Predislovie [P177]
Collocazione paratesto: A. Žid. Sobranie sočinenij. V 4 tt. - T. I - GICHL - Moskva-Leningrad - pp.1-3
Tipologia di paratesto: Prefazione
Autore del paratesto: Anisimov Ivan Ivanovič
Profilo autore del paratesto: Ivan Ivanovič Anisimov (1899 - 1966) nacque nel 1899 nel villaggio di Glotovka, nel governatorato di Smolensk, in una famiglia di impiegati locali. Nel 1919 fu arruolato nell'Armata Rossa, dove svolse attività politico-culturale e teatrale/didattica. Dopo la smobilitazione riprese a lavorare come semplice insegnante, poi nel 1922, entrò all'Università di Mosca, facoltà di letteratura e arte. Nel 1925 iniziò il dottorato (aspirantura) presso l'Istituto di Letteratura e Lingua della RANION, che concluse nel 1928. In seguito insegnò nei due principali atenei di Mosca, continuando la propria attività di ricerca presso la KomAkademija (l''Accademia Comunista'). Tra il 1933 e il 1938 diresse la cattedra di letteratura presso l'istituzione universitaria Institut krasnoj professury (il celebre 'Professorato rosso') e fu ammesso all'Unione degli scrittori sovietici (1934). Divenuto sempre più influente, passò a dirigere anche il settore di letteratura straniera presso la GICHL, e fu membro della redazione della rivista "Internacional'naja literatura". Durante la guerra fu mobilitato, prestò servizio sui fronti meridionale e transcaucasico, lavorò poi come corrispondente militare del giornale "Izvestija" fino alla fine del conflitto, ricevendo l'Ordine della Guerra Patriottica di II grado. Nel dopoguerra fu vice presidente del Comitato per le Arti del Consiglio dei ministri (1945-1948), docente all'Accademia delle Scienze Sociali del Partito Comunista e redattore capo della rivista "Sovetskaja literatura" (1948-1952). Fedelissimo delle politiche del Cremlino, riuscì a più riprese ad evitare purghe e repressioni (tra i contemporanei, c'è chi lo ricorda nelle proprie memorie come uno dei più aggressivi carrieristi e 'literaturnye gangstery' della sua epoca, v. testimonianza di Ju. Oksman) e nel 1952 ricoprì il prestigioso incarico di direttore dell'Istituto di Letteratura Mondiale "A. M. Gor'kij" (Mosca), in cui sino al 1953 andò violentemente difendendo le posizioni sovietiche contro il "cosmopolitismo". Nel 1960 fu eletto membro corrispondente dell'Accademia delle Scienze dell'URSS e divenne redattore capo della serie "Literaturnoe nasledstvo". Ricevette numerose onorificenze durante tutto il corso della sua vita; nel 1966 gli fu conferito il Premio V. G. Belinskij, e postumo, il Premio di Stato dell'URSS (1978) per la partecipazione alla Biblioteca della letteratura mondiale (Biblioteka mirovoj literatury). Morì a Mosca nel 1966. Bol'šaja sovetskaja ènciklopedija, Mosca (1926-1990).
Data del paratesto: 1935
Direttive paratesto:
Author image:
Titolo dell'opera originale tradotta in russo: Poésie, Le Prométhée mail enchainé, L'immoraliste, Isabelle, Saul, Articles de critique
Data dell'opera originale: 1891-1912
Paese dell'opera originale: Francia
Nome autore del testo originale: Gide André
Profilo autore del testo originale: André Gide (Parigi, 22 novembre 1869 - Parigi, 19 febbraio 1951) fu una delle figure centrali della letteratura francese del Novecento, premio Nobel per la Letteratura nel 1947. La sua opera, segnata da un costante interrogarsi morale, dall'attenzione all'individuo e da una tensione tra libertà e responsabilità, ebbe anche un rilevante risvolto politico e internazionale, in particolare nei rapporti con la Russia sovietica. Dopo gli esordi simbolisti, Gide si impose con testi come Les Nourritures terrestres (1897), L'Immoraliste (1902), La Symphonie pastorale (1919) e il romanzo sperimentale Les Faux-Monnayeurs (1925). Negli anni Venti e nei primi anni Trenta mostrò un crescente interesse per il comunismo, considerato una possibile alternativa morale e sociale alla crisi del capitalismo europeo. Questo orientamento lo avvicinò all'Unione Sovietica, che egli guardava con simpatia come a un laboratorio storico di rinnovamento. Nel giugno-agosto 1936 Gide visitò l'URSS su invito ufficiale dell'Unione degli Scrittori Sovietici. Il viaggio lo condusse a Mosca, Leningrado, Kiev, Tbilisi e in altre città, permettendogli un contatto diretto con le istituzioni culturali e con la vita quotidiana del paese. L'esperienza, tuttavia, ebbe un esito profondamente deludente. Nel saggio Retour de l'URSS (1936) Gide espresse una critica netta al conformismo ideologico, alla repressione della libertà intellettuale e al culto della personalità staliniano. Le sue posizioni furono ulteriormente precisate in Retouches à mon retour de l'URSS (1937). Questi scritti provocarono una rottura con gli ambienti comunisti francesi e suscitarono dure reazioni ufficiali in URSS, dove l'opera di Gide venne progressivamente censurata.
Categoria autore: Autore
Author image:
Titolo traduzione russa del testo originale: Stichotvorenija, Prometeij, Immoralist, Izabella, Saul, Kritičeskie stat'i
Collocazione traduzione: Leningrad – GICHL
Nome traduttore: Frankovskij Adrian Antonovič
Profilo traduttore: Adrian Antonovič Frankovskij, intellettuale, traduttore di origine ucraina, tra i più importanti nei primi decenni dell'Unione sovietica, nacque nel 1888 nel villaggio di Lobačev, vicino a Kiev. Nel 1911 si laureò presso la Facoltà di Storia e Filologia dell'Università di San Pietroburgo. Insegnò nelle scuole secondarie e presso l'Istituto degli insegnanti di Leningrado, trasformato nel 1918 in 2° Istituto pedagogico. Dal 1924 fu scrittore e traduttore professionista. Le sue traduzioni, soprattutto dal francese e dall'inglese, ancora oggi conservano il loro valore artistico e vengono ripubblicato. Visse sempre a Leningrado. Dai romanzieri inglesi del XVII-XVIII secolo tradusse J. Swift, G. Fielding, L. Sterne, dal francese del XVIII secolo - D. Diderot, dagli autori del Novecento - R. Rolland, Romain Rolland, André Gide, M. Proust. L'iniziativa di tradurre Marcel Proust fu un merito importante di Frankovskij: alla fine degli anni Venti pubblicò nella sua traduzione la prima parte del romanzo-epopea Alla ricerca del tempo perduto. Negli anni Trenta, Frankovskij partecipò sia come traduttore che come curatore alla pubblicazione delle Opere di Proust. Il primo e il terzo volume (GIChL 1934-1938). Morì nel febbraio 1942, durante il primo, durissimo, assedio di Leningrado.
Curatore dell'edizione della traduzione: N/A
Data dell'edizione della traduzione russa: 1935
Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":
Nel 1935 esce il primo volume della raccolta sovietica di Opere di André Gide, pubblicata dalla GICHL. Si tratta di una edizione in quattro volumi, edita tra il 1935 e i primi mesi del 1936 (dunque viene completata prima dello scandalo suscitato dal libro di Gide Retour de l’URSS). L’edizione era così strutturata: v. 1 Stichotvorenija (Poésie), Prometej (Le Promethée mal enchaîné), Immoralist (L’immoraliste), Saul (Saül), Kritičeskie stat’i, Traktaty (Critique, Traités); v. 2: Car’ Kandavl (Le roi Candaule), Podzemel’ja Vatikana (Les caves du Vatican), Pastoral’naja simfonija (Symphonie pastorale), Dostoevskij (Dostoïevski. Articles e causeries), 1935; T. 3 Fal’šivomonetčiki (Les fauxmonnayeurs), 1936. T. 4, Putešestvie v Kongo. Vozvraščenie s ozera Čad (Voyage au Congo, suivi du Retour du Tchad), Kritičeskie stat’i (Critique), 1936. Tutte le traduzioni erano a cura di Adrian Frankovskij (coadiuvato da B.A. Krževskij, esclusivamente nel I volume). Nel I volume è presente un brevissimo articolo introduttivo, in cui il critico ed esponente politico Ivan Anisimov presenta nuovamente lo scrittore francese al pubblico sovietico. Nell’articolo si riprendono molti degli stilemi già proposti da Anisimov in contributi simili, in particolare nelle sue note su André Gide pubblicate su “Literaturnaja gazeta” (v. P068). Rimane sempre attuale, nella strategia di mediazione culturale di Anisimov, la contrapposizione dell’opera di Gide rispetto alla “marcescente cultura borghese” e al “marcescente Occidente capitalista”: la critica borghese non riesce infatti a comprendere correttamente l’opera di André Gide, mentre i lettori sovietici ne individuano la profondità e l’attualità, soprattutto nei numerosi esempi letterari e stilistici (André Gide è indicato spesso come un “maestro dello stile”), in cui si evince la crisi della borghesia. Nei libri di Gide, osserva Anisimov, i personaggi sono spesso alle prese con crisi personali e sociali, con un nichilismo diffuso e profondo dovuto ad un ambiente ormai ostile, contraddistinto dal capitalismo borghese al suo apice. Il suo merito sta nell’aver compreso che “tale società borghese capitalista è ormai marcescente e vicina alla completa distruzzione” (blizka k polnomu krachu).