Titolo paratesto [Codice paratesto]:

Vazari – pisatel’ i istorik iskusstva [P095]

Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":

Èfros definisce il metodo letterario principale di Vasari come una composizione di novelle basate sull’esperienza vissuta. Egli rimprovera gli studiosi per le accuse di plagio da essi rivolte allo storico, spiegando che tale concetto non era ancora presente nella cultura rinascimentale. Nelle descrizioni dei grandi artisti, Vasari cerca sempre di essere chiaro, sicuro e preciso, evitando dubbi e incertezze. Il libro, che egli aveva inizialmente destinato a uno svago, divenne infine un’opera storica; il talento organizzativo dello scrittore superò i difetti della narrazione.

Secondo Èfros, la sua opera sarebbe segnata da un conflitto interiore: in lui, un artista di corporazione tardo-rinascimentale lotta contro un artista cortigiano del primo manierismo, lo stile della Controriforma reazionaria. Spesso, è l’artigiano libero a prevalere sull’artista servo della nobiltà. Per Èfros, ciò significa che i residui del Rinascimento prendono in Vasari il sopravvento sui primi accenni del manierismo. Nella figura di Vasari si incarna la grande crisi del Cinquecento, che si manifesta anche nelle divergenze tra la prima e la seconda edizione della sua opera, nonché nella sua sceltra tra il “bello” (manierismo) e il “naturale” (Rinascimento) nell’estetica. Tutti i difetti della sua opera sono da ascrivere al nuovo spirito cortigiano; tutti i pregi sono dovuti alla cultura rinascimentale che ancora resiste. Ed è proprio la testimonianza di questo conflitto storico tra due epoche a rendere il libro così prezioso per il lettore contemporaneo.

Kristina Landa

Collocazione paratesto: Žizneopisanija naibolee znamenitych živopiscev, vajatelej i zodčich - Moskva-Leningrad - Academia - t. 1 - pp. 55-98

Tipologia di paratesto: Prefazione

Autore del paratesto: Èfros Abram Markovič

Profilo autore del paratesto: Èfros Abram Markovič (1888, Mosca - 1954, Mosca) - critico dell'arte, critico letterario, traduttore, storico del teatro, membro dell'amministrazione dei musei più importanti di Mosca negli anni Venti. Già negli anni dell'università tradusse il Cantico dei Cantici dall'ebraico antico (1909), fu autore di diverse traduzioni da francese e italiano; compose saggi su Aleksandr Puškin, Michelangelo, Paul Valéry e altri artisti e letterati. Fu inoltre autore di una raccolta di sonetti erotici (Èrotičeskie sonety, 1922). Negli anni Trenta Èfros fu capo redattore della collana Francuzskaja literatura presso la casa editrice Academia. Secondo M. Rac, i paratesti di Èfros alle traduzioni delle opere francesi rappresentano spesso dei piccoli capolavori (Rac 1989: 13). Nel 1937 fu arrestato e mandato in esilio per tre anni nella città di Rostov Velikij. Nel 1950, nel corso delle repressioni antiebraiche contro i "cosmopoliti", fu mandato in esilio a Taškent, dove lavorò fino alla morte come professore all'Istituto statale dell'arte teatrale di Taškent.

Bibliografia: O. Lekmanov, Èfros A.M., in Mandel'štamovskaja ènciklopedija, Moskva, Političeskaja ènciklopedija, 2017, t. 1, p. 569; P. Nerler, Mandel'štam i Èfros: о prevratnostjach netvorčeskich peresečenij, "Naše nasledie", 114 (2015), pp. 38 -52; R. Timenčik, Iz Imennogo ukazatelja k "Zapisnym knižkam" Achmatovoj: A. Èfros, "Literaturnyj fakt", 3/17 (2020), рр. 292-301; RGB. F. 589. Èfros Abram Markovič.

Kristina Landa

Data del paratesto: 1933

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Titolo dell'opera originale tradotta in russo: Le vite de' più eccellenti pittori, scultori, e architettori

Data dell'opera originale: 1568 [1550]

Paese dell'opera originale: Italia

Nome autore del testo originale: Vasari Giorgio

Profilo autore del testo originale: Giorgio Vasari (Arezzo, 1511 - Firenze, 1574). Pittore, architetto, letterato e storico dell'arte, noto anche come collezionista di disegni. Fu responsabile della decorazione del Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio a Firenze e del Salone dei Cento Giorni nel Palazzo della Cancelleria a Roma. In qualità di architetto, lavorò al progetto del Palazzo della Carovana a Pisa e al complesso degli Uffizi a Firenze.
Considerato il primo storico dell'arte dell'età moderna, è celebre soprattutto per le Vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori, raccolta di biografie degli artisti italiani da Cimabue fino ai suoi contemporanei.

Bibliografia: B. Agosti, Vasari, Giorgio, in Dizionario Biografico degli Italiani, Roma, 2020, vol. 98; N. Lepri, A. Palesati, Fuori dalla corte. Documenti per la biografia vasariana, Montepulciano, 2003; C.M. Simonetti, La vita delle "Vite" vasariane. Profilo storico di due edizioni, Firenze, 2005.

Kristina Landa

Categoria autore: Autore classico

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Titolo traduzione russa del testo originale: Žizneopisanija naibolee znamenitych živopiscev, vajatelej i zodčich

Collocazione traduzione: Moskva-Leningrad – Academia

Nome traduttore: Verchovskij Jurij Nikandrovič, Gabričevskij Aleksandr Georgievič, Grifcov Boris Aleksandrovič, Guber Andrej Aleksandrovič, Dživelegov Aleksej Karpovič, Èfros Abram Markovič

Profilo traduttore: Verchovskij Jurij Nikandrovič (Grišnevo, 1878 - Mosca, 1956). Poeta, traduttore e storico della letteratura. Nel 1902 si laureò al Dipartimento di Lingue romanze e germaniche della Facoltà di Storia e Filologia dell'Università di San Pietroburgo, dove ebbe come maestro l'accademico Aleksandr Veselovskij; dopo la morte di questi, Verchovskij fu segretario della commissione accademica per la pubblicazione delle sue opere. Dopo la laurea rimase all'università come ricercatore, avviandosi alla carriera accademica. Tenne inoltre corsi di letteratura russa e straniera in varie scuole di San Pietroburgo. I suoi principali interessi di ricerca si focalizzarono sui poeti dell'epoca puškiniana (come Anton Del'vig ed Evgenij Boratynskij). Come poeta, si formò sotto l'influenza del Simbolismo e frequentò la cerchia di Aleksandr Blok, Michail Kuz'min e Fëdor Sologub. Pubblicò le sue poesie sulla rivista di Valerij Brjusov "Vesy" (su invito dello stesso Brjusov), su "Apollon" e su altre riviste, prendendo posizione contro l'acmeismo. Come lirico fu apprezzato da Vjačeslav Ivanov, con il quale intrattenne un fitto scambio epistolare in versi. Dopo la rivoluzione d'Ottobre continuò a lavorare come docente, pubblicando studi di storia letteraria e traducendo poeti del Rinascimento, Adam Mickiewicz e poeti georgiani.

Bibliografia: Ju. Gel'perin, Verchovskij Jurij Nikandrovič , in Russkie pisateli 1800-1917: Biografičeskij slovar', a cura di P. Nikolaev, Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1989, t. 1, pp. 431-432; IMLI. F. 93; RGB. F. 218; IRLI. F. 377.

Gabričevskij Aleksandr Georgievič (Mosca, 1891 - Koktebel', 1968). Storico e teorico delle arti figurative, critico letterario, storico della letteratura, traduttore e autore di numerosi studi sulla storia e la teoria dell'architettura e della pittura rinascimentale.
Nel 1915 si laureò presso la Facoltà di Storia e Filologia dell'Università di Mosca. Dal 1918 insegnò nella stessa università, alla VChUTEIN (Scuola Superiore di Arte e Tecnica) e in istituti superiori di architettura. Negli anni Venti fu membro della GAChN (Accademia di Stato di Scienze Artistiche).
Nel 1929 fu arrestato con l'accusa di attività "controrivoluzionaria"; nel 1930 partecipò ai funerali del poeta Maksimilian Vološin a Koktebel'. Arrestato nuovamente nel 1935, fu condannato a tre anni di esilio, ma venne liberato dopo un anno. Nel 1941 fu eletto membro dell'Accademia di Architettura dell'URSS; poco dopo fu nuovamente arrestato e deportato in Siberia.
Nel 1949, durante la campagna contro i "cosmopoliti", fu espulso dall'Accademia e assunto dall'Università di Mosca, dove tenne un corso sull'arte del Rinascimento.

Bibliografia: Aleksandr Georgievič Gabričevskij (1891--1968): К 100-letiju so dnja roždenija, a cura di Ja. Bruk, Moskva, Sovetskij chudožnik, 1992; Aleksandr Georgievič Gabričevskij: Biografija i kul'tura: Dokumenty, pis'ma, vospominanija, a cura di О. Severceva, Мoskva, ROSSPÈN, 2011; A. Pučkov, Gabričevskij i vokrug: Teorija architekturnogo organizma 1920--1930-ch, New York, Almaz, 2022; https://bessmertnybarak.ru/gabrichevskiy_aleksandr_georgievich/; RGALI. F. 681, op. 1, ed.chr. 519; f. 941, op. 10, ed.chr. 32; f. 2466, op. 5, ed.chr. 182; op. 8, ed.chr. 70; f. 3244, op. 1, ed.chr. 952; IRLI RAN. F. 562, op. 3, ed.chr. 381; op. 5, ed.chr. 129.

Grifcov Boris Aleksandrovič (Vasil'ki, 1885 - Mosca, 1950). Storico della letteratura, critico letterario, storico dell'arte e traduttore. Si laureò nel 1909 presso il Dipartimento di Filosofia della Facoltà di Storia e Filologia dell'Università di Mosca, proseguendo poi gli studi in Germania e in Francia e dedicandosi, tra il 1910 e il 1914, allo studio dell'arte e della cultura in Italia. Dal 1907 al 1910 tenne corsi di letteratura in una scuola per operai.

Iniziò a pubblicare articoli su riviste nel 1906 e saggi di carattere lirico nel 1907, sostenendo il valore di un'arte individualista, antiutilitarista e irrazionale. Nel 1911 uscì il suo saggio sui filosofi russi Vasilij Rozanov, Dmitrij Merežkovskij e Lev Šestov, permeato da uno spirito antipositivista e da forti influenze simboliste. Nel 1918 fu tra i fondatori e i docenti dell'Istituto di Cultura Italiana a Mosca. Pubblicò una monografia sull'arte greca nel 1923 e, nel 1927, un volume sulla teoria del romanzo. Nel periodo sovietico fu considerato il massimo esperto delle opere di Honoré de Balzac. Insegnò presso l'Università Pedagogica Statale di Mosca, l'Università Statale di Tver' e fu tra i fondatori dell'Università Linguistica Statale di Mosca. Tradusse in russo Giorgio Vasari, Romain Rolland, Honoré de Balzac, Marcel Proust e Gustave Flaubert; curò il grande dizionario russo-italiano del 1934 e pubblicò una monografia sul metodo artistico di Balzac nel 1937.

Bibliografia: A. Lavrov, Grifcov Boris Aleksandrovič, in Russkie pisateli 1800 - 1917. Biografičeskij slovar', a cura di P. Nikolaev, Moskva, Bol'šaja Rossijskaja ènciklopedija; Fianit, 1992, t. 2, pp. 45-46; M. Grifcova, Iz vospominanij ob Institute ital'janskoj kul'tury v Moskve, in Dantovskie čtenija 1979, Moskva, AN SSSR, 1979, pp. 260-266; RGALI. F. 2171; IMLI. F. 419; RGB. F. 218, k. 1353, d. 6.

Guber Andrej Aleksandrovič (Katav-Ivanovskij, Urali, 1900 - Mosca, 1970). Storico dell'arte, traduttore ed enciclopedista. Nel 1922 si laureò presso la Facoltà di Storia e Filologia dell'Università di Mosca. Dal 1923 al 1930 lavorò alla GAChN (Accademia di Stato di Scienze Artistiche) e dal 1926 al 1939 fu membro del comitato redazionale del Dizionario enciclopedico Granat. Amico e allievo del filosofo Gustav Špet, visse a casa sua negli anni Trenta.
Dal 1939 al 1948 diresse la Sezione di Letteratura, Arte e Linguaggio dell'Istituto Statale "Sovetskaja ènciklopedija" (Enciclopedia Sovietica). Nel 1945 discusse la tesi di dottorato sulla teoria delle belle arti di Giovanni Paolo Lomazzo; nel 1944 fu assunto come ricercatore presso il Museo Puškin delle Belle Arti di Mosca, di cui divenne conservatore responsabile a partire dal 1949. Tra il 1950 e il 1960 curò l'esposizione di opere delle collezioni nazionali in mostre in Europa, negli Stati Uniti e in Brasile; nel 1957 partecipò a un congresso a Venezia dedicato all'arte di Carlo Goldoni. Nel 1960, grazie a una borsa di studio UNESCO, viaggiò in Italia, Grecia e Francia per studiare le tecniche di restauro dei monumenti artistici.
Tradusse in russo e commentò la Scienza nuova di Giambattista Vico (1940) e le Opere scelte di Leonardo da Vinci (1952), oltre ad altri autori del Rinascimento italiano. Fu autore della monografia su Michelangelo (1953).

Bibliografia: Guber Andrej Aleksandrovič, in Slovar' Moskovskogo universiteta. Istoričeskij fakul'tet, a cura di S. Karpov, Moskva, Izdatel'stvo Moskovskogo universiteta; Izdatel'stvo Rosspèn, 2004, pp. 110-111; in M. Venditti, Filosofskie osnovanija literaturovedenija v GAChN, "Novoe literaturnoe obozrenie", 134 (2015), pp. 150-169; M. Venditti, Struktura poètičeskogo simvola u Andreja Gubera (1927): meždu semantikoj i retorikoj, in Verba volant, scripta manent. Festšrift k 50-letiju Igor'ja Pil'ščikova, a cura di N. Poseljagin i M. Trunin, Novi Sad, 2017, pp. 69-80; OR GMII. F. 40; RGALI. F. 632, op. 4, ed. chr. 102.

Dživelegov Aleksej Karpovič (1975, Nachičevan'-na-Donu -1952, Mosca) - esperto di storia e letteratura del Rinascimento e del teatro italiano, autore della prima monografia sovietica su Dante, che negli anni Trenta e Quaranta viene considerato lo studioso più autorevole nell'ambito dell'italianistica in URSS e fino al 1937 dirige la collana di letteratura italiana presso Academia. Prima della rivoluzione d'Ottobre fu membro del partito democratico-costituzionale; anche nella Russia zarista applicò l'approccio storico e sociologico allo studio delle opere letterarie. Nel periodo staliniano applica il metodo marxista, anche se non la sua analisi non si riduce mai a quella del metodo ""sociologico volgare"". Il talento di Dživelegov di comporre ""le prefazioni sociologiche"" venne riconosciuto, in particolare, dal traduttore Michail Lozinskij che chiese allo studioso di corredare la sua traduzione della Vita di Cellini da una prefazione dettagliata.

Bibliografia: M. Andreev, A.K. Dživelegov, in Id., Literatura Italii. Temy i personaži, Moskva, RGGU, 2008, pp. 308-318; RGALI. F. 2032. Dživelegov A.K.

Èfros Abram Markovič (1888, Mosca - 1954, Mosca) - critico dell'arte, critico letterario, traduttore, storico del teatro, membro dell'amministrazione dei musei più importanti di Mosca negli anni Venti. Già negli anni dell'università tradusse il Cantico dei Cantici dall'ebraico antico (1909), fu autore di diverse traduzioni da francese e italiano; compose saggi su Aleksandr Puškin, Michelangelo, Paul Valéry e altri artisti e letterati. Fu inoltre autore di una raccolta di sonetti erotici (Èrotičeskie sonety, 1922). Negli anni Trenta Èfros fu capo redattore della collana Francuzskaja literatura presso la casa editrice Academia. Secondo M. Rac, i paratesti di Èfros alle traduzioni delle opere francesi "rappresentano spesso dei piccoli capolavori" (Rac 1989: 13). Nel 1937 fu arrestato e mandato in esilio per tre anni nella città di Rostov Velikij. Nel 1950, nel corso delle repressioni antiebraiche contro i "cosmopoliti", fu mandato in esilio a Taškent, dove lavorò fino alla morte come professore all'Istituto statale dell'arte teatrale di Taškent.

Kristina Landa

Curatore dell'edizione della traduzione: Dživelegov Aleksej Karpovič, Èfros Abram Markovič

Data dell'edizione della traduzione russa: 1933

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