“Literatura mirovoj revoljucii”, 5-6, 1931 - [S021]
Intenzione comunicativa: Sottolineare il contrasto tra due mondi
Scopo dell'enunciato: Creazione di un'immagine lusinghiera di NOI e di una offensiva dell'ALTRO
Mezzo / strumento linguistico concreto: Costruzioni antitetiche
Titolo della rivista: "Literatura mirovoj revoljucii"
Numero della rivista: 5-6
Contesti e esempi: Нельзя же отрицать того, что литература, пропитанная крикливой экзотикой, упадочным психоанализом, половой распущенностью и извращениями, вскоре перестанет возбуждать организирующую мысль. С другой стороны, из самой гущи народных масс из молодых классов носителей будущего, появились могучие ростки.
A cura di Svetlana Slavkova
La stampa periodica post-rivoluzionaria è caratterizzata da una manifestazione vivida ed esplicita del conflitto ideologico tra “i nostri” e “gli estranei”. Si riporta qui una citazione dal quotidiano “Pravda” del 1923: “Un vero articolo comunista – non solo quello da giornale ma anche quello da rivista, non solo propagandistico ma anche scientifico – si contraddistingue per una chiarezza e una precisione stilistica eccezionali. È aspro e rozzo, elementare e volgare, dicono i nostri nemici. È veritiero, sincero, audace, franco, spietato…” (I. Vardin, “Pravda”, n. 56, 1923 – citato in Vinokur 1923: 110). Nei testi della sezione “Cronaca internazionale” si riscontrano figure retoriche come le strutture antitetiche che enfatizzano con particolare efficacia la contrapposizione di due mondi (quello reazionario e quello rivoluzionario, quello borghese e quello proletario), sottolineandone l’inconciliabilità. Come si evince dall’esempio citato, i concetti di “kriklivaja èkzotika” [esotismo chiassoso], “upadočnyj psichoanaliz” [psicanalisi decadente] e “polovaja raspuščennost’” [dissolutezza sessuale] attribuiti alla letteratura nemica (borghese) degli ALTRI vengono contrapposti all’immagine positiva delle masse popolari che consideriamo parte di NOI, in quanto “nositeli buduščego” [portatori del futuro], fonte dei “mogučie rostki” [germogli vigorosi] della nuova letteratura.