“Obručennye”. Roman A. Manconi [P031]
Collocazione paratesto: "Literaturnoe obozrenie" [rivista], 10 - pp. 31-36
Tipologia di paratesto: Recensione
Autore del paratesto: Aleksandrov (Keller) Vladimir Borisovič
Profilo autore del paratesto:
Vladimir Borisovič Aleksandrov (pseud. di Vladimir Borisovič Keller; Saratov, 1898 - Mosca, 1954), critico letterario, saggista ed economista russo, figlio dell'accademico e botanico Boris Keller. Si forma all'Università di Mosca e intraprende successivamente la carriera militare come ufficiale sul fronte rumeno durante la Prima guerra mondiale.
L'esordio letterario avviene nel 1918 a Voronež, nell'ambiente del circolo di Vladimir Narbut, dove pubblica la raccolta poetica Igra (Il gioco, 1922) e firma la prima recensione nota alla poetica di Andrej Platonov. In questa fase assume una posizione critica nei confronti dell'estetica dell'Età d'Argento: nel 1919 contesta la tecnica metrica di Anna Achmatova, definendo "fallimentari" le soluzioni ritmiche della raccolta Čëtki (Rosario, 1914), in polemica con le interpretazioni di Nikolaj Gumilëv e Kornej Čukovskij.
Parallelamente all'attività letteraria, si dedica alla carriera accademica in ambito economico. Nel 1923 si laurea in scienze sociali e nel 1928 difende una tesi di dottorato dedicata alla scuola anglo-americana di economia politica. Lavora quindi come ricercatore e docente di economia a Minsk, Perm' e Mosca.
A partire dalla metà degli anni Trenta, sotto lo pseudonimo Aleksandrov, figura tra le principali firme della rivista "Literaturnyj kritik", contribuendo all'ingresso di Andrej Platonov nella redazione. La sua produzione critica si caratterizza per il tentativo di coniugare l'analisi storico-letteraria con l'attenzione ai contesti ideologici e culturali. In questo quadro si collocano i suoi studi su Aleksandr Puškin, Nikolaj Nekrasov e Boris Pasternak.
Si occupa inoltre di letteratura straniera e classica, con contributi dedicati a Dante Alighieri, Jean Racine, Guy de Maupassant e Geoffrey Chaucer, di cui analizza le origini del realismo poetico. Nel secondo dopoguerra, in qualità di redattore della rivista "Novyj Mir", favorisce la pubblicazione del manoscritto di Viktor Nekrasov V okopach Stalingrada (In fondo alle trincee di Stalingrado, 1946), raccomandandolo ad Aleksandr Tvardovskij. Autore di monografie dedicate a Tvardovskij e a Michail Isakovskij, insegna presso l'Istituto Letterario "Gor'kij". I suoi principali interventi critici sono raccolti nel volume Ljudi i knigi (Uomini e libri, 1950).
Bibliografia: V.B. Aleksandrov, Ljudi i knigi. Sbornik statej, Moskva, Sovetskij pisatel', 1950; V.B. Keller, Poèzija Anny Achmatovoj, "Ogni", 5.05.1919; V.B. Keller, Igra. Kniga stichov, Krasnodar, Burevestnik, 1922; Aleksandrov, in Kratkaja literaturnaja ènciklopedija, A. Surkov (gl. red.), tt. 1-9, Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1962-1978, t. 1, Moskva, 1962, coll. 141-142; Id., Andrej Planotov, "Zori. Al'manach", 1922, n. 1, pp. 34-36; O.G. Lasunskij, Žitel' rodnogo goroda: Voronežskie gody Andreja Platonova, 1899-1926, Voronež, Centr duchovnogo vozroždenija Černozemnogo kraja, 2007; E. Antonova, Okruženie Andreja Platonova: Vladimir Keller, "Iz istorii Voronežskogo kraja", 2016, vyp. 23, pp. 117-132.
Ilaria Aletto, Maria Zavyalova
Data del paratesto: 1937
Direttive paratesto:
- D051 - Zaprosy junych čitatelej [LINK]
- D053 - Istoričeskij roman na Zapade [LINK]
- D066 - V komissii kritikov zapadnych literatur [LINK]
- D079 - Obsuždaem tematičeskij plan Goslitizdata [LINK]
- D099 - Za socialističeskij istoričeskij roman [LINK]
- D178 - Istoričeskij roman. I. Klassičeskaja forma istoričeskogo romana (di G. Lukács) [LINK]
- D179 - Istoričeskij roman. 2. Istoričeskij roman i istoričeskaja drama (di G. Lukács) [LINK]
- D180 - Istoričeskij roman i istoričeskaja drama [3] (di G. Lukács) [LINK]
- D183 - Istoričeskij roman i krizis buržuaznogo realizma (okončanie) (di G. Lukács) [LINK]
- D185 - Sovremennyj buržuazno-demokratičeskij gumanizm i istoričeskij roman (okončanie) (di G. Lukács) [LINK]
- D085 - Iz vystuplenija tovarišča Steckogo na plenume SSP [LINK]
- D086 - Puti i zadači sovetskoj dramaturgii (di A. Lunačarskij) [LINK]
- D087 - "Bol'še šekspirizirovat'" (di S. Dinamov) [LINK]
- D090 - Iz vystuplenija na Vtorom plenume Orgkomiteta (di V. Kiršon) [LINK]
- D094 - Diskussija o socialističeskom realizme [LINK]
- D032 - Rol' pisatelej v izbiratel'noj kompanii [LINK]
- D060 - Antireligioznye stichi Majakovskogo [LINK]
- D061 - Deficitnaja literatura. O massovoj chudožestevnnoj antireligioznoj knige [LINK]
- D021 - "Naši blizajšie zadači". Vstupitel'noe slovo tovarišča Stavskogo na soveščanii oboronnyh pisatelej 17 fevralja (di V. Stavskij) [LINK]
- D023 - Novatory (di N. Plisko) [LINK]
- D026 - Sovetskij poet – političeskij boec (di V. Lugoskoj) [LINK]
- D035 - Večno živoj [LINK]
- D036 - Da zdravstvuet solnce, da skroetsja t'ma! (Discorso di V. Komarov, presidente dell'Accademia delle Scienze dell'URSS) [LINK]
- D037 - Puškinskoe nasledstvo (Discorso di A. Bubnov) [LINK]
- D038 - Mirovozzrenie Puškina (Discorso di V. Kirpotin) [LINK]
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Titolo dell'opera originale tradotta in russo: I Promessi sposi
Data dell'opera originale: 1842
Paese dell'opera originale: Italia
Nome autore del testo originale: Manzoni Alessandro
Profilo autore del testo originale:
Manzoni Alessandro (Milano, 1785 - Milano, 1873). Scrittore, poeta, drammaturgo e senatore del Regno d'Italia. Gettò le basi del romanzo storico italiano e riformò il teatro abolendo la regola aristotelica delle tre unità.
In gioventù fu influenzato dai poeti neoclassici illuministi e frequentò le lezioni di Vincenzo Monti; durante i soggiorni parigini si appassionò alle idee di Voltaire, al sensismo e al Romanticismo, prendendo progressivamente le distanze dal razionalismo. Nel 1810, dopo una profonda crisi spirituale, visse una conversione al cattolicesimo, intorno alla quale la critica ha poi costruito una vera e propria leggenda agiografica.
Nel periodo compreso tra il 1812 e il 1827, il cosiddetto "quindicennio creativo", Manzoni sperimentò vari generi letterari: poesia sacra e civile, tragedie, saggi e infine il primo grande romanzo della letteratura italiana, I promessi sposi (il cui titolo originario fu Fermo e Lucia, poi Renzo e Lucia) la cui edizione definitiva vide la luce solo nel 1840.
Nel 1860 lo scrittore fu nominato senatore del Regno di Sardegna; nel 1872 ottenne la cittadinanza onoraria di Roma.
Bibliografia: P. Floriani, Manzoni, Alessandro, in Dizionario Biografico degli Italiani, Roma, 2007, vol. 69; Bibliografia manzoniana (1949-1973), a cura di S. Brusamolino Isella, S. Usuelli Castellani, Milano, 1974; Bibliografia manzoniana (1980-1995), a cura di M.G. De Robertis, Milano, 1998; https://projects.dharc.unibo.it/leggomanzoni/.
Kristina Landa
Categoria autore: Autore classico
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Titolo traduzione russa del testo originale: Obručennye. Povest' iz istorii Milana XVII veka
Collocazione traduzione: Moskva-Leningrad – Academia
Nome traduttore: Šitc Ivan Ivanovič
Profilo traduttore:
Šitc Ivan Ivanovič (Tambov, 1874 - Mosca, 1942). Storico e docente, specialista di storia antica e moderna e di architettura religiosa russa.
Nei primi anni del Novecento insegnò storia nei ginnasi femminili di Mosca. Dopo la rivoluzione d'Ottobre, durante gli anni Venti e Trenta, lavorò presso l'Istituto Bibliografico Russo "Granat", curando e pubblicando voci dedicate alla storia antica e medievale per l'omonima enciclopedia.
Nel 1933 fu arrestato e rilasciato dopo alcuni mesi. È noto anche per i diari, estremamente critici verso il potere sovietico, pubblicati solo nel periodo della perestrojka.
Bibliografia: I. Šitc, Dnevnik "Velikogo pereloma" (mart 1928 - avgust 1931), Paris, YMCA-press, 1991; S. Belov, "Brat'ja Granat", Moskva, Kniga, 1982, p. 43; https://corpus.prozhito.org/person/80; IRLI RAN. F. 33, op. 2, ed.chr. 157.
Kristina Landa
Curatore dell'edizione della traduzione: N/A
Data dell'edizione della traduzione russa: 1936
Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":
Ripresa dei concetti di Dživelegov; cfr. le direttive: D085, D086, D087, D090, D094, D032, D060, D061
La recensione di Aleksandrov è estremamente positiva e riprende alcuni nuclei concettuali dell’articolo di Dživelegov: “il romanticismo di Manzoni non è altro che realismo”; “Manzoni, effettivamente, era un uomo religioso; tuttavia […] il suo cattolicesimo aveva un carattere specifico, essendo molto lontano, ad esempio, dall’oscurantismo di un Joseph de Maistre; inoltre… Manzoni patriota e Manzoni artista realista […] sconfiggono Manzoni cattolico credente”.
La strategia antireligiosa di Aleksandrov e la polemica implicita con la posizione etica di Lev Tolstoj
Tuttavia, il critico ritrae l’opera manzoniana con tinte ideologicamente ancora più marcate. Mentre la strategia di Dživelegov consiste nel distogliere l’attenzione del lettore dai temi religiosi presenti nel romanzo, quella di Aleksandrov è, al contrario, di mettere in evidenza la satira antireligiosa di cui sarebbero intrisi I promessi sposi.
Innanzitutto, quella che in Dživelegov era “la consuetudine pacata e serena” si trasforma, nella lettura di Aleksandrov, in “pagine degne della penna di un mangiapreti”, dedicate alla figura di don Abbondio e di suor Gertrude. In secondo luogo, sebbene “la morale del perdono e della non resistenza” al male affiori occasionalmente nel testo, essa verrebbe in realtà “neutralizzata da elementi di maggior forza”. Infine, a differenza dei nobili letterati rivoluzionari, “terribilmente lontani dal popolo”, Manzoni sceglie come protagonisti proprio i rappresentanti delle “classi oppresse”, degli “operai” da lui percepiti come persone affini.
Confronti tra Manzoni e gli autori classici russi (somiglianza a Puškin, polemica esplicita con Dostoevskij) – D021, D023, D026, D035, D036, D037, D038
È doveroso notare come Aleksandrov, nel caratterizzare sia il linguaggio che l’impegno sociale del romanzo, non parli solo di Manzoni, ma istituisca un parallelo con Puškin: “In tale contesto storico un ruolo importante appartiene al carattere popolare (narodnost’) e democratico (demokratizm) dell’arte di Puškin e di Manzoni”. Al contrario, il critico oppone il romanzo manzoniano a quelli dostoevskiani: “Manzoni non è Dostoevskij; egli parla delle sofferenze e della morte […] non per tormentare il lettore con una pietà inutile […] bensì per mostrare […] altro: la vitalità, la lotta per una vita nuova che supera la morte e le sofferenze”.
Kristina Landa