Opasnye svjazi Š. De Laklo [P009]
Collocazione paratesto: Bollettino bibliografico per le biblioteche nazionali – pp. 45-46
Tipologia di paratesto: Recensione
Autore del paratesto: Nome autore paratesto: non disponibile
Data del paratesto: 1930
Direttive paratesto:
Titolo dell'opera originale tradotta in russo: Les liaisons dangereuses
Data dell'opera originale: 1782
Paese dell'opera originale: Francia
Nome autore del testo originale: Laclos Pierre-Ambroise-François Choderlos De
Profilo autore del testo originale:
Scrittore francese, nato ad Amiens il 18 ottobre 1741, morto a Taranto il 5 settembre 1803. Di famiglia di nobiltà recente, persegue la carriera militare e diventa un eccellente ufficiale d'artiglieria; segretario di Filippo d'Orléans, durante gli eventi della Rivoluzione francese parteggia per la sua fazione contro il ramo primogenito dei Borboni, per passare in seguito dalla parte dei repubblicani. Imprigionato due volte durante gli anni rivoluzionari, riesce ad evitare la ghigliottina anche grazie alla sua abilità di artigliere. Rientra in servizio sotto Napoleone. Fu autore del romanzo epistolare Les liaisons dangereuses, il "romanzo libertino per eccellenza" secondo la definizione di Laurent Versini, opera che illustrò i costumi licenziosi della nobiltà ancien régime dando vita alla diabolica coppia letteraria Visconte di Valmont - Madame de Merteuil; il romanzo fece scalpore immediatamente (spesso fu letto dai contemporanei come un’opera à clé) e fu condannato in Francia per immoralità dal 1823 al 1825, pur conoscendo numerosissime edizioni per tutto il XIX secolo. Libro fondamentale per la futura letteratura francese, da Stendhal a Beaudelaire, sino a Marcel Proust, quest’opera rimane l’unico autentico successo letterario di Laclos, che fu autore anche del saggio Essai sur l'éducation des femmes (1786) pubblicato per la prima volta solo nel 1908.
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Titolo traduzione russa del testo originale: Opasnye svjazi
Collocazione traduzione: Moskva – Federacija
Nome traduttore: Natal'ja Davydovna Èfros
Profilo traduttore: Natal'ja Davydovna Èfros (nata Gal'perina), moglie di Abram Èfros. Nasce vicino a Voronež nel 1889, muore a Mosca nel 1989. Nel 1916 si laurea in Storia presso l’Università di Mosca, e già da studentessa esegue delle traduzioni letterarie dal francese, sino a divenire traduttrice professionista. A questa attività affiancherà a partire dagli anni Venti anche il lavoro di insegnante presso diversi enti ed istituti sovietici; dalla fine degli anni Venti svolge una intensa attività editoriale, lavorando come redattrice per "Literaturnoe nasledstvo" (1933-1941). Durante la guerra segue dei corsi di infermieristica, viene poi evacuata in Uzbekistan. Torna a Mosca nel 1943, dove riprende il lavoro editoriale (1946-78, nella redazione di "Literaturnoe nasledstvo"), dal ’45 anche presso il Sovinformbjuro. Dal 1954 al 1978 lavora per l’Institut mirovoj literatury. Riprende anche l’attività di traduttrice letteraria (traduce Victor Hugo e Anatole France); negli anni ’70 scrive un libro di memorie sul marito A.M. Èfros, ripubblicato nel 2018 con i titolo Vospominanija raznych let (Moskva, Novyj chronograf).
Curatore dell'edizione della traduzione: Èfros Abram Markovič
Data dell'edizione della traduzione russa: 1930
Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":
Nel bollettino bibliografico si parla del romanzo di Laclos come di un “romanzo epistolare, psicologico, che descrive i costumi della aristocrazia francese alla vigilia della grande Rivoluzione”. Segue una breve descrizione della trama, incentrata sulla coppia Valmont/Merteuil. In questa breve nota si asserisce che “Le qualità artistiche del libro sono tutt’ora rilevanti nella raffigurazione della profonda decadenza morale e nel vuoto interiore di una classe sociale condannata ad essere di lì a poco annientata”. È interessante la chiusa moralista, che ricalca in qualche modo le considerazioni di Lunačarskij e Tichonov nel bollettino dei comitati di redazione della casa editrice Academia, si legge infatti in questa recensione bibliografica: “Per il grande pubblico (l’ampia massa dei lettori) alcune scene e passi del libro possono apparire pericolosi a causa di un erotismo esplicito e frivolo. Ha senso che il libro venga dunque inviato solo alle biblioteche più importanti, che abbiano un comprovato contingente di lettori qualificati” (pp. 45-46).
Alessandra Carbone