Titolo paratesto [Codice paratesto]:

Viktor Gjugo i sovremennost’ [P176]

Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":

Nel saggio su V. Hugo del 1952 abbiamo una postura critica decisamente diversa rispetto a P175. Il paratesto è una lunga introduzione, e si trova all’inizio della nuova edizione di opere scelte di V. Hugo. L’autore è lo studioso e apparatčik Ivan Anisimov, di cui è tipico un approccio molto meno dedicato all’analisi testuale, e molto più focalizzato sull’importanza e sulla postura politica dell’autore tradotto/presentato ai lettori sovietici, spesso in modo esagerato, iperbolico. Celebrando “il grande scrittore Victor Hugo, amico delle masse popolari”, Anisimov evita di approfondire questioni puramente letterarie per entrare invece subito in una polemica politica contro le forze della Reazione occidentale, tipica della retorica (anche letteraria) della Guerra fredda: “L’opera di Hugo è vicina al cuore di milioni di persone oneste in tutto il mondo che si sono sollevate in difesa della pace, della libertà e della democrazia. I reazionari cercano in ogni modo di infangare la maestosa immagine di Victor Hugo e di sminuire le sue nobili aspirazioni. La borghesia lo teme e cerca di “neutralizzarlo” (v. D159, D200). I nemici della democrazia insultano la sua memoria”. Inoltre Anisimov riprende il sempre amato tema della superiorità sovietica durante la II Guerra mondiale e sottolinea un episodio tratto dall’occupazione tedesca di Parigi, per rimarcare la ‘superiorità’ morale dell’URSS, non solo nei confronti della Germania nazista, ma anche della contemporanea Francia repubblicana post-1945: “Gli invasori tedeschi distrussero il monumento a Hugo a Parigi. I governanti dell’attuale Quarta Repubblica deliberatamente non hanno restaurato la reliquia nazionale profanata”. È chiaro sin dall’inizio che alla critica sovietica di fine anni Quaranta-inizio anni Cinquanta interessa soprattutto il lato politico (e dell’interpretazione politica) dello scrittore. In questo caso di Victor Hugo si ricorda ancora, in particolare l’autore di Gavroche, l’autore de Les misérables e l’amico degli umiliati e offesi’; Anisimov dedica a Notre-Dame de Paris solo poche righe, in cui sottolinea vagamente il realismo dell’opera nella rappresentazione della pulsante città medioevale, e, soprattutto, ne sottolinea le tendenze progressive: “Quest’opera attira ancora i lettori con le sue descrizioni insolitamente vivide della Parigi del XV secolo, la sua profonda simpatia per la gente comune e il suo odio per le forze di oppressione e reazione”. Anisimov specifica, anche però, che “non è certo questa l’opera più significativa dello scrittore francese”. In particolare al critico interessa l’immagine di uomo politico-democratico in V. Hugo, il cui spirito ‘rivoluzionario’ ne fece un “sostenitore della rivoluzione del 1848”, e, soprattutto, un “nemico dei Bonaparte” (Anisimov sottolinea in particolare l’esigenza di Hugo di lasciare Parigi e la Francia nel 1851 da “uomo perseguitato dal potere”, e ricorda anche il pamphlet antimonarchico “Napoleon le petit” nel quale si aveva, per il critico sovietico, un “micidiale smascheramento della reazione” [ubiistvennoe razoblačenie reakcii]. Del romanzo Les misérables, a cui dedica maggiore spazio, Anisimov scrive poi: “Il pathos del romanzo Les misérables risiede nel suo pervasivo senso dell’instabilità della società borghese, nella premonizione che si stia avvicinando velocemente un’era storica in cui l’umanità si libererà dal giogo capitalista”. Il critico sostiene infatti che le parti migliori del romanzo siano da ricercarsi nelle “scene di barricate popolari durante il giugno 1832”, con personaggi che il critico accosta ai ‘repubblicani’ presenti anche nel romanzo di Balzac Illusions perdues (e a cui fa riferimento la già citata lettera di Engels a M. Harkness del 1888, v P150-P151). I ‘lati negativi’ di V. Hugo, stanno, per Anisimov, nella sua “inadeguata preparazione politica”, soprattutto alla fine della sua lunga vita, per cui non è negabile che Hugo “non aveva compreso la Comune del 1871”; lo studioso sovietico deve dunque concludere con la consueta sintesi (che però, al contrario di quella di Loks, ha un movimento ascendente, verso i lati positivi dello scrittore): “Da qui le grandi contraddizioni nella sua opera, in cui il pathos del potere popolare e l’odio verso il sistema capitalista coesistono spesso con illusioni e pregiudizi piccolo-borghesi. Ma queste contraddizioni non devono impedirci di vedere nell’opera di Hugo tutto ciò che lo rende vicino al popolo, alle persone progressiste, a tutta l’umanità progressista”.

Collocazione paratesto: V. Gjugo. Izbrannye sočinenija - GICHL - Moskva-Leningrad - pp. V-XVI

Tipologia di paratesto: Prefazione

Autore del paratesto: Anisimov Ivan Ivanovič

Profilo autore del paratesto: Ivan Ivanovič Anisimov (1899 - 1966) nacque nel 1899 nel villaggio di Glotovka, nel governatorato di Smolensk, in una famiglia di impiegati locali. Nel 1919 fu arruolato nell'Armata Rossa, dove svolse attività politico-culturale e teatrale/didattica. Dopo la smobilitazione riprese a lavorare come semplice insegnante, poi nel 1922, entrò all'Università di Mosca, facoltà di letteratura e arte. Nel 1925 iniziò il dottorato (aspirantura) presso l'Istituto di Letteratura e Lingua della RANION, che concluse nel 1928. In seguito insegnò nei due principali atenei di Mosca, continuando la propria attività di ricerca presso la KomAkademija (l''Accademia Comunista'). Tra il 1933 e il 1938 diresse la cattedra di letteratura presso l'istituzione universitaria Institut krasnoj professury (il celebre 'Professorato rosso') e fu ammesso all'Unione degli scrittori sovietici (1934). Divenuto sempre più influente, passò a dirigere anche il settore di letteratura straniera presso la GICHL, e fu membro della redazione della rivista "Internacional'naja literatura". Durante la guerra fu mobilitato, prestò servizio sui fronti meridionale e transcaucasico, lavorò poi come corrispondente militare del giornale "Izvestija" fino alla fine del conflitto, ricevendo l'Ordine della Guerra Patriottica di II grado. Nel dopoguerra fu vice presidente del Comitato per le Arti del Consiglio dei ministri (1945-1948), docente all'Accademia delle Scienze Sociali del Partito Comunista e redattore capo della rivista "Sovetskaja literatura" (1948-1952). Fedelissimo delle politiche del Cremlino, riuscì a più riprese ad evitare purghe e repressioni (tra i contemporanei, c'è chi lo ricorda nelle proprie memorie come uno dei più aggressivi carrieristi e 'literaturnye gangstery' della sua epoca, v. testimonianza di Ju. Oksman) e nel 1952 ricoprì il prestigioso incarico di direttore dell'Istituto di Letteratura Mondiale "A. M. Gor'kij" (Mosca), in cui sino al 1953 andò violentemente difendendo le posizioni sovietiche contro il "cosmopolitismo". Nel 1960 fu eletto membro corrispondente dell'Accademia delle Scienze dell'URSS e divenne redattore capo della serie "Literaturnoe nasledstvo". Ricevette numerose onorificenze durante tutto il corso della sua vita; nel 1966 gli fu conferito il Premio V. G. Belinskij, e postumo, il Premio di Stato dell'URSS (1978) per la partecipazione alla Biblioteca della letteratura mondiale (Biblioteka mirovoj literatury). Morì a Mosca nel 1966. Bol'šaja sovetskaja ènciklopedija, Mosca (1926-1990).

Data del paratesto: 1952

Author image:

Titolo dell'opera originale tradotta in russo: Notre-Dame de Paris

Data dell'opera originale: 1831

Paese dell'opera originale: Francia

Nome autore del testo originale: Hugo Victor

Profilo autore del testo originale: Victor Hugo (1802-1885) fu uno dei massimi scrittori francesi del XIX secolo, poeta, romanziere, drammaturgo e intellettuale impegnato. Figura centrale del Romanticismo, esordì come poeta lirico e si affermò nel teatro con opere innovative come Hernani (1830). La sua narrativa raggiunse vasta risonanza con romanzi di forte respiro storico e sociale quali Notre-Dame de Paris (1831) e Les Misérables (1862). Attivo anche in politica, sostenne ideali repubblicani e fu costretto all'esilio durante il Secondo Impero

Categoria autore: Auto

Author image:

Titolo traduzione russa del testo originale: Sobor Parižskok Bogomateri

Collocazione traduzione: Moskva-Leningrad – GICHL

Nome traduttore: N/A

Profilo traduttore: N/A

Curatore dell'edizione della traduzione: N/A

Data dell'edizione della traduzione russa: 1952

Nuova ricerca
  • Paese dell'opera originale