Sobor Parižskok Bogomateri Viktora Gjugo [P175]
Collocazione paratesto: V. Gjugo Sobor Parižskok Bogomateri - Molodaja gvardija - Moskva - pp. 439-445
Tipologia di paratesto: Postfazione
Autore del paratesto: Loks Kostantin Grigor’evič
Profilo autore del paratesto: Loks Kostantin Grigor'evič (1888, Černihiv - Moskva, 1956). Scrittore, letterato, traduttore. Proveniente da una famiglia borghese (il padre era un medico), il giovane K. Loks studia presso l'Università di Mosca, prima indirizzo giuridico, poi Storico-filologico. Si laurea nel 1913, fu amico e compagno di università di Boris Pasternak. Dal 1921 cominciò a collaborare con il Narkompros, fu insegnante di Teoria della prosa presso il Vysšij Literaturno-Chudožestvennyj Institut di Mosca e poi presso l'Università di Mosca (1921-1929). Nel 1932-1937 fu professore universitario. Tra il 1943-1945 insegnò presso il Literaturnyj institut. Tradusse in russo opere di Balzac, Maupassant, Émile Zola, Victor Hugo; collaborò come redattore della Literaturnaja ènciklopedija (versione del 1925). Si v. Eršova T.L. K Loks in Novaja basmannaja, 19 Chudozhestvennaja literatura: M. 1990, pp. 448-453; Postoutenko K. Sud'ba Kostantina Loksa in "Voprosy literatury", 1992, n. 2, pp. 227-236. Archvio: RGALI, F. 646 (K.G. Loks), kart.2, ed.chr. 23, L. 40b.
Data del paratesto: 1937
Titolo dell'opera originale tradotta in russo: Notre-Dame de Paris
Data dell'opera originale: 1831
Paese dell'opera originale: Francia
Nome autore del testo originale: Hugo Victor
Profilo autore del testo originale: Victor Hugo (1802-1885) fu uno dei massimi scrittori francesi del XIX secolo, poeta, romanziere, drammaturgo e intellettuale impegnato. Figura centrale del Romanticismo, esordì come poeta lirico e si affermò nel teatro con opere innovative come Hernani (1830). La sua narrativa raggiunse vasta risonanza con romanzi di forte respiro storico e sociale quali Notre-Dame de Paris (1831) e Les Misérables (1862). Attivo anche in politica, sostenne ideali repubblicani e fu costretto all'esilio durante il Secondo Impero.
Categoria autore: Auto
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Titolo traduzione russa del testo originale: Sobor Parižskok Bogomateri
Collocazione traduzione: Moskva – Molodaja gvardija
Nome traduttore: N/A
Profilo traduttore: N/A
Curatore dell'edizione della traduzione: N/A
Data dell'edizione della traduzione russa: 1937
Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":
Se per la letteratura francese, sia all’epoca, che ancora oggi, Victor Hugo (1802-1885) è stato il più importante, il ‘più grande dei romantici’, questa stessa etichetta di ‘romantico’ non era affatto scontata, e poteva risultare problematica, per la critica sovietica degli anni Trenta. Se ne v. brevemente la definizione sulla nuovissima Literaturnaja ènciklopedija (Moskva, GICHL, 1929-1939, a cura di D. Mirskij), che era in quel periodo un’assoluta novità; la seguente definizione di ‘romanticismo’, in particolare, esce nel 1937 (X tomo), ed è dunque particolarmente funzionale alla nostra analisi: “Il Romanticismo fiorì con la massima magnificenza in Francia, dove fu particolarmente complesso e contraddittorio, unendo rappresentanti di interessi di classe molto diversi sotto un’unica bandiera letteraria. In Francia, è particolarmente chiaro come il Romanticismo potesse essere espressione della più diversa divergenza dalla realtà — dalla malinconia impotente dell’aristocrazia (un’aristocrazia che aveva assorbito tutto il soggettivismo borghese) per il passato feudale (Vigny) all’ottimismo volontaristico che rimpiazzava una genuina comprensione della realtà, con illusioni più o meno sincere (Lamartine, Hugo)”. La definizione mette l’accento sulla contraddittorietà del movimento, spesso prerogativa delle classi aristocratiche, legate al passato, antiprogressiste, e vittime di un pericoloso soggettivismo. Anche il problema dell’espressione di questa corrente letteraria in classi sociali diverse, con diversi esiti è sottolineato, e nell’incipit dell’articolo. La voce enciclopedica prosegue poi chiarendo che il tempo portò in seguito ad uno sviluppo (secondo le note leggi del materialismo storico), ad un ‘superamento’ [preodolenie], e alla distruzione [likvidacija] del romanticismo, grazie all’avvento del realismo, all’interno di una lotta: “Una lotta [bor’ba] contro il Romanticismo inizia da nuove posizioni realistiche” (sui ‘pro’ e ‘contro’ del romanticismo negli anni Trenta si v. D005, D038, D015). Per Mirskij, uno dei momenti fondamentali di questa lotta riguardava in particolare l’elemento dell’immaginazione e della fantasia, che nelle opere romantiche era stata una prerogativa molto forte, e che dalla critica sovietica degli anni Trenta era invece spesso considerato disdicevole e dannoso. All’interno di questo quadro teorico è comprensibile e prevedibile che Victor Hugo, e in particolare il suo romanzo Notre dame de Paris, sia presentato in maniera analoga nell’edizione 1937: Kostantin Loks, che scrisse la postfazione al romanzo nel 1936-37, sottolinea nel suo paratesto che Victor Hugo era un “grande ammiratore di tali metodi stilistici tipici del romanticismo”. L’autore indica inoltre nello stile e nelle opere di Walter Scott la fonte principale e l’ispirazione di V. Hugo per il suo ‘romanzo storico’ sulla Parigi del medioevo. Nella sua postfazione Loks rintraccia in Notre-dame de Paris, via via, segni di ‘romanticismo’ e di ‘realismo’, in un susseguirsi di lati positivi, e lati negativi in vivace giustapposizione. Agli elementi storici (di derivazione walter-scottiana), osserva K. Loks, si univano nel romanzo di Quasimodo anche numerosi riferimenti provenienti dalle opere più di moda degli scrittori romantici, legati al gusto dell’horror e dell’immaginifico (stile gotico), come Ann Radcliff; Loks cita in particolare come elementi puramente fantastici e immaginifici sono funzionali alla creazione dell’eroe malvagio (‘zlodej’), dai tratti quasi satanici nella sua grandezza e potenza; le frequenti descrizioni delle prigione, di boia e torture sono tipicamente ‘romantiche’ (aspetto negativo, perché poco realistico, per il critico); a questo egli accosta però la parte ‘realistica’ del romanzo Notre-dame de Paris (in particolare le descrizioni accurate da parte del narratore della Parigi medioevale, con le sue fitte stradine, la vita popolare dei quartieri artigiani e le meravigliose descrizioni della cattedrale, dunque considerabile un aspetto positivo del romanzo. Al contempo, Loks avverte anche che Notre-dame de Paris “non può essere considerato un “autentico romanzo storico”, nonostante le “pretese di Hugo”, il quale anzi secondo il critico utilizza consapevolmente e abilmente questa etichetta alla moda per raccontare solo la storia e le avventure personali e amorose dei suoi personaggi (Frolo, Esmeralda, Quasimodo, ecc.), e questo, di nuovo, non è bene per il critico sovietico; si sottolinea in ogni caso l’importanza di Notre-dame de Paris come opera profondamente antireligiosa, anticlericale, e di ‘ribellione’ rispetto ai sorprusi della Chiesa cattolica feudale.- Questo era perfettamente in linea con le direttive anti-clericali di quel momento, perché indice di un romanticismo di segno positivo, in opposizione alle tendenze romantiche “monarchico-cattoliche” di autori banditi come Chateaubriand (v. D038 sull’ateismo di Puškin, 1937, poi D061, D060). Loks conclude scrivendo che l’opera di Hugo è una “combinazione di enorme talento artistico con una delundente poetica dei miraggi dell’immaginazione”.
Alessandra Carbone