (vopreki) dall’autore, o anche a sua insaputa, anche se essa è solo un ‘peso che si aggiunge in cottura’ [Rykova usa una peculiare metafora da ‘fornai’, con la parola russa ‘pripek’] che darà al ‘pane’ finito (ovvero l’opera letteraria) un utile ‘valore aggiunto’, proprio tale ‘pripek’ sarà decisivo per il significato del romanzo”; scrive Rykova che “Proust è interessante e importante innanzitutto come erede – anche se molto particolare – del realismo borghese classico. Al momento è prematuro ipotizzare fino a che punto l’esperienza artistica dell’autore della Recherche possa essere utilizzata dal nuovo realismo rivoluzionario che sta nascendo in Occidente. Possiamo solo dire una cosa: se questa esperienza di Proust e le sue novità stilistiche devono essere prese in considerazione, sarà certamente in un modo diverso da quello in cui gli scrittori borghesi che imparano da lui la raffinata analisi dell’esperienza soggettiva; finora, però, purtroppo solo questo lato dell’eredità proustiana è stato utilizzato nelle letterature occidentali”.
Alessandra Carbone