Titolo paratesto [Codice paratesto]:

Osada Florencii i roman Gveracci [P081]

Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":

Lo studioso esordisce descrivendo l’evento centrale del romanzo di Guerrazzi, ovvero la caduta della Repubblica di Firenze nel 1530, che a suo avviso avrebbe costituito una svolta tragica nella storia dell’umanità, poiché segnò la vittoria economica e politica della reazione feudale sulla borghesia italiana. Prima di essere sconfitta, Firenze lottò con grande fervore e coraggio, mettendo in pratica i precetti di Machiavelli e ispirandosi all’ardore di Savonarola (il critico scrive qui con ammirazione di queste due figure controverse). Dživelegov aggiunge che le ricerche storiche più recenti dimostrano come in quella lotta fiorentina fosse anticipata l’esperienza della politica rivoluzionaria, “il primo germoglio di un grande albero dell’uguaglianza”.

Dopo aver fornito un’ampia descrizione della situazione politica ed economica della Firenze medicea durante l’assedio, il critico osserva che l’aspetto più interessante della lotta dei fiorentini fu un entusiasmo invincibile, che caratterizzava gli abitanti della città assediata, consapevoli della necessità di difendere la repubblica e pronti a combattere fino alla fine contro i controrivoluzionari, sacrificando ogni cosa (qui, senza richiamare esplicitamente alcuna direttiva, Dživelegov di fatto interpreta gli eventi della Firenze cinquecentesca attraverso la lente della guerra civile russa, adoperando per descriverli la stessa terminologia e la stessa retorica – “perseguire uno scopo puro e disinteressato” ecc. – utilizzate nella propaganda della lotta controrivoluzionaria. Anticipa inoltre la retorica che descriverà l’impresa eroica di Leningrado negli anni Quaranta. Da notare soprattutto come lo studioso sottolinei il fatto che nessuno dei cittadini si lamentasse pur nutrendosi di gatti e topi, e che la vita quotidiana e culturale nella città assediata continuasse come al solito).

Dživelegov parla inoltre della trasformazione di mercanti e artigiani egoisti in patrioti e rivoluzionari ferventi, per dimostrare che il degrado etico di cui gli storici del passato scrivevano in riferimento al Rinascimento italiano era tipico solo del periodo delle tirannie, mentre in quello delle repubbliche, tra il popolo, non si era ancora manifestato. I tiranni contribuirono economicamente allo sviluppo della cultura rinascimentale e, al contempo, al degrado morale della società italiana, in particolare di quello dell’intelligencija, mantenuta dai ricchi borghesi. Tuttavia, gli artigiani, gli operai e i piccoli borghesi, che avevano contribuito solo passivamente alla famosa cultura rinascimentale, conservarono il loro spirito integro, l’amore per la patria e lo slancio verso la libertà.
Erano persone semplici e prive di istruzione, ma politicamente più utili dei ricchi istruiti; in particolare, nel 1530, trascurando i precetti religiosi, non ebbero remore a confiscare alla Chiesa i tesori che potevano servire alla causa della difesa (qui, sebbene lo studioso paragoni questi eventi alle azioni della Comune di Parigi, è nuovamente possibile scorgere un evidente riferimento alla propaganda antireligiosa che giustificava la confisca dei beni ecclesiastici dopo la rivoluzione d’Ottobre).

Dživelegov sostiene che non solo il nucleo della popolazione fiorentina fosse moralmente sano e pronto al sacrificio, ma che la sua forza morale ispirasse persino l’alta borghesia, risvegliandovi i migliori sentimenti umani.

Confrontando la situazione della Firenze rinascimentale con quella dell’epoca dello scrittore, lo studioso mostra come la borghesia italiana del tempo di Guerrazzi fosse molto più lacerata dai conflitti di classe e molto più divisa al suo interno; i ricchi borghesi cercavano infatti compromessi con il potere austriaco, mentre i piccoli borghesi possedevano uno spirito molto più rivoluzionario. La letteratura italiana tra gli anni Venti e Quaranta dell’Ottocento divenne, secondo lo studioso, un vero e proprio strumento politico, come raramente era avvenuto nella storia; un ruolo particolare nella propaganda antiaustriaca spettò al romanzo storico.

Guerrazzi, tipico esponente della piccola borghesia, dapprima ispirato da idee rivoluzionarie e legato a Mazzini, dopo essere diventato dittatore della Toscana, passò su posizioni di destra, iniziando a combattere contro gli operai rivoluzionari e adottando una politica borghese. Sebbene la sua attività politica fosse deludente, il suo romanzo sulla Firenze del Cinquecento divenne una fonte d’ispirazione per la piccola borghesia e per l’intelligenzia borghese del Risorgimento. Il tono profetico del romanzo e la sua retorica politica lo rendevano meno avvincente delle opere di Scott o Manzoni, ma erano più che funzionali alla propaganda patriottica del tempo. La portata epica del libro, i ritratti dei personaggi e la capacità di descrivere con efficacia complessi eventi storici rappresentano comunque doti notevoli per un romanziere.

Kristina Landa

Collocazione paratesto: Osada Florencii. Istoričeskij roman - Moskva-Leningrad - Academia - t. 1 - pp. 9-43

Tipologia di paratesto: Prefazione

Autore del paratesto: Dživelegov Aleksej Karpovič

Profilo autore del paratesto: Dživelegov Aleksej Karpovič (1975, Nachičevan'-na-Donu -1952, Mosca) - esperto di storia e letteratura del Rinascimento e del teatro italiano, autore della prima monografia sovietica su Dante, che negli anni Trenta e Quaranta viene considerato lo studioso più autorevole nell'ambito dell'italianistica in URSS e fino al 1937 dirige la collana di letteratura italiana presso Academia. Prima della rivoluzione d'Ottobre fu membro del partito democratico-costituzionale; anche nella Russia zarista applicò l'approccio storico e sociologico allo studio delle opere letterarie. Nel periodo staliniano applica il metodo marxista, anche se non la sua analisi non si riduce mai a quella del metodo "sociologico volgare". Il talento di Dživelegov di comporre ""le prefazioni sociologiche"" venne riconosciuto, in particolare, dal traduttore Michail Lozinskij che chiese allo studioso di corredare la sua traduzione della Vita di Cellini da una prefazione dettagliata.

Bibliografia: M. Andreev, A.K. Dživelegov, in Id., Literatura Italii. Temy i personaži, Moskva, RGGU, 2008, pp. 308-318; RGALI. F. 2032. Dživelegov A.K.

Kristina Landa

Data del paratesto: 1934

Author image:

Titolo dell'opera originale tradotta in russo: L'assedio di Firenze

Data dell'opera originale: 1836

Paese dell'opera originale: Italia

Nome autore del testo originale: Guerrazzi Francesco Domenico

Profilo autore del testo originale: Guerrazzi Francesco Domenico (Livorno, 1804 - Cecina, 1873). Politico e scrittore del Risorgimento. Fervido sostenitore dei principi repubblicani, nel 1828 fondò il periodico politico-letterario "L'Indicatore Livornese", che diresse, insieme a Carlo Bini, fino al 1830. Nominato accademico della Labronica, importante istituto culturale livornese, fu costretto a un breve esilio per le sue simpatie verso l'esercito napoleonico.
Rientrato in patria, nel 1831 aderì alla Giovine Italia di Mazzini; venne per questo incarcerato due volte e, dopo il rilascio, abbandonò temporaneamente l'attività politica per dedicarsi all'educazione dei nipoti orfani. Nel 1847 fu tra gli ispiratori dei moti rivoluzionari livornesi; dopo un ulteriore arresto incontrò Vincenzo Gioberti, tentando di conciliare il proprio programma politico con quello mazziniano.
Nel 1848 fu eletto deputato e in seguito ministro dell'Interno. Assumendo poteri dittatoriali nel 1849, si oppose all'annessione di Livorno allo Stato Romano e all'invasione austriaca; nel 1853 fu condannato a quindici anni di reclusione, pena commutata in esilio in Corsica. Nel 1856 fuggì dall'isola per rifugiarsi a Genova, dove rimase fino al 1862. Nel 1861 fu eletto deputato al Parlamento del Regno d'Italia, mantenendo il seggio fino al 1870 e spostando progressivamente le sue posizioni dal radicalismo al repubblicanesimo.
Parallelamente all'impegno politico, portò avanti un'intensa produzione letteraria. Le sue opere più celebri, i romanzi storici La battaglia di Benevento (1827) e L'assedio di Firenze (1836), conobbero numerose ristampe.

Bibliografia: Z. Ciuffoletti, Guerrazzi, Francesco Domenico, in Dizionario Biografico degli Italiani, Roma, 2003, vol. 60; T. Scappaticci, Un intellettuale dell'Ottocento romantico: Francesco Domenico Guerrazzi, Ravenna, 1978; D. Tomasello, Il romanziere è panteista: ideologia e stile nella prosa di Francesco Domenico Guerazzi, Roma, 1998.

Kristina Landa

Categoria autore: Autore classico

Author image:

Titolo traduzione russa del testo originale: Osada Florencii. Istoričeskij roman

Collocazione traduzione: Moskva-Leningrad – Academia - t. 1

Nome traduttore: Ger'e Sof'ja Vladimirovna

Profilo traduttore: Ger'e Sof'ja Vladimirovna (Staryj Kurlak, 1878 - Mosca, 1956). Traduttrice, filologa, poliglotta (italiano, francese, inglese, tedesco) e autrice di un dizionario russo-italiano.
Nei primi anni del Novecento trascorse lunghi periodi in Italia e si laureò all'Università di Genova nel 1913, per poi rientrare a Mosca. Figlia dello storico Vladimir Ivanovič Ger'e, fu presidente della Società Teosofica di Mosca prima della rivoluzione e, a partire dagli anni Venti, fu capo della Società Teosofica Russa.
Tra il 1918 e il 1919 insegnò lingua italiana presso l'Istituto Statale Pedagogico di Mosca e, dal 1919 al 1925, presso la Facoltà di Storia e Filologia dell'Università Statale di Mosca. Nel 1923 fu inviata in missione di studio a Firenze. Dal 1925 abbandonò l'insegnamento, si trasferì a Tarusa e si dedicò interamente alla traduzione per case editrici quali Academia, Goslitizdat e Detizdat. Dal 1943 al 1951 riprese a insegnare presso l'Istituto Statale Pedagogico di Mosca.
Nel 1933 l'accademico Matvej Rozanov la definì una brillante esperta di filologia italiana, di letteratura e cultura italiana, nonché una delle migliori traduttrici dei classici europei.

Bibliografia: https://arch2.iofe.center/person/9709; https://mpgu.su/novosti/stranicy-istorii-mpgu-sudba-i-vremja-lichnoe-delo-sofii-gere/; Е Gercyk, Vospominanija, Moskva, Moskovskij rabočij, 1996, pp. 268-273, Moskovskij Gosudarstvennyj Pedagogičeskij Institut. Otdel kadrov. Op. 1951, №22b. Delo № "G". Ger'e Sof'ja Vladimirovna; RGALI. F. 2432, op. 1, ed.chr. 452; F. 571, op. 1, ed.chr. 513; f. 2032, op. 1, ed.chr. 213.

Kristina Landa

Curatore dell'edizione della traduzione: Dživelegov Aleksej Karpovič

Data dell'edizione della traduzione russa: 1934

Nuova ricerca
  • Paese dell'opera originale