Predislovie [P132]
Collocazione paratesto: Osada mel'nicy - GICHL - Moskva - pp. 3-4
Tipologia di paratesto: Prefazione
Autore del paratesto: Danilin Jurij Ivanovič
Profilo autore del paratesto: Danilin Jurij Ivanovič (1897-1985) -- letterato sovietico, critico, traduttore, dottore in filologia (1938), professore (dal 1943). Le opere principali di Danilin sono dedicate alla storia della letteratura e del teatro dell'epoca della Comune di Parigi. Tra queste: Teatral'naja žizn' epochi Parižskoj Kommuny (1936), Poety Parižskoj Kommuny (1947), Parižskaja Kommuna i francuzskij teatr (1963). Dedicò una monografia-biografia a Maupassant (1951). Sotto la direzione di Danilin furono pubblicate le raccolte delle opere di Béranger e Maupassant. I suoi lavori hanno ottenuto riconoscimenti della critica occidentale, in particolare in Francia. Fonte: Bol'šaja rossijskaja ėnciklopedija: V 35 tt., 2004-2017, Ju. S. Osipov (gl. red.), Moskva, Nauč. izd. Bol'šaja rossijskaja ėnciklopedija, 2011.
Data del paratesto: 1941
Direttive paratesto:
Titolo dell'opera originale tradotta in russo: L'attaque du moulin
Data dell'opera originale: 1880
Paese dell'opera originale: Francia
Nome autore del testo originale: Zola Émile
Profilo autore del testo originale: Émile Zola (1840-1902) è stato uno dei maggiori romanzieri francesi dell'Ottocento e il principale teorico del naturalismo, corrente letteraria che mirava a rappresentare la realtà con rigore scientifico, osservazione diretta e attenzione ai condizionamenti sociali, ambientali, biologici. Nato a Parigi ma cresciuto ad Aix-en-Provence, Zola visse un'infanzia segnata da difficoltà economiche dopo la morte del padre. Trasferitosi a Parigi nel 1858, lavorò come impiegato e pubblicitario presso l'editore Hachette, esperienza che gli permise di entrare in contatto con l'ambiente culturale della capitale. Intanto iniziò a collaborare come giornalista e critico d'arte, attività che mantenne per tutta la vita. Il suo primo successo narrativo fu Thérèse Raquin (1867), romanzo che mostrava già l'intento di applicare alla letteratura un metodo quasi scientifico. Ma l'ambizioso progetto della sua vita fu il ciclo romanzesco Les Rougon-Macquart, composto da venti romanzi pubblicati tra il 1871 e il 1893, in cui attraverso la storia di una famiglia (e sue derivazioni) durante il Secondo Impero, Zola studiò e raccontò i meccanismi sociali, economici e psicologici che determinano il destino degli individui. Tra i titoli più celebri spiccano L'Assommoir, Nana, Germinal, La Bête humaine, ma anche Au Bonheur des Dames, Le ventre de Paris, L'Argent. Zola svolse un ruolo importante nella vita pubblica francese, il momento più noto fu il suo intervento nel caso Dreyfus: nel 1898 pubblicò sulla stampa la famosa lettera aperta J'accuse…!, con cui denunciò l'antisemitismo e le irregolarità giudiziarie del processo al capitano Alfred Dreyfus. L'articolo gli valse un processo per diffamazione e lo costrinse all'esilio in Inghilterra per quasi un anno.
Categoria autore: Autore
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Titolo traduzione russa del testo originale: Osada mel'nicy
Collocazione traduzione: Moskva – GICHL
Nome traduttore: Gunst Evgenij Anatol'evič
Profilo traduttore: Gunst Evgenij Anatol'evič (1901-1983) studioso di letteratura francese, traduttore. Nasce e studia a Mosca, nel 1925 si laurea in filologia presso l'Università di Mosca (Istoriko-filologičeskij fakul'tet); è dagli inizi degli anni Trenta che inizia l'attività di traduttore e redattore presso le maggiori realtà editoriali del tempo: la casa editrice Academia, Iskusstvo, Chudožestvennaja literatura, Nauka; entra nell'Unione degli scrittori sovietici nel 1942, e nel 1945 discute una tesi di dottorato sull'opera di Alfred De Vigny. Da francesista si specializzò in particolare sulle opere letterarie del '700; particolarmente appassionato dell'Abbé Prévost (Antoine François Prévost) e del suo romanzo Manon Lescaut, secondo la testimonianza di molti suoi contemporanei, egli ne collezionava edizioni e studi; negli anni Sessanta, quando ebbe la possibilità di occuparsi di una nuova edizione e traduzione di quest'opera del Settecento francese, preferì rinunciare all'incarico e "pubblicare la traduzione eseguita dal suo maestro, lo studioso Michail Aleksandrovič Petrovskij", morto in un lager staliniano nel 1940. (Fonte: Literaturnye pamjatniki 1948-1998. Annotirovannyj katalog. Mosca: Nauka 1998.
Curatore dell'edizione della traduzione: N/A
Data dell'edizione della traduzione russa: 1941
Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":
Un grande successo nelle edizioni sovietiche degli anni Quaranta ha il racconto di Zola L’attaque du moulin, (vi si narra la storia di due ragazzi, Dominique, un giovane e forte bracciante, e Françoise, la figlia del mugnaio; l’avventura è ambientata durante la guerra franco-prussiana del 1870, e culmina nell’assalto al mulino da parte dei soldati prussiani. Il racconto finisce con il coraggioso sacrificio di Dominique, che muore difendendo la sua amata e il mulino, lasciando Françoise incinta). Riprendendo principalmente la linea di trama dell’assalto tedesco e della coraggiosa difesa dall’invasore, l’editoria sovietica volle riproporre questo testo per i suoi lettori, a scopo propagandisco (esempio di ‘Oboronnaja literatura’: letteratura di ‘difesa militare’, si v. D173). Solo nel 1941 ci furono due edizioni di questa traduzione del racconto; entrambe successive all’attacco della Germania nazista del 22 giugno, ed entrambe pubblicate in formato ‘tascabile’ (14 cm di diagonale). Nel primo caso (editore ‘Chudožestvennaja literatura’, libretto mandato in stampa immediatamente dopo l’inizio della guerra, a luglio), c’è una prefazione, scritta dallo specialista Jurij Danilin, che da tempo collaborava con questa casa editrice; nel paratesto in questione l’accento è sull’idea della difesa militare, della resistenza al nemico (il che, è, appunto, la trama di questo breve racconto di Zola), e sulla evidente attualità della storia; scrive infatti Danilin: “ora il fascismo tedesco sta muovendo guerra a noi, abitanti della pacifica e laboriosa Unione Sovietica. Le atrocità, l’orrore e l’oscurità che questo sanguinario regime schiavista porta con sé non sono paragonabili agli orrori della guerra del 1870-1871. E se Dominique, estraneo alla guerra, allora impugnò le armi, nelle mani dei cittadini dell’URSS le armi di Dominique colpiranno mille volte più precisamente!”. Nella trattazione dell’autore Zola, il prefatore avvicina la sua figura di ‘grande classico francese’ ai suoi lettori: “Zola morì solo 39 anni fa. Scrittore centrale per la cultura di tutta l’umanità, grande intellettuale democratico, sostenitore del socialismo, erede di tutte le migliori e più avanzate aspirazioni della cultura umana, egli era nemico di ogni oscurantismo, reazione e oscurantismo, Émile Zola con tutta la sua opera, tutta la sua vita, ogni suo pensiero non poteva che essere un nemico irriducibile del fascismo”. Come si evince già da queste citazioni, il testo doveva dunque chiaramente essere utilizzato per immediati fini propagandistici. Nella seconda edizione (mandata in stampa tre mesi dopo l’inizio della guerra, quando la situazione al fronte era immutata se non peggiorata), però, non c’è la prefazione, e l’editore è un altro: ‘Voenizdat’ (‘Edizioni di guerra’): vi si trovano solo un paio di frasi di ‘annotazione’, il che è strano, proprio perché si tratta di una celebre casa editrice militare, e in particolare il testo usciva nella collana ‘Biblioteka krasnoarmejca’ [Biblioteca del soldato rosso], chiaramente destinata alle truppe, dove una prefazione propagandistica, ‘agitacionnaja’ sarebbe stata prevedibile se non attesa. Si può affermare allora, come ritiene anche la curatrice-bibliotecaria Aleksandra Andreeva (Biblioteca Nazionale di San Pietroburgo, a cui è stata chiesta una consulenza in merito), che “a causa dell’evacuazione e della relativa fretta dello sfollamento ci fossero stati dei problemi con il rilascio dei diritti da parte di Danilin per la prefazione, o che, contemporaneamente, non ci fosse stato il tempo materiale per scrivere un altro paratesto”; un’altra ipotesi, testata sulla prassi dell’epoca, risiede nel fatto che, al momento della pubblicazione del racconto per ‘Voenizdat’, si sia pensato che “propaganda adeguata e commenti pertinenti sarebbero stati forniti – in forma orale – dal commissario politico della divisione militare durante i momenti di socializzazione o di riunione prima di una battaglia”. D’altra parte, come nota sempre Andreeva, nel dicembre 1941 fu firmata la traduzione in azero nell’edizione ‘Chudožestvennaja literatura’; di seguito il titolo in traduzione azera: Золя Э. Дәjирманын мүhасирәси : [пер. с рус.] / Эмил Золя. – Бакы : Ушагкәнҹнәшр, 1941. Il racconto di Zola L’attaque du moulin conobbe dunque, durante la guerra, almeno altre quattro edizioni sovietiche: i cataloghi lo riportano infatti nel 1942, nel 1943, nel 1944 e nel 1945.