“Literatura mirovoj revoljucii”, 5-6, 1931 - [S011]
Intenzione comunicativa: Creazione dell'immagine dell'Altro come "Nemico"
Scopo dell'enunciato: Suscitare sospetti nel lettore e indurlo a prendere le distanze dal concetto che viene esplicitato di seguito
Mezzo / strumento linguistico concreto: Uso di virgolette ironiche
Titolo della rivista: "Literatura mirovoj revoljucii"
Numero della rivista: 5-6
Contesti e esempi: Среди откликов на анкету "Nouvelles littéraires", как характерный образец такой фразеологии заслуживает особого внимания ответ «крестьянского поэта» Франсис Андре, одного из приверженцев «крестьянской литературы» в том смысле, который даёт этому термину «теоретик» всей группы, г-н Пуляйль: […]
A cura di Svetlana Slavkova
L’impiego di virgolette ironiche nelle denominazioni veicola un atteggiamento critico dell’autore verso fenomeni che egli non sostiene o, quantomeno, non riconosce come accettabili. Si nega a Henry Poulaille lo status di “teorico” letterario, poiché egli, dal punto di vista dell’autore, non sarebbe sufficientemente rivoluzionario. Tale espediente retorico, ovvero l’utilizzo ricorrente e sistematico di virgolette ironiche, attesta, oltre a una precisa strategia discorsiva, anche una certa carica aggressiva: il dubbio viene infatti instillato nel lettore in modo consapevole e intenzionale, con l’obiettivo di guadagnarne il consenso e di farlo aderire a NOI e diventare UNO di NOI. Emergono inoltre un tono acceso e un intento polemico volti a esprimere con forza il proprio rifiuto dei concetti discussi, nonché il dissenso verso le posizioni sostenute dagli esponenti dell’arte e della cultura dell’Europa occidentale.