Predislovie [Dž’ovanni Bokkaččo i ego “Dekameron”] [P054]
Collocazione paratesto: Dekameron - Moskva - Žur.-gaz. ob''edinenie - pp. 3-6
Tipologia di paratesto: Prefazione
Autore del paratesto: Dejč Aleksandr Iosifovič
Profilo autore del paratesto:
Aleksandr Iosifovič Dejč (Kiev, 1893 - Mosca, 1972), scrittore, critico letterario e teatrale. Si forma a Kiev, dove compie gli studi secondari presso il Ginnasio e consegue la laurea nel 1917 alla Facoltà di storia e filologia dell'Università di Kiev. Nel secondo dopoguerra ottiene i titoli accademici di Dottore in Scienze filologiche (1945) e di Dottore in Storia dell'arte (1947).
Inizia a pubblicare nel 1910, assumendo via via un ruolo di rilievo nella vita culturale di Kiev, distinguendosi come critico teatrale e letterario. Partecipa attivamente ai dibattiti sul rapporto tra arte e ideologia nel periodo rivoluzionario; particolare risonanza suscita l'articolo polemico Krach proletarskogo iskusstva (Il crollo dell'arte proletaria, 1918). Tra la seconda metà degli anni Dieci e l'inizio degli anni Venti frequenta un ambiente artistico e intellettuale particolarmente vivace, entrando in contatto con figure centrali del teatro e delle arti visive dell'epoca, tra cui Les' Kurbas, Konstantin Mar'džanov, Aleksandr Tyšler, Aleksandra Èkster e e Il'ja Ėrenburg. Collabora con numerosi periodici, tra cui "Kievskie novosti", "Kievskie otkliki", "Kievskaja počta", "Kievskaja nedelja", "Maski" e "Kievskaja rampa".
Dal 1925 si trasferisce stabilmente a Mosca, dove dirige la redazione esteri del Žurnal'no-gazetnoe ob''edinenie e collabora con riviste di ampia diffusione come "Ogonek", "Prožektor" e "Za rubežom". In questi anni pubblica numerosi studi di storia della letteratura e del teatro, oltre a opere biografiche e critiche dedicate ad autori della tradizione europea e russa, tra cui Heinrich Heine, Pierre-Jean de Béranger, Jonathan Swift, Lord Byron, Taras Ševčenko e Lesja Ukraïnka. Parallelamente svolge un intenso lavoro di traduzione e di mediazione culturale. Traduce opere di Miguel de Cervantes, Heinrich Heine, Oscar Wilde, Bernard Shaw, Walter Hasenclever (in collaborazione con Anatolij Lunačarskij), Richard Dehmel, Rainer Maria Rilke e Novalis, contribuendo in modo significativo alla diffusione della letteratura e del teatro europei nel contesto sovietico.
Negli ultimi anni di vita perde completamente la vista, ma continua a dedicarsi allo studio e alla scrittura. Muore a Mosca nel 1972.
Ilaria Aletto, Maria Zavyalova
Bibliografia: A.G. Gromova, Dejč, in Kratkaja literaturnaja ènciklopedija, A.A. Surkov (gl. red.), tt. 1-9, Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1962-1978, t. 2, 1964, col. 560; S. G. Šindin, P.M. Nerler, Dejč Aleksandr Iosifovič, in Mandel'štamovskaja ènciklopedija, tt. 1-2, O.A. Lekmanov (gl. red.), Moskva, ROSSPÈN, 2017, t. 1, p. 221.
Data del paratesto: 1935
Direttive paratesto:
- D005 - Vsesojuznoe soveščanie kritikov [LINK]
- D013 - "Rokoko" v kritike [LINK]
- D015 - Sostojanie i zadači sovetskoj kritiki (di I. Bespalov) [LINK]
- D105 - Literatura dolzhna stat' partiinoj [LINK]
- D116 - Bor'ba za kačestvo [LINK]
- D172 - O marksistvujuščich kritikach i social'nom analize (di M. Rozental') [LINK]
- D176 - O marksistvujuščich kritikach i social'nom analize (stat'ja vtoraja) (di M. Rozental') [LINK]
- D197 - Itogi II Plenuma pravlenija SSP (di A. Ščerbakov) [LINK]
- D061 - Deficitnaja literatura. O massovoj chudožestevnnoj antireligioznoj knige [LINK]
- D001 - Academia (di L. Kamenev) [LINK]
- D019 - Čej Front? [LINK]
Author image:
Titolo dell'opera originale tradotta in russo: Decameron
Data dell'opera originale: 1349-1353; 1370
Paese dell'opera originale: Italia
Nome autore del testo originale: Boccaccio Giovanni
Profilo autore del testo originale:
Boccaccio Giovanni (Certaldo/Firenze, 1313 - Certaldo, 1375). Scrittore, una delle tre "corone" della letteratura italiana insieme a Dante e Petrarca. Figlio di un mercante, fu inviato dal padre a Napoli per studiare affari e diritto canonico; nella città partenopea si dedicò invece alla letteratura, frequentando la corte di Roberto d'Angiò e componendo opere quali La caccia di Diana, Filocolo, Filostrato e Teseida.
Rientrato a Firenze, proseguì gli studi poetici, che culminarono nella stesura del Decameron (1349-1353). A quest'opera fecero da antecedenti altre composizioni come il Ninfale d'Ameto, l'Amorosa visione, l'Elegia di madonna Fiammetta e il Ninfale fiesolano. Parallelamente, Boccaccio continuò a comporre Rime per tutta la vita.
Ricoprì inoltre vari incarichi diplomatici di prestigio per conto del Comune di Firenze presso diverse corti, tra cui quella di papa Innocenzo VI ad Avignone. Nel 1350, a Firenze, incontrò Petrarca, di cui poco prima aveva scritto una biografia e di cui divenne amico e discepolo.
Una profonda crisi spirituale e intellettuale, maturata sotto l'influenza di Petrarca, segnò l'ultima fase della sua produzione letteraria. A questo periodo appartiene il Corbaccio; in seguito, l'autore abbandonò quasi del tutto la scrittura in volgare per dedicarsi a opere dotte in latino, tra cui il Buccolicum carmen, la Genealogia deorum gentilium, il De casibus virorum illustrium, il De mulieribus claris e il De montibus, silvis, fontibus, lacubus, fluminibus, stagnis seu paludibus, et de nominibus maris. Risalgono alla fase tarda anche gli scritti danteschi in volgare: il Trattatello in laude di Dante e il Commento alla Divina Commedia.
Nel 1373 Boccaccio tenne la prima Lectura Dantis della storia, rivolta a un pubblico ampio, ma la interruppe al canto XVII dell'Inferno, scoraggiato dalle critiche di quanti lo rimproveravano per aver volgarizzato i concetti elevati del sommo poeta.
Bibliografia: N. Sapegno, Boccaccio Giovanni, in Dizionario Biografico degli Italiani, Roma, 1968, vol. 10; V. Branca, Giovanni Boccaccio. Profilo biografico, Firenze, 1997; M. Fiorilla, I. Iocca, Boccaccio, Roma, 2021.
Kristina Landa
Categoria autore: Autore classico
Author image:
Titolo traduzione russa del testo originale: Dekameron
Collocazione traduzione: Moskva – Žur.-gaz. ob''edinenie
Nome traduttore: Veselovskij Aleksandr Nikolaevič
Profilo traduttore:
Veselovskij Aleksandr Nikolaevič (Mosca, 1838 - San Pietroburgo, 1906). Storico della letteratura, filologo e comparatista, allievo di Fëdor Buslaev. Fu professore emerito dell'Università di San Pietroburgo e accademico ordinario dell'Accademia Imperiale delle Scienze.
Si laureò presso la Facoltà di Storia e Filologia dell'Università di Mosca nel 1859, per poi trasferirsi all'estero, dove per diversi anni condusse ricerche in biblioteche di Spagna, Germania, Boemia e Italia. Nel 1869 pubblicò la sua prima opera fondamentale, Il paradiso degli Alberti. Propose una nuova prospettiva negli studi sul Rinascimento, dedicando una serie di saggi a Dante, Giordano Bruno, Boccaccio, Rabelais e altri. Introdusse il metodo storico-comparativo nello studio del folclore slavo ed europeo, sostenendo l'esistenza di una parentela tra le narrazioni epiche dei popoli indoeuropei.
Fondò in Russia la scuola di studi comparati e elaborò il concetto di "flusso incrociato". Durante i suoi soggiorni in Italia strinse amicizia con eminenti studiosi come Alessandro d'Ancona, Domenico Comparetti, Angelo de Gubernatis e Pio Rajna.
Durante la campagna contro i "cosmopoliti" nel secondo dopoguerra, i seguaci del metodo veselovskiano della scuola filologica pietroburghese, tra cui Viktor Žirmunskij ed Eleazar Meletinskij, furono accusati di servilismo verso l'Occidente.
Bibliografia: R. Rabboni, Per una bibliografia "italiana" di Aleksandr N. Veselovskij: gli studi sulla letteratura e sul folclore, "Schede umanistiche", XVI, 1 (2002), pp. 5-88; S. Mazzanti, La ricezione di Aleksandr N. Veselovskij in Italia, "Ricerche slavistiche", 11-57 (2013), pp. 369-425; S. Mazzanti, Veselovskij e le sue opere. Dalla prima formazione al Paradiso degli Alberti (1857 - 1867), Roma, Castelvecchi, 2025; L. Melichova, Veselovskij Aleksandr Nikolaevič, in Russkie pisateli 1800-1917: Biografičeskij slovar', a cura di P. Nikolaev, Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1989, t. 1, pp. 434-436; A. Veselovskij, Aktual'nye aspekty nasledija: Issledovanija i materialy, Sankt-Peterburg, Nauka, 2011; https://bioslovhist.spbu.ru/person/347-veselovskiy-aleksandr-nikolayevich.html; IRLI. F. 45.
Kristina Landa
Curatore dell'edizione della traduzione: N/A
Data dell'edizione della traduzione russa: 1935
Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":
Approccio “sociologico volgare” – cfr. le direttive: D005, D013, D015, D105, D116, D172, D176, D197
Nella sua prefazione, Dejč adotta il metodo del cosiddetto “sociologismo volgare”, prendendo le distanze dal nuovo metodo di critica letteraria (per le opinioni controverse cfr. D013). Egli osserva che al confine tra due epoche, cui si attribuiscono le denominazioni “convenzionali” di “Medioevo” ed “età moderna”, si colloca un periodo singolare della storia della cultura mondiale noto come “Rinascimento”. In tale fase, la società europea transita verso nuove forme di economia; il feudalesimo cede il passo alla borghesia commerciale e artigianale, il castello alla città; la nuova economia e la nuova classe esigono una nuova cultura, funzionale agli interessi della borghesia, che si trovi in opposizione alla vecchia cultura ascetica del “cattolicesimo militante”.
Valore antireligioso e antifeudale del Decameron – D061
Uno dei rappresentanti più significativi di tale cultura fu proprio B. Dejč sostiene che il Decameron è un libro che tratta innanzitutto dell’amore; “l’intero libro è un inno alla materia, alla carne, alla giovialità, alla liberazione dal giogo della chiesa e dalla schiavitù religiosa”. I personaggi di B. non ripongono fiducia in Dio e negli angeli, bensì nelle proprie qualità personali. B. fustiga con la sua satira i monaci ignoranti e avidi, i cavalieri criminali, ossia l’intero vecchio mondo.
Giustificazione degli episodi erotici – D001, D019
B. è un realista temerario. Non teme di mostrare i fatti della vita nella loro vera luce; pertanto, nel suo libro sono presenti molti episodi di rude franchezza, che non devono scandalizzare il lettore, poiché il Decameron rappresenta uno dei monumenti più fulgidi di una classe giovane, avida di vita e di potere.
Kristina Landa