Titolo paratesto [Codice paratesto]:

Palomničestvo Čajld-Garol’da [P190]

Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":

Il contributo di Il’ja Fradkin è pubblicato sulla “Literaturnaja gazeta” del 27 gennaio 1938, in una pagina speciale dedicata al 150º anniversario della nascita di Byron, e si inserisce nel quadro delle celebrazioni ufficiali volte a rileggere il poeta inglese come classico della letteratura europea dotato di un potenziale storico-progressivo, attualizzabile nella prospettiva sovietica.
Fradkin nota che Childe Harold’s Pilgrimage, opera centrale della produzione byroniana, offre la rappresentazione più compiuta delle concezioni filosofiche e socio-politiche del poeta e della loro evoluzione nel tempo. Il poema viene letto come documento della crisi storica dell’aristocrazia europea e della disillusione prodotta dallo sviluppo capitalistico, in una prospettiva storico-ideologica che si colloca nel solco delle categorie allora affermatesi nella critica sovietica (si vedano, ad esempio, i saggi di Georg Lukács sul romanzo storico e sulla crisi del realismo borghese, D182; D183; D184; D185).
Secondo Fradkin, la formazione illuministica di Byron, nutrita delle idee dei philosophes francesi, conduce inevitabilmente allo scontro con le contraddizioni della società borghese emergente; da qui i motivi di stanchezza, malinconia e solitudine che attraversano Childe Harold e che si accordano con il clima della world sorrow, senza però risolversi in un ripiegamento individualistico. L’adesione di Byron agli ideali rivoluzionari e al pathos della libertà è invece interpretata come segno di una visione della storia ancora fondata sul conflitto e sull’azione collettiva, coerente con l’esigenza, ribadita dalla critica del periodo, di leggere i classici come forme storicamente determinate (cfr. D183).
L’episodio spagnolo del primo canto, legato alla guerra di liberazione contro l’intervento napoleonico, è valorizzato come prima manifestazione della solidarietà di Byron con i movimenti di emancipazione nazionale dei popoli oppressi; tale solidarietà trova conferma, sul piano biografico, nella partecipazione del poeta alla cospirazione dei Carbonari e nella morte in Grecia. In questa chiave, Childe Harold assume i tratti di un vero e proprio credo politico e può essere letto come testimonianza storica di un’epoca di transizione, secondo un modello interpretativo che privilegia il nesso fra individuo, classe e processo storico (cfr. D185).

Ilaria Aletto, Maria Zavyalova

Collocazione paratesto: "Literaturnaja gazeta" 005(712) (27/01) - p. 3

Tipologia di paratesto: Articolo celebrativo

Autore del paratesto: Fradkin Il’ja Moiseevič

Profilo autore del paratesto: Il'ja Moiseevič Fradkin (1914-1993), critico letterario e germanista, figura di primo piano nella mediazione culturale tra l'URSS e il mondo di lingua tedesca. Si laurea nel 1937 presso l'Istituto Pedagogico Statale di Mosca e avvia la propria carriera istituzionale presso la Società pan-unionista per le relazioni culturali con l'estero (VOKS), dove si occupa di scambi culturali e letterari.
La sua biografia intellettuale è profondamente segnata dall'esperienza bellica. Durante la Grande Guerra Patriottica combatte nell'Armata Rossa e, tra il 1945 e il 1947, presta servizio a Berlino con il grado di maggiore nell'ambito dell'Amministrazione Militare Sovietica in Germania (SVAG). In questo contesto lavora presso la Direzione della Propaganda ed è responsabile del settore teatrale.
Proprio a Berlino Fradkin svolge un ruolo di rilievo autorizzando la messa in scena di Mutter Courage und ihre Kinder (Madre Coraggio e i suoi figli, 1941) di Bertolt Brecht, superando le resistenze della censura che giudica l'opera eccessivamente pacifista e fatalista. Questo episodio segna l'inizio della sua lunga e sistematica dedizione allo studio dell'opera brechtiana, di cui diventa il principale studioso e traduttore in Unione Sovietica.
Sul piano accademico, dopo aver insegnato in istituti militari e pedagogici, nel 1957 entra come ricercatore presso l'Istituto di Letteratura Mondiale dell'Accademia delle Scienze dell'URSS (IMLI). La sua attività scientifica si concentra in particolare sulla letteratura tedesca contemporanea, sulla resistenza antifascista e sui problemi teorici del realismo socialista. Nel 1965 consegue il dottorato in filologia con la monografia Bertol't Brecht: put' i metod (Bertolt Brecht: percorso e metodo), che si afferma come testo di riferimento negli studi sovietici sul drammaturgo tedesco.
Membro dell'Unione degli Scrittori dell'URSS dal 1953, Fradkin riceve numerose onorificenze militari e civili, tra cui l'Ordine della Guerra Patriottica di II classe, l'Ordine della Stella Rossa e, nel 1982, il Premio di Stato "Fratelli Grimm" della Repubblica Democratica Tedesca.

Ilaria Aletto, Maria Zavyalova

Bibliografia
: I.M. Fradkin, Literatura novoj Germanii, Moskva, Sovetskij pisatel', 1959; I.M. Fradkin, Bertol't Brecht. Put' i metod, Moskva, Nauka, 1965; N.S. Pavlova, Fradkin Il'ja Moiseevič, in Kratkaja literaturnaja ènciklopedija, tt. 1-9, A. A. Surkov (gl. red.), Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1962-1978, t. 8, 1975, coll. 72-73.

Data del paratesto: 1938

Titolo dell'opera originale tradotta in russo: Childe Harold’s Pilgrimage

Data dell'opera originale: 1812-1818

Paese dell'opera originale: Regno Unito

Nome autore del testo originale: Byron George Gordon

Profilo autore del testo originale: George Noel Gordon Byron (Londra, 1788 - Missolungi, 1824), tra le voci più influenti del romanticismo europeo, esprime nella sua vita e nelle sue opere un'opposizione netta alle strutture sociali e politiche dell'Inghilterra della Restaurazione. Nato lord ma appartenente a un'aristocrazia economicamente impoverita, Byron visse un'infanzia e una giovinezza segnata dalle ristrettezze, contraddizioni che contribuirono ad alimentarne la vena polemica sin dagli anni di studi a Harrow e Cambridge. Queste premesse emergono nella satira English Bards and Scotch Reviewers (1808), in cui Byron denuncia il declino della letteratura britannica come sintomo di un malessere sociale profondo. La sua attività alla Camera dei Lord si distingue per un impegno civile concreto, che culmina nel celebre discorso del 1812 in difesa dei luddisti; si tratta di un atto di dissenso politico che lo isola dal mondo conservatore e che trova una declinazione poetica in An Ode to the Framers of the Frame Bill (1812). Con la pubblicazione di Childe Harold's Pilgrimage (1812-1818) e delle cosiddette 'poesie orientali' -- tra cui The Giaour (1813) e The Corsair (1814) -- Byron definisce l'archetipo dell'eroe ribelle e malinconico, la cui lotta contro le convenzioni riflette l'inquietudine e alle speranze deluse di un'intera generazione.
L'esilio in Europa e l'adesione ai movimenti di liberazione nazionale segnano il passaggio verso una produzione di respiro politico più ampio. Nell'epopea satirica Don Juan (1819-1824), Byron approda a un realismo critico capace di analizzare le ipocrisie del sistema europeo con una lucidità che la successiva critica marxista interpreta come anticipatrice delle grandi narrazioni sociali del XIX secolo. Opere come The Prophecy of Dante (1819) e la satira politica The Age of Bronze (1823) confermano la sua costante attenzione verso i popoli oppressi. Partecipa attivamente ai moti carbonari in Italia e, nel 1823, si reca in Grecia per sostenere l'insurrezione contro il dominio ottomano. Qui investe le proprie energie e finanze per organizzare le milizie greche, fino a morire di febbre a Missolungi nel 1824. Questa fine precoce lo trasforma in un simbolo universale di libertà nazionale.
Nel contesto russo, l'influenza di Byron è vastissima e agisce da catalizzatore per il romanticismo di Puškin e di Lermontov. Durante l'epoca staliniana, questa eredità viene riletta attraverso la lente del materialismo storico, che eleva il bajronizm da fenomeno estetico e individuale a esempio di resistenza politica. I critici sovietici, fra cui Viktor Žirmunskij, riconoscono Byron come nemico della Santa Alleanza e fautore di un radicalismo democratico. Nei paratesti di epoca staliniana, il poeta non viene celebrato solo per le sue doti liriche, ma viene descritto anche come un intellettuale che ha saputo anteporre la causa degli oppressi ai privilegi del proprio rango, diventando un modello di scrittore impegnato perfettamente integrato nel canone culturale socialista.

Ilaria Aletto

Bibliografia: N.J. Diakonova, Bajron v gody izgnanija, Leningrad, Chudožestvennaja literatura, 1974; Ead., V. Vatsuro, "No Great Mind and Generous Heart Could Avoid Byronism": Russia and Byron, in The Reception of Byron in Europe, R. Cardwell (ed.), London, Thoemmes Continuum, 2004, pp. 333-352; V. Friče, Bajron, in Literaturnaja ènciklopedija, tt. 1-11, Moskva, Izd-vo Kom. Akad., 1929-1939, t. 1, 1930, coll. 298-305; M.S. Kurginjan, Bajron, in Kratkaja literaturnaja ènciklopedija, A. A. Surkov (gl. red.), tt. 1-9, Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1962-1978, t. 1, 1962, coll. 402-409; L.A. Marchand, Lord Byron, in Encyclopedia Britannica, 26 Jan. 2026, https://www.britannica.com/biography/Lord-Byron-poet (consultato il 4.01.2026); The Cambridge Companion to Byron, D. Bone (ed.), Cambridge, Cambridge University Press, 2006; V.M. Žirmunskij, Bajron i Puškin, Leningrad, Nauka, 1978 [1924].

Categoria autore: Autore classico

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Titolo traduzione russa del testo originale: Čajld-Garol’d

Collocazione traduzione: Leningrad-Moskva – OGIZ

Nome traduttore: N/A

Profilo traduttore: N/A

Curatore dell'edizione della traduzione: Reizov Boris Georgievič

Data dell'edizione della traduzione russa: 1938

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