“Literatura mirovoj revoljucii”, 7-8, 1932 - [S023]
Intenzione comunicativa: Creazione dell'immagine dell'Altro come "Nemico"
Scopo dell'enunciato: Suscitare rifiuto, disprezzo e odio (visione negativa)
Mezzo / strumento linguistico concreto: Innovazione linguistica (nuovo significato lessicale)
Titolo della rivista: "Literatura mirovoj revoljucii"
Numero della rivista: 7-8
Contesti e esempi: Эта литература классового мира […] может найти читателей только среди разлагающейся мелкой буржуазии или подкупленных элементов рабочего класса.
A cura di Svetlana Slavkova
Negli anni ’20 del XX secolo, nel periodo postrivoluzionario, nella lingua russa compaiono molti neologismi, nonché nuovi significati lessicali delle parole già esistenti. G.O. Vinokur ne scrive nel suo saggio О revoljucionnoj frazeologii (odin iz voprosov jazykovoj politiki): “Il linguaggio socio-politico si è improvvisamente arricchito di una miriade di nuove parole che hanno colto in modo incisivo e vigoroso i nuovi concetti e le nuove formule socio-politiche. In questo – e solo in questo – risiede il significato fraseologico fondamentale della rivoluzione d’ottobre” (Vinokur 1923: 110). Anche S.I. Karcevskij nell’opera Jazyk, vojna i revoljucija (1923) osserva che le innovazioni interessano principalmente il lessico, data la natura conservatrice del sistema grammaticale. A.M. Seliščev nella prefazione all’opera Jazyk revoljucionnoj èpochi: Iz nabljudenij nad russkim jazykom (1917-1926) sottolinea la presenza di diverse deviazioni dalle norme della lingua letteraria e le conseguenze di tali deviazioni (2003: 3). In risposta alle esigenze ideologiche, numerosi lessemi sviluppano anche nuovi significati con due principali funzioni: quella della novità (si tratta, di norma, di metafore nuove, non sbiadite) e quella della creazione di nuovi concetti al servizio dell’ideologia. Ad esempio, nel Tolkovyj slovar’ russkogo jazyka [Dizionario della lingua russa] di D.N. Ušakov (1935-1940), per il lessema “elemento” è indicato il seguente nuovo significato (apparso all’inizio del XX secolo): “4. Čelovek, ličnost’ (nov. razg.). Sočuvstvujuščie èlementy. Čuždye èlementy. Vrednyj èlement” [4. Persona, individuo (nuovo, colloq.). Elementi solidali. Elementi estranei. Elemento dannoso]. Il termine “elemento“, usato senza aggettivo preposto, viene ampiamente impiegato nella retorica ufficiale nell’epoca del regime repressivo staliniano per designare persone la cui posizione politica, sociale o morale non corrisponde all’ideologia ufficiale. Nel contesto proposto esso è utilizzato come denominazione generica di un gruppo di persone e riveste un carattere dispregiativo e spersonalizzante. Gli “elementi della classe operaia” in questo caso non sono persone, ma ingranaggi completamente privi di soggettività. Va inoltre sottolineato che questo significato della parola “elemento” si è consolidato e conservato fino ai giorni nostri, ed è presente nel Slovar’ russkogo jazyka v 4-ch tomach [Dizionario della lingua russa in 4 vv.], nel Bol’šoj tolkovyj slovar’ [Grande dizionario esplicativo] e nel Sovremennyj tolkovyj slovar’ russkogo jazyka [Dizionario della lingua russa moderna] di T.N. Efremova.