“Literatura mirovoj revoljucii”, 7-8, 1932 - [S001]
Intenzione comunicativa: Creazione dell'immagine dell'Altro come "Nemico"
Scopo dell'enunciato: Suscitare sospetti nel lettore e indurlo a prendere le distanze dal concetto che viene esplicitato di seguito
Mezzo / strumento linguistico concreto: La locuzione "tak nazyvaemyj" [cosiddetto] come mezzo che esprime riserva o valore dubbio sulla denominazione che segue
Titolo della rivista: "Literatura mirovoj revoljucii"
Numero della rivista: 7-8
Contesti e esempi: Эта так называемая "пролетарская" литература описывает нужду рабочих, но в общем затушёвывает реальную классовую борьбу.
A cura di Svetlana Slavkova
La locuzione “tak nazyvaemyj” [cosiddetto] funge da strumento di precisazione, quale epiteto chiarificatore. In determinati contesti, essa funge da marcatore di diffidenza e di dubbio verso i fenomeni menzionati. Si rileva inoltre un utilizzo non del tutto corretto degli strumenti di distanziamento, in particolare la compresenza della locuzione “tak nazyvaemyj” e delle virgolette ironiche (in contraddizione con le norme ortografiche della lingua russa). Questo espediente testimonia, da un lato, una certa insicurezza nella scelta delle nominalizzazioni, e dall’altro, al contempo, una certa aggressività, poiché il dubbio viene insinuato nel lettore in modo del tutto consapevole e intenzionale, con lo scopo di attrarlo dalla propria parte, di costringerlo ad aderire a NOI e diventare UNO di NOI. Si nota inoltre una certa frettolosità nella stesura del testo, un’esaltazione e il desiderio di esprimere con enfasi la propria disapprovazione verso i concetti discussi e le loro caratteristiche.