Titolo paratesto [Codice paratesto]:

Vospitanie čuvstv [P063]

Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":

A differenza degli scritti della metà degli anni Trenta su L’éducation sentimentale, vediamo qui che il critico sceglie in particolare di concentrarsi sulla ricostruzione storica e sulle fonti di Flaubert riguardanti le teorie e le utopie socialiste del XVIII e del XIX secolo, che sottostavano ai fatti narrati nel romanzo, e sul valore di Flaubert come scrittore ‘nazionale’, autore di quello che per lui può essere definito un ‘romanzo storico’ (D153, D154): Ejchengol’c insiste infatti molto sul fatto che Flaubert si preparò per anni “proprio per restituire un quadro il più possibile veritiero dello sfondo politico, storico e sociale del periodo illustrato nel romanzo”; una ulteriore differenza rispetto al paratesto degli anni Trenta si può notare nella perentorietà con la quale viene liquidato come semplicemente “tendenzioso” uno dei passi più importanti del libro L’éducation sentimentale (ovvero l’episodio della presa del Palazzo delle Tuileries e il comportamento del ‘populace’ francese in quel frangente); tale episodio, se nell’articolo del 1935 era stato citato da Èjchengol’c come mero esempio di un ‘antidemocratismo’ latente da parte di Flaubert, borghesofobico (‘buržazofob’), incapace al contempo di rinnegare davvero la propria classe e i suoi pregiudizi, qui, nel testo del 1947, si elencano molto sinteticamente gli episodi incriminati da quel passo riguardante la presa delle Tuileries. Li si riporta in elenco come esempio di narrazione storicamente falsa, evitandone dunque la citazione diretta dal romanzo, che, ben più ampia e stilisticamente accattivante, avrebbe potuto essere troppo evocativa, insultante nei confronti del ‘populace’ (in russo la parola utilizzata nella traduzione era il dispregiativo čern’), e delle ‘masse rivoluzionarie’, in generale; il racconto poteva essere dunque giudicabile eversivo nel contesto politico di fine anni quaranta in URSS; il critico sottolinea invece la non affidabilità di Flaubert nella deliberata scelta di fonti faziose e reazionarie nella descrizione degli eventi rivoluzionari del febbraio 1848; scrive infatti Èjchengol’c: “lo stile e la portata di tali riferimenti, che lo scrittore utilizza al posto di quelli eroici riportati da Théroigne de Méricourt durante la Rivoluzione francese, sono tendenziosi.”
Alessandra Carbone

Collocazione paratesto: Izbrannye sočinenija - Moskva - Ogiz - pp. 628-637

Tipologia di paratesto: Postfazione

Autore del paratesto: Èjchengol’c Mark Davidovič

Profilo autore del paratesto: Èjchengol'c Mark Davidovič (Kremenčug, 1889 - Mosca, 1953). Storico della letteratura e traduttore. Proveniente da una famiglia ebraico-ucraina della media borghesia (il padre era giurista), studiò lingue e letterature romanze all'Università di Mosca, laureandosi nel 1914 con una specializzazione in letteratura francese. Durante gli studi, come era consuetudine nel periodo, ebbe modo di viaggiare e perfezionarsi all'estero, in particolare in Francia e in Italia. Dal 1918 collaborò con il Narkompros (Commissariato del Popolo per l'Istruzione) e nel contempo insegnò in diversi atenei, tenendo un corso di Letteratura europeo-occidentale presso l'Università di Mosca e l'Institut Krasnoj Professury. Lavorò inoltre come redattore e revisore per le case editrici Gosizdat e GICHL, occupandosi in particolare della letteratura francese. I suoi principali contributi scientifici sono dedicati all'opera di Gustave Flaubert e di Émile Zola. Di quest'ultimo curò la prima edizione delle Opere (Sobranie sočinenij, 1928-1935) e gli dedicò la monografia Tvorčeskaja laboratorija Èmilja Zola (1940). Fu inoltre curatore e prefatore delle Opere di Gustave Flaubert (Sobranie sočinenij v 10 tt., 1933-1938, di cui uscirono solo otto volumi) e di una selezione di testi dello stesso autore (G. Flaubert, Izbrannye sočinenija, 1947). Stretto collaboratore e amico di Anatolij Lunačarskij, che lo stimava molto, con lui curò l'edizione di questi grandi classici francesi dell'Ottocento (si veda, al riguardo, la corrispondenza di Lunačarskij).

Bibliografia: F.S. Narkir'er, Èjchengol'c, Mark Davidovič, in Kratkaja literaturnaja ènciklopedija, a cura di A. Surkov, Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1971, stb. 1136; Èjchengol'c, Mark Davidovič, in Pisateli sovremennoj èpochi. Bio-bibliografičeskij slovar' russkich pisatelej XX veka, pod red. B.P. Koz'mina, Moskva, GAChN, 1928, p. 275; RGALI. F. 596, op. 1, ed. chr. 110.

Kristina Landa, Alessandra Carbone

Data del paratesto: 1947

Titolo dell'opera originale tradotta in russo: L'Education sentimentale

Data dell'opera originale: 1869

Paese dell'opera originale: Francia

Nome autore del testo originale: Flaubert Gustave

Profilo autore del testo originale: Flaubert Gustave (Rouen, 1821 - Croisset 1880). Considerato uno dei maestri del realismo e del naturalismo, in contrapposizione al romanticismo, la sua poetica promuove l'idea che lo scrittore debba limitarsi a "rappresentare solamente", astenendosi da commenti personali o morali sui propri personaggi o sulle vicende narrate. Le opere maggiori di Flaubert sono Madame Bovary (1856, il romanzo fu poi giudicato e vietato per 'oltraggio alla morale e alla religione' nel 1857); L'Educazione sentimentale (versione del 1869), Sallambô (1862), Bouvard et Pécuchet (1881). Autore di prosa (racconti e romanzi). In ambito russo: conobbe Ivan Turgenev, che tradusse le sue opere (a partire dagli anni Settanta del XIX secolo), ne facilitò la ricezione e la traduzione nell'ambito culturale russo e mantenne con il collega e amico francese una fitta corrispondenza. Lo stile di Flaubert: Contrariamente a Balzac, a Stendhal e, in generale, ai narratori della prima metà dell'Ottocento, Flaubert "si astiene dal commentare gli avvenimenti raccontati e, tanto più, dall'identificarsi con uno dei personaggi della vicenda, convinto che la perfetta espressione dei fatti sia sufficiente per interpretarli. Egli rifiuta quindi di parlare di se stesso e delle sue idee, di comunicare al lettore i 'palpiti del suo cuore'; egli vuole, al contrario, 'dimenticarsi' e vivere soltanto in funzione dell'opera. Se da un lato l'immergersi totale e ascetico nella scrittura angoscia e affligge Flaubert, dall'altro gli elargisce un piacere profondo, una 'gioia voluttuosa' che considera l'unica cosa davvero soddisfacente nel deserto del vivere" (Fonte: Davide Monda in Enciclopedia Treccani Online).

Categoria autore: Autore

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Titolo traduzione russa del testo originale: Vospitanie čuvstv

Collocazione traduzione: Moskva – Ogiz

Nome traduttore: Fedorov Andrej Venediktovič

Profilo traduttore: Federov Andrej Vladimirovič (1906 San Pietroburgo - 1997, San Pietroburgo). Traduttore, letterato, pubblicista; fu uno dei fondatori e teorici della traduzione letteraria in ambito sovietico. Visse e studiò a Pietroburgo/Leningrado, fu allievo di L.V. Ščerba, Ju. Tynjanov, V.V. Vinogradov e V.M. Žirmunskij; fu professore universitario, dal 1963 al 1979 diresse il Dipartimento di filologia tedesca dell'Università statale di Leningrado. Filologo, linguista, letterato, è autore della celebre e pionieristica monografia Iskusstvo perevoda (l'arte della traduzione), redatta insieme a Kornej Čukovskij e pubblicata nel 1930 (Leningrad, presso Academia). Il suo primo articolo fu Problemy stichotvornogo perevoda (Problemi della traduzione poetica, 1927). Autore di numerose monografie e di oltre duecento pubblicazioni sulla teoria e la pratica della traduzione, tradusse in russo molti celebri scrittori tedeschi (Ernst Theodor Amadeus Hoffmann, Heinrich Heine, Johann Wolfgang von Goethe, Thomas Mann, Heinrich Kleist) e francesi tra cui Marcel Proust, Guy de Maupassant, Jean-Baptiste Molière, Gustave Flaubert, Alfred de Musset.
Durante la 'Grande guerra patriottica', a partire dal 1941 fu mobilitato sul fronte occidentale, dove lavorò come traduttore e interprete, ricevendo anche una onorificenza militare. Smobilitato nel 1945 si trasferì a Mosca, dove lavorò come docente di traduzione e tecniche di traduzione in diversi Istituti universitari. Del 1953 è l'altra fondamentale opera Vvedenie v teoriju perevoda (Introduzione alla teoria della traduzione), poi ripubblicata, ampliata ed emendata successivamente (nel 1958 e nel 1968, con il titolo definitivo Osnovy obščej teorii perevoda. Lingvističeskij očerk). Dal 1956 si trasferì nuovamente a Leningrado, dove lavorò come professore universitario presso il Dipartimento di Letterature straniere e poi presso la Cattedra di Filologia e letteratura germanica dell'Università Statale di Leningrado. Si v. Literatory Sankt-Peterburga. XX vek. Ènciklopedičeskij slovar' (2020).

Curatore dell'edizione della traduzione: Èjchengol’c Mark Davidovič

Data dell'edizione della traduzione russa: 1947

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