Ot redakcii [P089]
Collocazione paratesto: Izbrannye stichi - Moskva - GICHL - pp. 3-16
Tipologia di paratesto: Prefazione
Autore del paratesto: N/A
Profilo autore del paratesto: N/A
Data del paratesto: 1950
Direttive paratesto:
- D214 - XI Plenum pravlenija Sojuza sovetskich pisatelej SSSR. Sovetskaja literatura posle postanovlenija CK VKP (b) ot 14 avgusta 1946 goda o žurnalach "Zvezda" i "Leningrad". Doklad general'nogo sekretarja SSP SSSR tovarišča A. Fadeeva [LINK]
- D215 - Ukrepljat' i razvivat' lučšie nacional'nye tradicii [LINK]
- D216 - Italija nakanune vyborov [LINK]
- D217 - Ljubov' k Rodine, nenavist' k kosmopolitam! [LINK]
Titolo dell'opera originale tradotta in russo: [Poesie scelte]
Data dell'opera originale: 1871-1880
Paese dell'opera originale: Italia
Nome autore del testo originale: Carducci Giosuè
Profilo autore del testo originale:
Carducci Giosuè (Val di Castello, 1835 - Bologna, 1907). Poeta, erudito, critico e storico della letteratura. Nel 1858 prese parte alla polemica di stampo moralista e nazionalista contro i romantici; dello stesso anno è la prima edizione delle sue Rime. Nelle liriche del 1859 celebrò le prime tappe del processo di unificazione nazionale. Nel 1860 ottenne la cattedra di Letteratura Italiana presso l'Università di Bologna, che mantenne fino al 1903. In questo periodo lavorò all'edizione del Poliziano volgare (1863), alla raccolta dei canti carnascialeschi (1864), a indagini su figure quali san Francesco, Brunetto Latini, Guido Cavalcanti, Matteo Frescobaldi e Dante, nonché ai discorsi Dello svolgimento della letteratura nazionale (1868-71).
Mentre in gioventù aderì al programma di unità nazionale sostenendo la monarchia sabauda, col tempo si avvicinò a forme più radicali di giacobinismo e populismo. A partire dal 1862 la sua poesia si aprì con crescente impegno a tematiche sociali e politiche. Divenne noto per il suo acceso anticlericalismo e l'avversione al governo moderato; dopo il 1870 la sua fama poetica si consolidò con la pubblicazione de Le Primavere elleniche (1872) e de Le nuove poesie (1873). Nel 1890 fu nominato senatore, nel 1897 divenne socio nazionale dell'Accademia dei Lincei e nel 1906 vinse il premio Nobel per la letteratura.
L'ordine delle raccolte poetiche, stabilito dallo stesso Carducci e considerato canonico dalla critica, è il seguente: Juvenilia (1850-60); Levia Gravia (1861-71); A Satana; Giambi ed epodi (1867-79); Intermezzo (1874-1887); Rime nuove in nove libri (1861-1887); Odi barbare in due libri (1873-1889); Rime e ritmi (1889-1898); Della Canzone di Legnano, parte I, Il Parlamento (1879). I Giambi ed epodi raccolgono aspre invettive politico-morali contro il tradimento, da parte dell'Italia post-unitaria, della tradizione eroica risorgimentale; nelle raccolte successive Carducci torna invece a motivi sentimentali ispirati ai modelli danteschi e petrarcheschi.
Bibliografia: M. Scotti, Carducci Giosuè, in Dizionario Biografico degli Italiani, Roma, 1977, vol. 20, anche per la bibliografia.
Kristina Landa
Categoria autore: Autore classico
Titolo traduzione russa del testo originale: Izbrannye stichi
Collocazione traduzione: Moskva – GICHL
Nome traduttore: Postupal'skij Igor' Stefanovič
Profilo traduttore:
Postupal'skij Igor' Stefanovič (1907 - 1990). Scrittore, traduttore, storico di letteratura, critico letterario. Iniziò a pubblicare traduzioni e recensioni a partire dagli anni Venti. Tradusse dal latino, francese, italiano, ucraino, bielorusso, armeno verso il russo e dal russo verso il polacco; frequentava la cerchia di Anna Achmatova e Osip Mandel'štam, era in contatto con Aleksandr Dejč, Sergej Šervinskij, Konstantin Paustovskij. Nel 1936 fu arrestato con l'accusa di aver creato un'organizzazione clandestina dei terroristi ucraini e mandato al Gulag di Kolyma (nel lager Vtoraja rečka incontrò anche Mandel'štam), dopo la Seconda guerra mondiale fu liberato. Autore dei saggi dedicati alle opere di Valerij Brjusov, Velimir Chlebnikov, David Burljuk e delle memorie su Osip Mandel'štam. Tra gli anni Sessanta e Ottanta insieme a Nikolaj Balašov preparò le edizioni russe di Charles Baudelaire, Arthur Rimbaud e José-Maria de Hérédia per la casa editrice Nauka nella collana "Literaturnye pamjatniki".
Bibliografia: T. Nikol'skaja, Postupal'skij, Igor' Stefanovič, in Kratkaja literaturnaja ènciklopedija, a cura di A. Surkov, Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1968, t. 5, stb. 909-910; https://www.vekperevoda.com/1900/ipostupalskij.htm; https://gmik.ru/2017/02/28/korrespondentyi-k-e-tsiolkovskogo-imena-i-sudbyi-igor-postupalskiy-2/; https://www.alexanderyakovlev.org/almanah/inside/almanah-doc/58224; CA FSB RF. F. 3, op. 3, d. 121, pp. 61-69; RGALI. F. 1160, op. 1, ed.chr. 414; f. 379, op. 6, ed.chr. 326; f. 1364, op. 3, ed.chr. 341.
Kristina Landa
Curatore dell'edizione della traduzione: N/A
Data dell'edizione della traduzione russa: 1950
Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":
Anticlericalismo e vicinanza al popolo
L’autore della prefazione sottolinea lo spirito anticlericale di Carducci, attribuendone il primo merito alla madre del poeta, “donna istruita e progressista”. Descrive il funerale del poeta, a cui parteciparono “oltre duecentomila persone”, per dimostrare il profondo legame di Carducci con il popolo.
Posizione politica
Un aspetto importante della biografia del poeta è, per il critico, la sua attività politica in quanto repubblicano, attività che Carducci “aveva sempre considerato come la cosa più importante per studiosi e letterati”.
L’autore polemizza con i critici e i biografi occidentali di Carducci sulla loro narrazione di una “riconciliazione” del poeta con la monarchia in versione liberale, spiegando come le sue espressioni di benevolenza verso la monarchia non costituissero un sistema compiuto di opinioni conservatrici, bensì casi isolati. Gli errori di Carducci sono simili a quelli di Garibaldi, figura alla quale il critico lo accosta. Richiama inoltre l’attenzione del lettore su un fatto “trascurato” dai biografi borghesi occidentali, ovvero la partecipazione di Carducci alla I Internazionale, e contrappone l’ostilità della critica borghese verso il poeta al favore riscosso da Carducci presso le masse operaie e la migliore intelligencija italiana.
Aspetti significativi delle sue opere
• Il critico mette in rilievo la posizione anticristiana di Carducci, definendolo “un fervente nemico non solo della Chiesa cattolica, ma anche del cristianesimo in generale”. La sensibilità materialista di Carducci si manifestò con la massima forza nell’Inno a Satana, dove la religione cristiana è raffigurata come nemica del progresso sia materiale sia spirituale dell’umanità.
• Il critico elogia il patriottismo rivoluzionario di Carducci, che celebra la lotta del popolo italiano contro i nemici della patria. L’idea della liberazione e dell’unità del Paese ispira la fase migliore della sua arte poetica; il suo patriottismo non degenera mai in un nazionalismo estremo.
• Il critico insiste sull’importanza della satira carducciana, rivolta contro il «falso patriottismo» degli oppressori borghesi del popolo italiano e dell’intelligencija mercenaria, i quali temevano i repubblicani garibaldini e ne ostacolavano le azioni.
• Il critico osserva che Carducci giustificava la violenza dettata dalla necessità rivoluzionaria.
• Il critico sottolinea il disprezzo di Carducci per ogni misticismo, formalismo, estetismo e per un linguaggio eccessivamente sofisticato, oscuro alle masse, sostenendo che il poeta optava sempre per una poesia socialmente impegnata. Sbagliano i critici occidentali che scorgono nelle ultime poesie di Carducci, composte sotto l’influenza dei classici, una rinuncia ai temi civili a favore dell’arte pura, poiché persino in quei versi ispirati a motivi antichi, Carducci rimane estraneo all’estetismo e al modernismo, essendo piuttosto attratto dai temi storici; mantiene sempre la fedeltà ai principi fondamentali della poesia rivoluzionaria.
L’attualità di Carducci per l’Italia di oggi
Carducci è pericoloso per i reazionari e gli oscurantisti occidentali di oggi così come per quelli del passato, poiché la sua arte non potrà mai essere piegata alle loro esigenze. Oggigiorno, allorché le potenze imperialiste e le cerchie reazionarie italiane da esse sostenute minacciano l’indipendenza nazionale e lo sviluppo democratico dell’Italia del dopoguerra, la poesia politica di Carducci appare “un’arma vecchia ma terribile” (Majakovskij), capace di ispirare i patrioti e i democratici italiani contemporanei.
Appropriazione sovietica
La poesia di Carducci fa parte del retaggio culturale dell’umanità progressista; pertanto, le sue opere più belle devono entrare a far parte del patrimonio del multinazionale popolo sovietico.
Kristina Landa