Titolo paratesto [Codice paratesto]:

Predislovie [P173]

Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":

Anisimov sottolinea soprattutto il valore autentico e indipendente di questa opera giovanile di Balzac, evidenziando come, sebbene fosse impossibile negare l’influenza dei romanzi di Walter Scott su quest’opera, non sia corretto esagerarne il ruolo. La portata del realismo del romanzo è data non solo dalla composizione, ma dall’attenzione storica che l’autore ripone sui luoghi dell’azione, sulla costruzione dei personaggi e degli episodi del romanzo. Anisimov sottolinea che con Les Chouans Balzac avrebbe voluto costruire un raccordo con la Comédie humaine come parte di un progetto riguardante “Scene della vita di guerra” (poi mai veramente realizzato); il critico ritiene inoltre che proprio nelle scene d’azione e di guerra lo scrittore raggiunga il massimo realismo; a suffragio di quanto detto cita lo stesso Balzac nella sua lettera alla Hanska del 1843, in cui, dopo aver riletto la sua opera giovanile, scrive: “la situazione del Paese e la guerra sono qui rappresentati con perfezione”; Anisimov aggiunge che nel libro è ottimamente resa, in termini realistici, la situazione di svantaggio bellico degli Sciuani; come riconosce anche Balzac, “gli Chouans sono incredibilmente valorosi e coraggiosi, ma sono troppo primitivi, e la loro organizzazione militare non può competere con quella dell’esercito repubblicano”. Questo di Balzac è dunque per Anisimov prima di tutto un grande romanzo storico basato sul realismo; esso, pur raccontando episodi ‘secondari’ e poco conosciuti della storia di Francia, rimane un grande esempio di letteratura, nel cui metodo “si intravede già il Balzac del futuro”. Notiamo a livello stilistico che questo paratesto ha, in confronto con altri scritti da Anisimov, un tono sicuramente più storico-letterario e meno militante, ma l’evidenziata attenzione alla metodologia di rappresentazione realistica della guerra, “delle due fazioni nemiche che si scontrano”, ottenuta da Balzac con sapienza grazie allo studio del dettaglio e della situazione reale di quegli eventi ne fa, nel 1944, un saggio che si unisce alle politiche culturali e alle direttive del tempo non solo sul realismo (sempre valide) ma anche sulla necessità di una letteratura ‘agitacionnaja’, di guerra (D173), nella realizzazione di un ampio, moderno affresco storico-militare contemporaneo (D201).

Alessandra Carbone

Collocazione paratesto: Šuany ili Bretan' v 1799 godu - GICHL - Moskva - pp. 3-10

Tipologia di paratesto: Introduzione

Autore del paratesto: Anisimov Ivan Ivanovič

Profilo autore del paratesto: Ivan Ivanovič Anisimov (1899 - 1966) nacque nel 1899 nel villaggio di Glotovka, nel governatorato di Smolensk, in una famiglia di impiegati locali. Nel 1919 fu arruolato nell'Armata Rossa, dove svolse attività politico-culturale e teatrale/didattica. Dopo la smobilitazione riprese a lavorare come semplice insegnante, poi nel 1922, entrò all'Università di Mosca, facoltà di letteratura e arte. Nel 1925 iniziò il dottorato (aspirantura) presso l'Istituto di Letteratura e Lingua della RANION, che concluse nel 1928. In seguito insegnò nei due principali atenei di Mosca, continuando la propria attività di ricerca presso la KomAkademija (l''Accademia Comunista'). Tra il 1933 e il 1938 diresse la cattedra di letteratura presso l'istituzione universitaria Institut krasnoj professury (il celebre 'Professorato rosso') e fu ammesso all'Unione degli scrittori sovietici (1934). Divenuto sempre più influente, passò a dirigere anche il settore di letteratura straniera presso la GICHL, e fu membro della redazione della rivista "Internacional'naja literatura". Durante la guerra fu mobilitato, prestò servizio sui fronti meridionale e transcaucasico, lavorò poi come corrispondente militare del giornale "Izvestija" fino alla fine del conflitto, ricevendo l'Ordine della Guerra Patriottica di II grado. Nel dopoguerra fu vice presidente del Comitato per le Arti del Consiglio dei ministri (1945-1948), docente all'Accademia delle Scienze Sociali del Partito Comunista e redattore capo della rivista "Sovetskaja literatura" (1948-1952). Fedelissimo delle politiche del Cremlino, riuscì a più riprese ad evitare purghe e repressioni (tra i contemporanei, c'è chi lo ricorda nelle proprie memorie come uno dei più aggressivi carrieristi e 'literaturnye gangstery' della sua epoca, v. testimonianza di Ju. Oksman) e nel 1952 ricoprì il prestigioso incarico di direttore dell'Istituto di Letteratura Mondiale "A. M. Gor'kij" (Mosca), in cui sino al 1953 andò violentemente difendendo le posizioni sovietiche contro il "cosmopolitismo". Nel 1960 fu eletto membro corrispondente dell'Accademia delle Scienze dell'URSS e divenne redattore capo della serie "Literaturnoe nasledstvo". Ricevette numerose onorificenze durante tutto il corso della sua vita; nel 1966 gli fu conferito il Premio V. G. Belinskij per la monografia, e postumo, il Premio di Stato dell'URSS (1978) per la partecipazione alla Biblioteca della letteratura mondiale (Biblioteka mirovoj literatury). Morì a Mosca nel 1966. Bol'šaja sovetskaja ènciklopedija, Mosca (1926-1990)

Data del paratesto: 1944

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Titolo dell'opera originale tradotta in russo: Les Chouans ou la Bretagne en 1799

Data dell'opera originale: 1829

Paese dell'opera originale: Francia

Nome autore del testo originale: Balzac Honoré de

Profilo autore del testo originale: Honoré de Balzac (nato Honoré Balzac, 1799-1850) occupa una posizione centrale nella storia del romanzo europeo dell'Ottocento, in virtù della vastità, dell'ambizione e della coerenza del progetto narrativo de La Comédie humaine. Nato a Tours in una famiglia della borghesia provinciale, Balzac si formò inizialmente in ambito giuridico, ma abbandonò presto la carriera forense per dedicarsi alla letteratura. Dopo esordi difficili e tentativi fallimentari in vari generi, raggiunse il successo negli anni Trenta dell'Ottocento, imponendosi come uno dei massimi interpreti del realismo moderno. La Comédie humaine, concepita come un ciclo unitario di oltre novanta opere tra romanzi e racconti, mira a rappresentare in modo sistematico la società francese post-rivoluzionaria, analizzandone le dinamiche economiche, sociali e morali. Balzac organizza questo vasto corpus in Studi di costume, Studi filosofici e Studi analitici. Tra le opere principali si ricordano Le Père Goriot (1835), Eugénie Grandet (1833), Illusions perdues (1837-1843) e Splendeurs et misères des courtisanes (1847). Elemento innovativo fondamentale è la ricomparsa dei personaggi da un romanzo all'altro, espediente che rafforza l'illusione di una realtà narrativa coerente e interconnessa. Il realismo balzachiano si distingue per l'attenzione minuziosa ai dettagli materiali - ambienti, abiti, denaro - e per la rappresentazione delle passioni umane, in particolare dell'ambizione e dell'avidità, viste come forze motrici della società moderna. Pur spesso accusato di eccessi descrittivi e di uno stile talvolta diseguale, Balzac esercitò un'influenza duratura sul romanzo europeo, ponendo le basi per lo sviluppo del realismo e del naturalismo. La ricezione delle opere di Balzac in Russia nel XIX secolo fu precoce e significativa. Già negli anni Trenta e Quaranta, le sue opere circolavano in traduzione, spesso parziale o adattata, e venivano lette con grande interesse negli ambienti intellettuali. Critici come Vissarion Belinskij riconobbero in Balzac un osservatore penetrante della società borghese e un modello per la narrativa realista, pur sottolineandone talvolta il pessimismo e l'orientamento conservatore. Balzac fu apprezzato in Russia soprattutto per la sua capacità di svelare i meccanismi sociali e le contraddizioni morali del capitalismo emergente, temi percepiti come rilevanti anche nel contesto russo. Nel tardo XIX e nei primi anni del XX secolo, la fortuna di Balzac continuò a crescere. Scrittori come Turgenev, Dostoevskij (che mosse i primi passi nel mondo letterario traducendo in russo Eugénie Grandet) e Tolstoj, pur sviluppando poetiche autonome, dialogarono implicitamente con il suo modello narrativo, in particolare per quanto riguarda la costruzione dei personaggi e l'analisi della società. Nei primi decenni del Novecento, Balzac venne progressivamente canonizzato in Russia come classico del realismo europeo e già all'indomani dell'Ottobre fu al centro del dibattico critico e storico-lettario: dal 1918 si trovò al centro dei progetti editoriali delle traduzioni di letteratura occidentale (si v. il progetto di M. Gor'kij 'Vsemirnaja literatura' - 'letteratura universale'); forte delle celebri parole di Engels su Balzac (in particolare la lettera a Margaret Harkness del 1888), la giovane critica sovietica lo trasformò in una vera e propria icona della maestria stilistica ('masterstvo') e in un campione del realismo letterario; con alterne posizioni e interpretazioni l'opera di Balzac venne sempree chiamata - per tutti gli anni Trenta, Quaranta e Cinquanta del XX secolo, a contribuire alla formazione del romanzo russo contemporaneo e alla riflessione critica sul ruolo sociale della letteratura

Categoria autore: Autore

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Titolo traduzione russa del testo originale: Šuany ili Bretan' v 1799 godu

Collocazione traduzione: Moskva-Leningrad – Ogiz

Nome traduttore: Nemčinova Natal'ja Ivanova

Profilo traduttore: Natal'ja Ivanovna Nemčinova (nata Evfimovskaja, Orenburg, 1892 - Mosca, 1975) - traduttrice russo-sovietica proveniente dalla piccola nobiltà di provincia (studia presso l'Istituto femminile di Pietrogrado - Bestuževskie ženskie kursy, dove si diploma nel 1917); nel 1932 si laurea press l'Istituto di Lingue Moderne di Mosca, comincia a occuparsi di traduzione letteraria dal 1934 pubblicando versioni dai più celebri classici di letteratura francese: Stendhal (La Certosa di Parma), Balzac (Chouans, Gobseck), Zola (Germinal), Maupassant; le sue traduzioni sono considerate esempi della rigorosa arte traduttiva sovietica. Nel 1942 entra a far parte del Partito comunista; dal 1957 traduce letteratura francese contemporanea (François Moriac, Philippe Hériat).
Fonte: Kratkaja Literaturnaja Ènciklopedija https://feb-web.ru/feb/kle/kle-abc/ke5/ke5-2261.htm

Curatore dell'edizione della traduzione: N/A

Data dell'edizione della traduzione russa: 1944

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