Titolo paratesto [Codice paratesto]:

Ot redakcii [P058]

Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":

Un genere letterario popolare antireligioso

Le novelle italiane presenti in questo volume si rivolgono contro la frode della chiesa, contro l’ignoranza, l’ipocrisia, l’avidità e la lussuria dei monaci, nonché contro il giogo spirituale del cattolicesimo. L’odio popolare verso tali parassiti trovò espressione anche nella narrativa novellistica.

Giustificazione di una satira non esplicita

Non vi è una satira apertamente dichiarata, poiché nell’epoca del dominio ecclesiastico sarebbe stato troppo pericoloso attaccare direttamente l’istituzione. Pertanto, i novellisti utilizzarono il riso come un’arma. Tuttavia, nel deridere i monaci, gli autori prendevano di mira, seppur con cautela, anche i dogmi religiosi. In effetti, essi cercavano di rivelare ai credenti i danni derivanti da una fede cieca.

Conflitto tra la borghesia e la chiesa

Gli autori miravano a sminuire l’autorità della chiesa nel momento in cui la borghesia emergente entrava in conflitto con l’istituzione ecclesiastica, centro internazionale del sistema feudale.

Attualità della propaganda rinascimentale

Queste novelle conservano ancora oggi una forte attualità come strumento di propaganda antireligiosa, poiché, sebbene i preti operino oggi in forme più subdole, l’essenza della loro azione rimane fondamentalmente immutata.

Kristina Landa

Collocazione paratesto: Antireligioznye novelly èpochi Vozroždenija (XIV - XVI vv.) - Moskva - Gosudarstvennoe antireligioznoe izdatel'stvo - pp. 3-4

Tipologia di paratesto: Prefazione

Autore del paratesto: Višnevskaja Elizaveta Davydovna

Profilo autore del paratesto: N/A

Data del paratesto: 1939

Titolo dell'opera originale tradotta in russo: Decameron (1); Trecentonovelle (2); Facetiae (3); Novellette ed esempi morali (4); Novellino (5); Novelle (6); Novelle (7); Testamento (8) [novelle scelte]

Data dell'opera originale: 1349-1354; 1370 (1); 1392-1400; 1726 (2); 1438-1453 (3); 1868 ['400] (4); 1476 (5); 1554; 1573 (6); 1551 (7); 1525 [8]

Paese dell'opera originale: Italia

Nome autore del testo originale: Boccaccio Giovanni (1); Sacchetti Franco (2); Bracciolini Poggio (3); San Bernardino da Siena (4); Masuccio Salernitano (5); Matteo Bandello (6); Girolamo Parabosco (7); Agnolo Firenzuola (8)

Profilo autore del testo originale: Boccaccio Giovanni (Certaldo/Firenze, 1313 - Certaldo, 1375). Scrittore, una delle tre "corone" della letteratura italiana insieme a Dante e Petrarca. Figlio di un mercante, fu inviato dal padre a Napoli per studiare affari e diritto canonico; nella città partenopea si dedicò invece alla letteratura, frequentando la corte di Roberto d'Angiò e componendo opere quali La caccia di Diana, Filocolo, Filostrato e Teseida.
Rientrato a Firenze, proseguì gli studi poetici, che culminarono nella stesura del Decameron (1349-1353). A quest'opera fecero da antecedenti altre composizioni come il Ninfale d'Ameto, l'Amorosa visione, l'Elegia di madonna Fiammetta e il Ninfale fiesolano. Parallelamente, Boccaccio continuò a comporre Rime per tutta la vita.
Ricoprì inoltre vari incarichi diplomatici di prestigio per conto del Comune di Firenze presso diverse corti, tra cui quella di papa Innocenzo VI ad Avignone. Nel 1350, a Firenze, incontrò Petrarca, di cui poco prima aveva scritto una biografia e di cui divenne amico e discepolo.
Una profonda crisi spirituale e intellettuale, maturata sotto l'influenza di Petrarca, segnò l'ultima fase della sua produzione letteraria. A questo periodo appartiene il Corbaccio; in seguito, l'autore abbandonò quasi del tutto la scrittura in volgare per dedicarsi a opere dotte in latino, tra cui il Buccolicum carmen, la Genealogia deorum gentilium, il De casibus virorum illustrium, il De mulieribus claris e il De montibus, silvis, fontibus, lacubus, fluminibus, stagnis seu paludibus, et de nominibus maris. Risalgono alla fase tarda anche gli scritti danteschi in volgare: il Trattatello in laude di Dante e il Commento alla Divina Commedia.
Nel 1373 Boccaccio tenne la prima Lectura Dantis della storia, rivolta a un pubblico ampio, ma la interruppe al canto XVII dell'Inferno, scoraggiato dalle critiche di quanti lo rimproveravano per aver volgarizzato i concetti elevati del sommo poeta.

Bibliografia: N. Sapegno, Boccaccio Giovanni, in Dizionario Biografico degli Italiani, Roma, 1968, vol. 10; V. Branca, Giovanni Boccaccio. Profilo biografico, Firenze, 1997; M. Fiorilla, I. Iocca, Boccaccio, Roma, 2021.

Kristina Landa

Categoria autore: Autore

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Titolo traduzione russa del testo originale: Antireligioznye novelly èpochi Vozroždenija (XIV – XVI vv.)

Collocazione traduzione: Moskva – Gosudarstvennoe antireligioznoe izdatel'stvo

Nome traduttore: N/A

Profilo traduttore: N/A

Curatore dell'edizione della traduzione: Višnevskaja Elizaveta Davydovna

Data dell'edizione della traduzione russa: 1939

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