Titolo paratesto [Codice paratesto]:

Renessansnaja poézija v perevodach Ju. N. Verchovskogo [P090]

Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":

La prefazione è estremamente ideologizzata e rispecchia il rafforzamento dello spirito antioccidentalista del dopoguerra. Dživelegov definisce il Rinascimento come uno dei campi di una feroce lotta ideologica nel momento storico presente, allorquando la reazione internazionale attacca con rabbia la vera democrazia e il vero progresso. Il critico afferma che gli avversari della democrazia, “nemici del popolo e dei popoli” (gioco di parole significativo nel contesto politico del 1948), i quali torturano gli africani in America e conducono propaganda anticomunista su entrambe le sponde dell’Atlantico, sono ora intervenuti anche nel campo della scienza, persino di quella umanistica. Il Rinascimento, epoca che esaltava la libertà e la dignità dell’individuo e combatteva ogni oscurantismo, irrita i nemici del progresso; pertanto, la presente raccolta di poesie rinascimentali si configura come un importante strumento di lotta contro le interpretazioni reazionarie della cultura del Rinascimento europeo.

In particolare, nei sonetti e nelle canzoni di Petrarca “suonano le trombe di guerra rivolte contro la sensibilità ascetica medievale”, mentre il Ninfale fiesolano di Boccaccio esalta l’amore come sentimento potente che sovverte i divieti divini.

Kristina Landa

Collocazione paratesto: Poèty Vozroždenija v perevodach Ju. Verchovskogo - Moskva - OGIZ - GICHL - pp. 3-7

Tipologia di paratesto: Prefazione

Autore del paratesto: Dživelegov Aleksej Karpovič

Profilo autore del paratesto: Dživelegov Aleksej Karpovič (1975, Nachičevan'-na-Donu -1952, Mosca) - esperto di storia e letteratura del Rinascimento e del teatro italiano, autore della prima monografia sovietica su Dante, che negli anni Trenta e Quaranta viene considerato lo studioso più autorevole nell'ambito dell'italianistica in URSS e fino al 1937 dirige la collana di letteratura italiana presso Academia. Prima della rivoluzione d'Ottobre fu membro del partito democratico-costituzionale; anche nella Russia zarista applicò l'approccio storico e sociologico allo studio delle opere letterarie. Nel periodo staliniano applica il metodo marxista, anche se non la sua analisi non si riduce mai a quella del metodo "sociologico volgare". Il talento di Dživelegov di comporre ""le prefazioni sociologiche"" venne riconosciuto, in particolare, dal traduttore Michail Lozinskij che chiese allo studioso di corredare la sua traduzione della Vita di Cellini da una prefazione dettagliata.

Bibliografia: M. Andreev, A.K. Dživelegov, in Id., Literatura Italii. Temy i personaži, Moskva, RGGU, 2008, pp. 308-318; RGALI. F. 2032. Dživelegov A.K.

Kristina Landa

Data del paratesto: 1948

Author image:

Titolo dell'opera originale tradotta in russo: [Sonetti scelti; Canzoni scelte; Sestina; Ballate scelte; Madrigali scelti (1); Sonetti scelti; Ninfale Fiesolano (2); Ballata (3); Rime scelte (4); Sonetto (5); Rime scelte (6); Madrigale (7); Orlando Furioso (ottave iniziali) (8)

Data dell'opera originale: 1336-1374 (1); 1334-1335 'ca, 1345 (2); prima del 1374 (3); prima del 1449 (4); prima del 1500 (5); 1569 (6); 1554 (7); 1516 (8)

Paese dell'opera originale: Italia

Nome autore del testo originale: Petrarca Francesco (1); Boccaccio Giovanni (2); Sacchetti Franco (3); Burchiello Domenico (4); Aquilano Serafino (5); Caro Annibale (6); Stampa Gaspara (7); Ariosto Lodovico (8)

Profilo autore del testo originale: (1) Petrarca Francesco (Arezzo, 1304 - Arquà, 1374). Poeta e filologo considerato il primo umanista italiano. Nel 1312 si trasferì ad Avignone con il padre e compì i primi studi a Montpellier. Dal 1320 al 1326 studiò giurisprudenza a Bologna. Si stabilì quindi ad Avignone, dove prese gli ordini minori e incontrò Laura de Noves, destinata a diventare la figura centrale del suo Canzoniere. Secondo la tradizione, l'incontro sarebbe avvenuto nella chiesa di Santa Chiara il 6 aprile 1327, un Venerdì Santo.
Nel 1333, a Liegi, Petrarca scoprì un'orazione di Cicerone, dando così avvio all'attività di recupero dei testi classici che caratterizzò poi l'Umanesimo. Nel 1341 fu incoronato poeta laureato in Urbe, in Campidoglio, come miglior poeta del suo tempo. Due anni dopo visse una profonda crisi spirituale, innescata dalla scelta monastica del fratello Gherardo; a questo periodo risalgono il trattato Secretum meum e i Psalmi penitentiales. Sempre ad Avignone compose opere quali il Bucolicum carmen, il De otio religioso e il De vita solitaria.
Nel 1353 fece ritorno in Italia, dove continuò a dedicarsi ad attività sia politiche sia letterarie; morì ad Arquà (non lontano da Padova) nel 1374. Tra le sue opere più celebri si annoverano il poema epico Africa, le Epystole, il De viris illustribus, il De remediis utriusque fortune e, soprattutto, il Canzoniere (noto anche come Rerum vulgarium fragmenta).

Bibliografia: F. Rico, L. Marcozzi, Petrarca Francesco, in Dizionario Biografico degli Italiani, Roma, 2015, vol. 82, pp. 671-684; E.H. Wilkins, Life of Petrarch, Chicago, 1961; per le ricerche aggiornate cfr. L. Marcozzi, Bibliografia ragionata degli studi petrarcheschi recenti (2004-2006), in "Bollettino di italianistica", III (2006), 2, pp. 95-140.

Kristina Landa

Categoria autore: Autore classico

Titolo traduzione russa del testo originale: Renessansnaja poézija v perevodach Ju. N. Verchovskogo [Poéty Italii]

Collocazione traduzione: Moskva – OGIZ – GICHL

Nome traduttore: Verchovskij Jurij Nikandrovič

Profilo traduttore: Verchovskij Jurij Nikandrovič (Grišnevo, 1878 - Mosca, 1956). Poeta, traduttore e storico della letteratura. Nel 1902 si laureò al Dipartimento di Lingue romanze e germaniche della Facoltà di Storia e Filologia dell'Università di San Pietroburgo, dove ebbe come maestro l'accademico Aleksandr Veselovskij; dopo la morte di questi, Verchovskij fu segretario della commissione accademica per la pubblicazione delle sue opere. Dopo la laurea rimase all'università come ricercatore, avviandosi alla carriera accademica. Tenne inoltre corsi di letteratura russa e straniera in varie scuole di San Pietroburgo. I suoi principali interessi di ricerca si focalizzarono sui poeti dell'epoca puškiniana (come Anton Del'vig ed Evgenij Boratynskij). Come poeta, si formò sotto l'influenza del Simbolismo e frequentò la cerchia di Aleksandr Blok, Michail Kuz'min e Fëdor Sologub. Pubblicò le sue poesie sulla rivista di Valerij Brjusov "Vesy" (su invito dello stesso Brjusov), su "Apollon" e su altre riviste, prendendo posizione contro l'acmeismo. Come lirico fu apprezzato da Vjačeslav Ivanov, con il quale intrattenne un fitto scambio epistolare in versi. Dopo la rivoluzione d'Ottobre continuò a lavorare come docente, pubblicando studi di storia letteraria e traducendo poeti del Rinascimento, Adam Mickiewicz e poeti georgiani.

Bibliografia: Ju. Gel'perin, Verchovskij Jurij Nikandrovič , in Russkie pisateli 1800-1917: Biografičeskij slovar', a cura di P. Nikolaev, Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1989, t. 1, pp. 431-432; IMLI. F. 93; RGB. F. 218; IRLI. F. 377.

Kristina Landa

Curatore dell'edizione della traduzione: N/A

Data dell'edizione della traduzione russa: 1948

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